SPESSO AL CENTRO DI POLEMICHE E CONTROVERSIE MA DI FATTO RAPPRESENTA LA STORIA DEL TRASPORTO AEREO IN SARDEGNA: MEZZO SECOLO DI VOLI ALISARDA-MERIDIANA

aeromobile Alisarda oggi Meridiana

di Alessandro Carta

La storia della compagnia aerea Meridiana, erede della storica Alisarda voluta dall’Aga Khan per dare impulso alla nascente Costa Smeralda, ebbe inizio esattamente 50 anni fa. Alisarda fu costituita a Roma il 28 marzo del 1963 con atto del notaio Serafino Gloriani. Sede sociale della società venne stabilita a Sassari in via Cavour e primo Presidente fu nominato il Conte Roberto Ranchella. “Il progetto prevedeva di servire dallo scalo di Olbia Venafiorita lo sviluppo degli insediamenti turistici in Costa Smeralda, ed in particolar modo quelli di Porto Cervo e delle immediate vicinanze. Si trattava di poche strutture alberghiere, estremamente lussuose, ed alcune ville disposte intorno ai piccoli approdi per le imbarcazioni che sempre più frequentemente iniziavano a solcare quei mari e ad apprezzarne la bellezza”. Venafiorita non era un vero e proprio aeroporto, ma uno scalo militare aperto nel 1927, sia pure con scarsa frequenza. Ma la storia del trasporto aereo tra la Penisola e la Sardegna aveva preso avvio subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Erano inizialmente, perlopiù, mezzi collaudati durante il conflitto e che per l’epoca costituivano, con pochi posti per passeggeri, l’unica soluzione per tagliare i tempi impiegati dai meno fortunati mezzi navali che permettevano di raggiungere l’Isola. Negli anni Venti, con la costituzione della Società SAM (Società Aerea Mediterranea), la Sardegna cominciò a conoscere una certa regolarità di collegamenti col Continente. Il Nord Sardegna venne collegato con una linea aerea giornaliera Olbia-Ostia, con idrovolanti Dornier-Wal a 18 posti. Ma la linea venne sospesa perché Olbia fu ritenuta pericolosa. I collegamenti vennero ripresi nel 1937 con scalo a Porto Conte, svolti dalla società Ala Littoria, nuova compagnia di bandiera, la quale si era impegnata ad un servizio giornaliero con Roma e altri collegamenti plurisettimanali con Genova-Cagliari e Tunisi. Anche in questo caso i collegamenti avvenivano con idrovolanti Savoia-Marchetti a 18 posti, sostituiti nel 1939 con i Cant-Zappata. Alla fine del Secondo Conflitto mondiale nacque “Airone”, società costituita con sottoscrizione di numerosi azionisti privati. La “Airone” incontrò subito i favori del mercato, per quanto presto dovette vedersela con la concorrente “LAI”, società di bandiera che ebbe la concessione dei collegamenti con la Sardegna. Per ovviare la diretta concorrenza “Airone” sviluppò le tratte passando per Alghero e così si caratterizzò con la Roma-Milano- Torino e Cagliari. Il servizio veniva svolto con trimotori Fiat-212 a 36 posti e notevole carico di merci. In quegli anni, primi anni Cinquanta, ebbe sviluppo anche il trasporto via mare (navi Regione) per cui il servizio aereo conobbe una accentuata crisi, tant’è che “Ali Flotte Riunite” era stata frutto della fusione di “Aviolinee Italiane”, “Airone”, “Adriatica” e “Tesco”. La nuova società nel 1952 passò alla “LAI” . Nel 1957 gli subentrò “Alitalia” che disponeva dei “Covair Metropolitan”. Nel 1958 Alitalia sperimentò le tratte giornaliere Cagliari o Alghero con Roma e Milano. Sui cieli sardi nel 1962 iniziarono a volare gli stagionali “BEA” e “AIR FRANCE”. Tra il 1958 e 1980 il sistema aereo con la Sardegna venne rinforzato dalla società “ITAVIA (Aerolinee Itavia) la quale cessò d’operare a seguito di un triste incidente, meglio conosciuto come “strage di Ustica”. Tuttavia la rivoluzione dei collegamenti aerei con la Sardegna avvenne nel 1963 con la nascita di “ALISARDA”. L’iniziativa, a carattere privato, iniziò sperimentando i voli charter con Roma, Genova, Alghero e Ajaccio. Nel 1966 inaugurò i voli di linea Alghero-Roma e Alghero Palermo e Catania. Fu quello il primo storico collegamento aereo tra le due maggiori isole italiane. Subito dopo “ALITALIA” venne affiancata da “ATI” . In epoche più recenti, lo sviluppo del traffico aereo passeggeri da e per la Sardegna, fortunatamente, si è sviluppato con grande interesse, non solo per motivi turistici, ma anche finalizzato ad altri interessi. I tre maggiori aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero (altre piccole aerosuperfici sono presenti a Tortolì, dove per alcuni anni c’è stato un servizio di linea; e Oristano mai entrato ufficialmente in esercizio), costituiscono oggi scali di notevole interesse internazionale, tant’è che decine di compagnie aeree hanno consolidato la loro presenza stabile nei tre scali. Cagliari è passato dai poco più di 2 milioni di passeggeri del 2000 agli oltre 3,5 milioni del 2012. Questa crescita è dovuta essenzialmente all’introduzione di rotte low cost che negli ultimi anni stanno permettendo alla città di ampliare i propri collegamenti con numerose città italiane ed europee con la possibilità di volare a basso prezzo. La prima è stata EasyJet che nel 2004 ha collegato il capoluogo sardo con Londra Luton (per passare nel 2010 a Londra Stansted). Fu poi la volta della HLX (divenuta poi TUIfly), per effettuare collegamenti con le città tedesche di Monaco, Stoccarda e Colonia. Infine nel 2007 è la volta poi dell’insediamento della base Ryanair a Cagliari, che grazie al collegamento con 12 città italiane e 14 rotte europee è diventata la compagnia aerea più scelta dai sardi. Negli aeroporti di Alghero e Olbia il discorso è differente. Nel primo, grazie all’inserimento dello scalo tra quelli serviti dalla Continuità Territoriale e dall’apertura della seconda base sarda di Ryanair (nel 2008 dopo quella di Cagliari- Elmas), i passeggerei sono raddoppiati: da 650 mila del 2000 a 1,5 milioni del 2012. Olbia invece è l’aeroporto che più risente della stagionalità, con un’intensa attività nei mesi da giugno a settembre (il 90% dei voli da e verso l’estero è concentrato durante l’estate) e un sostanziale stallo per il resto dell’anno.

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