COLONIA FELINA DI "SU PALLOSU": DOVE I GATTI POSSONO SCENDERE IN SPIAGGIA


di Sabrina Fara

Giocano in riva al mare come se l’acqua fosse loro amica. Si divertono a inseguire le onde e i piccoli granchi che fanno capolino tra le rocce. Su YouTube e Facebook i loro video impazzano e la loro fama ha da tempo superato i ristretti confini della Sardegna. Sono i gatti della colonia felina di Su Pallosu,diventati celebri in tutto il mondo grazie al buon cuore e alla geniale intuizione di Andrea Atzori e Irina Albu. Siamo nella splendida costa della Penisola del Sinis, a circa venti chilometri da Oristano, nella frazione marina più piccola d’Italia (appena otto residenti), appartenente al Comune di San Vero Milis. È in quest’angolo di paradiso, abitato sin dal neolitico,che nel giro di sei anni succede l’incredibile. I gatti “marini” di Su Pallosu, la cui presenza si fa risalire alla fondazione della tonnara nel 1920, diventano un’attrazione irresistibile per gattari e ambientalisti e un esempio perfetto di sviluppo turistico sostenibile. Come? Attraverso un progetto nato per garantire alla colonia felina un futuro dignitoso, nel rispetto delle peculiarità territoriali e della biodiversità. «Abbiamo deciso di lasciare Oristano e di trasferirci a Su Pallosu perché la vita di città non faceva per noi – racconta sorridente Andrea, giornalista pubblicista e presidente dell’Associazione amici di Su Pallosu. Arrivatiqui nel2007, inquella che era stata la casa al mare dei miei genitori, con Irina abbiamo preso a cuore la sorte dei mici presenti nella zona e in questi anni siamo riusciti a ideare per loro davvero tanto e senza alcun aiuto pubblico». Difficile dargli torto. I tremila visitatori arrivati a Su Pallosu nei primi sei mesi dell’anno sono lì a testimoniarlo, così come gli oltre ottomila iscritti al gruppo Facebook aperto dall’Associazione. «I gatti non sono nostri e vivono in totale libertà – precisa Andrea – noi ci preoccupiamo di tenerli in buona salute, fornendo loro assistenza sanitaria, cibo e tante coccole». Una sfida per niente facile perché, tenerezza a parte, mantenere una cinquantina di pelosi ha un costo non indifferente. Così, dopo aver chiesto invano aiuto al Comune di San Vero Milis e all’Asl di Oristano, Andrea e Irina si trovano costretti al “fai da te”. È l’inizio di un’avventura. Quello che ci vuole è un’idea efficace e realizzabile a spese zero. «Quando abbiamo capito che nessuno ci avrebbe sostenuto – spiega Andrea con un pizzico di rammarico – ci siamo resi conto che per mantenere tutti non sarebbero bastati i souvenir a tema e il passaparola tra gli amici, ma ci serviva un modo per ottenere visibilità e risonanza».Da qui al web il passo è scontato. L’obiettivo su cui puntare è quello del valore aggiunto, capace di trasformare i felini di Su Pallosu in piccole star. La svolta arriva con lo slogan “Colonia felina di Su Pallosu: dove i gatti scendono in spiaggia”. È fatta: i gatti “marini”e le acque cristalline di Su Pallosu spopolano on-line e si trasformano in calamite. Alle rare visite si sostituiscono i pullman carichi di gitanti, nascono le gare fotografiche di cat-watching e i concorsi di poesia a tema. Nelle librerie fa il suo esordio il libro “Su Pallosu e i suoi gatti”, scritto a tre mani da Andrea Atzori, Gilberto Linzas e Marco Porcu. Del caso iniziano a interessarsi le tv locali e nazionali e i principali giornali di settore.Il successo della colonia tocca persino il Giappone, da dove sbarca la troupe di Discovery Channel per Animal Planet. A coronare l’impegno di Andrea e Irina arriva anche il primo posto in Sardegna nella classifica dei Luoghi del Cuore 2012, stilata dal Fondo Ambiente Italiano. «Noi non ricaviamo nulla da questa popolarità – tiene a precisare Irina, abile artigiana e squisita padrona di casa – le visite guidate alla colonia sono gratuite e a offerta libera. Tutto ciò che entra in cassa, nonostante qualche malalingua sostenga il contrario,va a beneficio dei gatti, molti dei quali sono adottati a distanza». Certo, le spese sono davvero tante, soprattutto quelle mediche. Piciulin, Aziza, Sonny e tutta l’allegra brigata sono costantemente monitorati dalla clinica veterinaria Due Mari di Oristano. Dal2010 aoggi sono 45 i gatti sterilizzati e centinaia le visite cliniche e gli esami collaterali svolti. «L’Asl di Oristano non ci aiuta – sottolineano quasi in coro Andrea e Irina – perché l’amministrazione comunale di San Vero Milis si ostina a non voler riconoscere la colonia come tale. Al momento dell’insediamento, tre anni fa, il sindaco Flavia Adelia Murru aveva anche manifestato la volontà di contribuire alle spese sanitarie attraverso i propri emolumenti. Dopodiché ha cambiato idea, arrivando a proporre addirittura lo sgombero forzato, giustificato da inesistenti problemi igienico sanitari e di sicurezza». Una beffa. La visibilità che i gatti regalano alla marina di San Vero Milis vale oro, soprattutto in tempi di crisi, ma il buon senso e la ragione non sembrano risiedere nei corridoi del Comune. Eppure la legge nazionale sul randagismo 281/91 e la legge regionale della Sardegna 21/94 parlano chiaro: le amministrazioni comunali non possono esimersi dal riconoscere lo status di colonia qualora ne esista una e le Asl devono provvedere al censimento e alla necessaria assistenza sanitaria. Ma tant’è. A Su Pallosu nulla di tutto ciò. Neppure il posizionamento dei dissuasori di velocità nel tratto di strada provinciale che porta all’ingresso della colonia. Approvati dal Consiglio Provinciale di Oristano nel 2011, i dossi artificiali sono stati osteggiati dal primo cittadino sanverese, che ha chiesto e ottenuto una sospensiva. Con buona pace per tutti i gatti falciati da incauti automobilisti. Otto quelli morti negli ultimi tre anni. «Ma noi non ci arrendiamo e andiamo avanti». Andrea e Irina non hanno dubbi sul diritto alla tutela e adesso dei gatti che scendono in spiaggia si discute non solo in rete, ma anche in Tribunale. L’accusa per il sindaco è omissione di atti d’ufficio e mancato riconoscimento della colonia. E in attesa degli sviluppilegali, a Su Pallosu gattari e ambientalisti arrivano come la manna dal cielo e non si smette di sognare in grande. Dopo tante conquiste,la piccola località marina affacciata sul Sinis, con la sua area archeologica in riva al mare e le sue rarità ambientali, punta a diventare Patrimonio mondiale dell’umanità, protetto e tutelato dall’Unesco. La petizione popolare è già on-line.

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