INAUGURAZIONE DELLE STELE DELLA MEMORIA A TIRANO IN VALTELLINA IL 2 GIUGNO. L'OPERA E' DI GIOVANNI CANU

Tirano

di Bruno Ciapponi Landi

Tirano/Aprica/Villa di Tirano 31 maggio 3 giugno 2013

INAUGURAZIONE DELLA STELE DELLA MEMORIA

Sarà posta nel Giardino di via Elvezia in ricordo di quanti collaborarono in città, nel Tiranese e in provincia, al salvataggio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali.

 

 

            Non mancheranno di suscitare commozione le cerimonie che si terranno tra Tirano, Aprica e Villa di Tirano da venerdì 31 maggio a lunedì 3 giugno prossimi che avranno il momento culminante nella mattinata di sabato 2 giugno  con l’inaugurazione della “Stele della memoria” nel Giardino di via Elvezia  (dirimpetto al Commissariato di P.S.) in ricordo di quanti collaborarono in città, nel Tiranese e in provincia, al salvataggio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali e di quanti vennero aiutati a trovare salvezza in Svizzera negli anni bui della seconda guerra mondiale e del regime fascista.

 

            La condizione geografica del Tiranese, crocevia fra la Valtellina, la Valcamonica e la valle svizzera di Poschiavo, e la conseguente relativa facilità di raggiungere la Svizzera, ha reso il suo territorio una  via di transito relativamente facile per l’espatrio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali fasciste e dall’odio nazifascista, molti dei quali riuscirono così a sottrarsi alla cattura e all’invio ai campi di sterminio germanici.

 

            Figura di primo piano dell’organizzazione locale era il sacerdote diocesano dottor Giuseppe Carozzi di Motta di Villa di Tirano, ma residente a Roma, uomo della Resistenza in collegamento con i Servizi angloamericani, i partigiani, le forze armate fedeli al governo legittimo, in particolare con la Regia Guardia di Finanza e i Carabinieri Reali. L’opera dell’organizzazione è stata a lungo dimenticata e solo recentemente ha suscitato l’interesse degli studiosi. La memoria popolare preferiva ricordare qualche isolato caso di delinquenza comune (che in tempi come quelli certo non può essere escluso), invece del gran numero di persone poste in salvo dall’organizzazione.

 

            Uno degli eventi più significativi e rilevanti per il numero degli interessati, fu il trasferimento in Svizzera, organizzato con l’apporto di parroci, finanzieri e carabinieri, di almeno 220 ebrei internati all’Aprica.

 

            All’avvenimento ha dedicato accurate ricerche negli archivi inglesi e svizzeri il prof. Alan Poletti, docente universitario a riposo e nipote di un emigrato di Villa di Tirano in Nuova Zelanda. Il suo studio, già edito in lingua inglese col titolo: A second life. Aprica to salvation in Switzerland 1943 è stato tradotto a spese dell’autore da Milva Genetti ed è stato pubblicato, per conto del Comune di Aprica, nelle edizioni del Museo Etnografico Tiranese con il titolo: Una seconda vita: Aprica – Svizzera 1943, la salvezza (Sondrio 2012, p. 155).

 

Alan Poletti, laureato in Fisica all’Università di Auckland (Nuova Zelanda) nel 1961, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Fisica Nucleare nella prestigiosa Università inglese di Oxford dove iniziò l’attività di ricercatore che proseguì negli Stati Uniti prima di essere richiamato nell’Università di Auckland, dove si era laureato, per occupare la cattedra di  Fisica Nucleare che ha mantenuto per un trentennio fino al suo pensionamento nel 1999. Consapevole della possibilità di estendere la metodologia della ricerca acquisita nel suo campo di studi ad altri ambiti di ricerca e ad altre discipline, ha voluto dedicare i suoi studi alle vicende degli Ebrei di Aprica posti in salvo in Svizzera per iniziativa di un sacerdote conterraneo dei suoi avi e di altri uomini che non rinunciarono ad essere tali anche a rischio della loro vita nelle ore più tremende della nostra storia recente.

 

            Da tempo il Comune di Tirano pensava a un monumento per ricordare, in un luogo idoneo, tutti coloro che collaborarono alla pietosa opera che pose in salvo in Svizzera tanti perseguitati politici e razziali, anche a grave rischio di finire a loro volta nei campi germanici, come accadde al finanziere scelto Claudio Sacchelli della compagnia di Tirano, collaboratore della Resistenza, deceduto nel Campo di Sterminio di Mauthausen (Austria) il 1° maggio 1945, decorato nel 2012 di Medaglia d’Oro al Merito Civile.  Ma l’elenco sarebbe lungo, a cominciare dall’agente di polizia e studente universitario Mario Canessa in servizio presso la polizia di frontiera, riconosciuto Giusto fra le nazioni per l’opera svolta in quegli anni, al capitano Leonardo Marinelli della Guardia di Finanza, dal vicebrigadiere Bruno Pilat comandante della stazione di Aprica, al comandante provinciale dei Carabinieri e capo delle formazioni partigiane colonnello Edoardo Alessi, dai sacerdoti Cirillo Vitalini parroco di Bratta, Tarcisio Salice parroco di Roncaiola, Gino Menghi parroco di Baruffini, a padre Ildefonso Graziotto dei Servi di Maria, rettore del santuario, a tanti altri più o meno impegnati nella benemerita operazione. Il monumento intende ricordare tutti coloro che in provincia presero parte al salvataggio degli Ebrei, dei perseguitati dal regime e all’espatrio degli sbandati dell’8 settembre, e quindi anche don Angelo Milani parroco di Albaredo, don Luigi Del Nero parroco di Campovico, i coniugi Giovanni e Mariangela Della Nave, riconosciuti Giusti fra le nazioni per avere ospitato per 16 mesi la famiglia ebrea di Regina Zimet a San Bello di Campovico. E, ancora la tiranese Emilia Lantieri Solci, gli aprichesi Attilio Bozzi ed Emilio Negri e tanti di cui non abbiamo notizia.

 

 

 

 

            Nel 2009 una signora australiana, Vera Neufeld Sydney, appartenente al gruppo degli Ebrei internati all’Aprica ed Alan Poletti, promossero una escursione, quasi un pellegrinaggio, sui sentieri della montagna attraverso i quali gli Ebrei di Aprica  avevano trovato salvezza oltre confine. Erano in tanti, provenienti da varie parti del mondo e fu una indimenticabile occasione di incontro a cui parteciparono anche diversi studenti.

 

            Sulla base di queste premesse il Comune di Tirano ha fatto i passi necessari per la realizzazione del monumento ed ha identificato come luogo più idoneo il giardino pubblico di via Elvezia che si trova al centro dell’imbocco della Valle di Poschiavo, di fronte al Commissariato di Pubblica Sicurezza ed è quindi un luogo simbolo della frontiera, del confine in senso concreto e anche ideale. Il monumento si chiamerà Stele della memoria e sarà visibile a chi percorrerà la variante della Statale 38  che porta al valico di confine di Stato di Piattamala e a chi transiterà a bordo del Trenino Rosso del Bernina che collega Tirano a St. Moritz, da poco iscritto nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

           

            La scelta del luogo considera anche il valore morale che deriva dalla vicinanza del Santuario della Madonna di Tirano, il più importante tempio della Provincia di Sondrio e basilica della Patrona della Valtellina, che da secoli rappresenta l’unità religiosa della popolazione e della sua identità culturale popolare. Un tempio dedicato (merita ricordarlo) a una donna ebrea, Maria di Nazaret. L’erezione di una stele per segnalare luoghi ed eventi importante è un elemento tipico della tradizione ebraica che ha riscontro anche nella preistoria locale.

 

            La stele, di cui si riproduce qui il bozzetto, è opera dello scultore Giovanni Canu, già noto al pubblico valtellinese per avere tenuto nel 2009 una mostra personale nel museo statale di Palazzo Besta a Teglio. In quella occasione una sua opera, L’osservatore del tempo, fu esposta sul sagrato della basilica come richiamo per la mostra tellina e venne ripresa, insieme al santuario, da un pittore giapponese che la utilizzò come copertina di una importante guida turistica nipponica. La scultura venne poi trasferita nel giardino pubblico di via Elvezia dove rimase a testimoniare la partecipazione della città nel biennio di festeggiamenti per i cento anni della Ferrovia Retica e per il suo ingresso nel patrimonio Unesco.

 

 

Giovanni Canu è nato a Mamoiada (Sardegna) nel 1942, ha conseguito la maturità artistica a Torino dove ha frequento l’Accademia Albertina prima di trasferirsi a Milano dove si è diplomato in scultura all’Accademia di Brera. Vive e ed opera a Milano dove insegna al Liceo Artistico di Brera e dove opera nel suo studio in via Solferino. Ha esposto ed espone in Italia e all’estero.  La sua opera è documentata nel catalogo Giovanni Canu, dalle origini all’Origine, Bettini, Sondrio 2009, p.95.

 

 

            La scultura è stata realizzata dalla Nuova Serpentino d’Italia di Chiesa Valmalenco, una primaria azienda nel settore. Entrambi hanno offerto generosamente la loro opera a titolo gratuito per l’alto valore morale dell’iniziativa.

 

            La città esprime qui la propria gratitudine anche a nome della comunità provinciale che è, idealmente, il committente dell’opera che ricorderà a tutti i Valtellinesi e i Valchiavennaschi che in ogni modo contribuirono a porre in salvo Ebrei e perseguitati dal nazifascismo.

 

 

Presso la stele sarà posto un cippo con la seguenti iscrizione dedicatoria:

 

QUESTA PIETRA EVOCHI QUI – DOVE LA PERSECUZIONE SI TRASFORMO’ IN SOCCORSO ALLE VITTIME DI REGIMI BARBARI E CIECHI – LA SOLITUDINE DEL PERSEGUITATO E LA SUA DRAMMATICA RICHIESTA D’AIUTO. ASCOLTATE L’ECO DEL SUO GRIDO, UOMINI D’OGGI, PERCHÉ NESSUNO SIA PIÙ PERSEGUITATO PER IL SUO ESSERE O PER IL SUO PENSIERO. TIRANO 2 GIUGNO 2013.  (Il testo è di Luisa Gazzi Schiantarelli)

 

 

Su lato opposto del cippo l’iscrizione recita:

 

CITTÀ DI TIRANO /LA STELE DELLA MEMORIA/ DELLO SCULTORE GIOVANNI CANU/ È DEDICATA A CHI, NEGLI ANNI BUI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, SOCCORSE GLI EBREI PERSEGUITATI DALLE LEGGI RAZZIALI E QUANTI COME LORO CERCARONO SALVEZZA IN SVIZZERA. L’OPERA È STATA OFFERTA DALL’AUTORE E DALLA NUOVA SERPENTINO D’ITALIA S.P.A. DI CHIESA IN VALMALENCO CHE L’HA REALIZZATA.

 

 

La Nuova Serpentino d’Italia è una primaria azienda nazionale del settore. Fra le realizzazioni della ditta figurano numerosi edifici pubblici in Europa (Parigi, Vienna, Amburgo, Ginevra, Lucerna, Basilea, St. Moritz, Zurigo), negli Stati Uniti, a Hong Kong e in Korea. Di particolare rilievo gli interventi nel Cancellierato e nel Palazzo del Governo di Berlino, al Ministero degli Interni e dell’Economia di Dresda, alla Erste Bank di Budapest, alla Fiera espositiva di Zurigo, alla Stazione di Santa Maria Novella di Firenze.
L’attività della ditta è documentata sul sito web: http://www.serpentino.it/

 

 

L’inaugurazione avrà luogo il 1° di giugno 2013 con la partecipazione delle massime autorità provinciali nell’ambito di una cerimonia alla quale parteciperanno, con Alan Poletti, alcuni superstiti del gruppo degli Ebrei di Aprica provenienti da varie parti del mondo. La loro presenza ha suggerito di inserire l’inaugurazione in un più ampio programma di iniziative che si terranno da venerdì 31 maggio a lunedì 3 giugno 2013:

 

PROGRAMMA
Venerdì 31 maggio 2013
Tirano, ore 10.30, incontro con gli studenti dell’Istituto di IS “Balilla Pinchetti”
             ore 21.00, sala del Consiglio Comunale, presentazione del libro “Una seconda vita” con la                        partecipazione dell’Autore.
 
Sabato 1 giugno 2013
Tirano ore 10,30 cerimonia inaugurale della “Stele della Memoria” nel giardino pubblico di via Elvezia
 
Domenica 2 giugno 2013
Villa di Tirano. E’ prevista una salita a Lughina, sulla strada percorsa per l’espatrio in Svizzera degli Ebrei di Aprica, con la partecipazione di studenti e di Paul Greene del programma televisivo Courage to care che effettuerà le riprese per una trasmissione destinata ai Valtellinesi d’Australia.
 
Lunedì 3 giugno 2013
Aprica ore 18.00 omaggio al monumento ai Caduti dove è stata posta una targa a ricordo del salvataggio degli     Ebrei.
            ore 21.00, Sala Congressi del Centro Direzionale (via Roma 150), incontro della popolazione con Alan    Poletti e alcuni ex internati di Aprica.

 

Il programma è stato concordato fra i Comuni di Tirano, Aprica, Villa di Tirano, con il Consorzio Turistico Terziere Superiore e con gli ospiti.

Bibliografia essenziale

 

MORASCHINELLI Luisa, Ricordi di Guerra. Una ragazza valtellinese racconta, Sondrio 1995, p.144.

Il cap. X (p.61-67), intitolato Gli Ebrei-Gli Zagabri, è riservato agli Ebrei internati all’Aprica ai quali l’autrice ha dedicato il libro.

 

ZIMET LEVY Regina, Al di là dal ponte, a cura di Fausta Messa e Paola Rovagnati, Città di Morbegno, Sondrio 2000, p. 183. 2° ed. con l’aggiunta del sottotitolo  “Le peripezie a lieto fine di una bambina ebrea sfuggita alla Shoà. Prefazione di Liliana Picciotto Garzanti, Milano 2003 p. 243.

 

PICK Vera, Il memoriale di Vera. Con una scheda su don Giuseppe Carozzi. Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 2006, p. 47. Il testo è consultabile all’indirizzo web: http://www.brunociapponilandi.it/docs/pubblicazioni/105-Il%20memoriale%20di%20Vera.pdf

 

ZUCCHELLI Mauro, Questo strano coraggio. Mario Canessa un livornese Giusto fra le Nazioni, in “CN Comune Notizie”. Rivista del Comune di Livorno, ottobre-dicembre 2008 n. 69, p. 64. Numero monografico edito in occasione del Giorno della memoria 2010. Il testo con vari riferimenti a Tirano, è scaricabile cliccando “CN-Comune Notizie (ottobre-dicembre 2009) sul testo che compare al seguente indirizzo web:

http://www.comune.livorno.it/_livo/uploads/2010_02_17_12_45_21.pdf

 

FARINELLI Vanni, Noi c’eravamo! La Benemerita da Tirano all’Alta Valle nei suoi 150 anni in Valtellina, Tirano 2009, p.213

 

POLETTI Alan, Una seconda vita: Aprica – Svizzera 1943, la salvezza, edizione del Museo Etnografico Tiranese per conto del Comune di Aprica, Sondrio 2012, p. 155, traduzione di Milva Genetti di A second life. Aprica to salvation in Switzerland 1943, Auckland Nuova Zelanda 2012.

 

LUCIANI Luciano, SEVERINO Gerardo. La guerra di Claudio. Storia del finanziere Claudio Sacchelli, un angelo di bene conto l’odio razziale e la persecuzione nazi-fascita (1913-1945, Museo Storico della Guardia di Finanza. Roma 2013, p.198.

 

MORASCHINELLI Luisa, Ricordi di Guerra. Una ragazza valtellinese racconta, Sondrio 1995, p.144.

Il cap. X (p.61-67), intitolato Gli Ebrei-Gli Zagabri, è riservato agli Ebrei internati all’Aprica ai quali l’autrice ha dedicato il libro.

 

 

 

Filmato

I Pueri Cantores di Tirano e il Coro Cime di Redasco di Grosio hanno messo in scena e replicato un decina di volte fra il maggio del 2012 e il gennaio del 2013 una rappresentazione teatrale e musicale intitolata Portami di là. Si tratta di una libera riduzione teatrale delle vicende tiranesi di Mario Canessa, il giovane agente di polizia volterrano, studente alla Cattolica con David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, riconosciuto Giusto fra le nazioni per il salvataggio di alcuni ebrei nel 1943 quando era in servizio alla frontiera di Tirano. Il testo, la regia e la direzione sono di Patrizia Fabbri, la musica del pianista Maurizio Fasoli. Gli spettacoli sono stati tenuti a Tirano, Brusio, Grosio, Aprica, Tresenda di Teglio, Bianzone, Chiavenna, Tirano e a Edolo, in occasione del Giorno della Memoria 2013. Dai filmati delle rappresentazioni si è ricavato un DVD, integrato con una serie di testimonianze.

 

 

 

Notizie biografiche

Mario Canessa, Giusto fra le nazioni. E’ nato a Volterra il 20 novembre 1917. Settimo di nove figli ha fatto carriera nell’ambito della polizia: da semplice agente e studente universitario dell’Università Cattolica di Milano negli anni 1943-1945 ha raggiunto, in seguito, la qualifica di Dirigente Generale al Ministero degli Interni. Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana e dell’occupazione tedesca si adoperò per prestare aiuto ad ebrei perseguitati in diversi casi fra i quali si ricordano, per quanto attiene l’opera svolta in Valtellina, l’ospitalità offerta per 24 giorni, nei mesi di settembre/ottobre 1943 nella sua casa di Tirano, a due cittadine ebree ungheresi, Flora Lusz e la figlia Noemi Gallia, in attesa di ripararle in Svizzera. Poco tempo dopo, nella notte del 10-11 dicembre 1943, Mario Canessa, mentre prestava servizio in qualità di agente di Pubblica Sicurezza nell’ufficio di settore di polizia di frontiera al confine italo-svizzero di Tirano, unitamente al brigadiere Giovanni Marrani, accompagnò al di sopra del valico di Sasso del Gallo, Ciro De Benedetti, ragazzo ebreo di 8 anni che viveva a Milano, consegnandolo al Sig. Amarca, comandante della gendarmeria del posto di frontiera di Campocologno (Canton Grigioni – Svizzera). […] La nonna di Ciro, Corinna Siszi ottuagenaria e claudicante, per le sue precarie condizioni, fu invece affidata a Pietro Vettrici di Baruffini che la trasportò  a spalle dentro una grande gerla, fino all’Ufficio rifugiati di Campocologno.

 

 

 

Claudio Sacchelli, finanziere scelto,
Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria.
Motivazione
 Di stanza nel territorio di frontiera del Tiranese, nel dorso dell’ultimo conflitto mondiale, durante l’occupazione tedesca, si prodigò in favore dei profughi ebrei, aiutandoli ad espatriare clandestinamente nella vicina Svizzera. Arrestato dalle autorità tedesche fu infine trasferito nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì di stenti e di sevizie. Mirabile esempio di umana solidarietà e di altissima dignità morale, spinte fino all’estremo sacrificio. 1943 – Villa di Tirano (SO).

 

Bruno Pilat, brigadiere dei Carabinieri, comandate della Stazione di Aprica.
Medaglia d’argento al Merito Civile
Motivazione
Comandante di stazione Carabinieri, con generoso slancio ed eccezionale senso di abnegazione, si adoperò durante l’occupazione nazista per alleviare le sofferenze di molti cittadini ebrei jugoslavi confinati nel territorio italiano, proteggendoli dalle violenze fisiche e favorendone l’espatrio clandestino in Svizzera. Catturato e deportato in Germania, subì stenti e privazioni fino al rientro in patria al termine della guerra. Chiaro esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere. 1942/1944 – Aprica (SO).

 

 

I GIUSTI FRA LE NAZIONI. Nella tradizione ebraica il termine giusto è utilizzato per indicare i non ebrei che hanno rispetto per Dio. Il titolo onorifico di Giusto tra le nazioni viene attribuito da una commissione, guidata dalla Suprema corte israeliana, composta da 35 membri, molti dei quali sono dei sopravvissuti allo sterminio. La Commissione è presieduta da un ex giudice della Corte e segue criteri meticolosi ricercando documentazione e testimonianze che possano avvalorare il coraggio ed il rischio che i salvatori hanno affrontato per salvare gli ebrei dalla Shoah. In Italia le indagini preliminari per il riconoscimento dei Giusti tra le nazioni vengono svolte dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano.Chi viene riconosciuto Giusto tra le nazioni riceve la cittadinanza onoraria dello stato di Israele , viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome ed ha il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme. Ad ogni Giusto tra le nazioni viene dedicata la piantumazione di un albero, gesto che nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Dagli anni novanta, poiché il Monte della Rimembranza è completamente ricoperto di alberi, il nome dei giusti è inciso sul Muro d’Onore eretto a tale scopo nel perimetro del Memoriale.

 

Referenti istituzionali e organizzativi:
 
Comune di Tirano, Assessore Bruno Ciapponi Landi, cell. 3474981112 – ciapponi@alice.it
Comune di Aprica, Assessore Bruno Corvi, 0342 746116-3487883050 – bruno.corvi@comune.aprica.so.it
Comune di Villa di Tirano, Sindaco Giacomo Tognini, cell. 3293190536 – giacomotognini@libero.it
Consorzio Turistico Terziere Superiore via M. Quadrio 11-23037 Tirano, info@valtellinaturismo.com, 034270136
 

 

 

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