CUSTODIRE LE IDENTITA' DI ORIGINE E DI ADOZIONE: AL CIRCOLO "SU NURAGHE" DI BIELLA, LA PROIEZIONE DI "UN PASSO DIETRO L'ALTRO"

Marco Laurora Desogus

di Efisangelo Calaresu

La piovosa serata del maggio biellese non ha scoraggiato la partecipazione all’entrata in società di Marco Laurora Desogus per la presentazione di “Un passo dietro l’altro”, film di Gianni Tetti messo a disposizione dall’I.S.R.E, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna. Marco è nato a Biella nel 1967 da Adriana Desogus, mamma sarda di Perdaxius (Narcao), Cagliari e da Giuseppe, padre pugliese di Trani. Le radici in Terra sarda sono i nonni, ‘zia Virginia Mereu’, per molti anni decana del Circolo Su Nuraghe e alla quale è dedicato il partecipatissimo toneo di Calcetto a lei intitolato, e il nonno Antonio Desogus, che nell’Isola riposa in pace.Odontotecnico, padre di due figli, Ludovico di 8 anni, già due volte premiato dal Circolo per meriti scolastici,e Valentina di 6 anni, Marco capisce ma non parla sardo in quanto “a casa nostra si son sempre parlate tre lingue: sardo, pugliese e piemontese – afferma un po’ dispiaciuto -. Un multiculturalismo che si rispecchia anche nella cucina familiare: dal maialino al mirto, alla bagna cauda, passando per le orecchiette pugliesi. Da noi – conclude con un sorriso convinto – le diversità son sempre state una ricchezza”.

Quattro generazioni che nel Circolo si ritrovano custodendo le identità di origine e quelle di adozione.

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