INTERVISTA A MARCO PINNA, GRANDE MUSICISTA SARDO, TRAPIANTATO A NASHVILLE NEGLI STATI UNITI


di Gian Piero Pinna

Marco Pinna, oristanese nel pieno della sua maturità artistica, essendo nato nel 1955, può guardare con grande distacco e coerenza il mondo della musica di oggi. La chitarra è sempre stata la fida compagna della sua vita fin dalla gioventù. Giramondo, poliglotta, musicista e compositore di successo, non ha mai dimenticato la sua terra. Nonostante tutti i numerosissimi successi avuti, però, considera i suoi figli la cosa più bella che ha avuto dalla vita.

Cosa ti ha fatto innamorare della musica e cosa ti ha spinto a continuare?

I suoni mi hanno sempre attratto fin da quando ero bambino. Un tardo pomeriggio d’estate, appena rientrati dal mare, mio padre accese la tv, avevo appena 10 anni e stavano mandando in onda i Beatles, a quei tempi era una rarità, perché la loro musica era fortemente ostacolata dai parrucconi della Rai. Rimasi folgorato da quella musica e da quella novità. Da quel giorno, ho avuto ben chiaro in mente cosa avrei voluto fare nella vita. Inizialmente mi accontentavo di giocare ai Beatles, poi ho cominciato a trafficare con qualche chitarraccia presa in prestito e così ho imparato a suonarla da autodidatta: a quei tempi funzionava così. Il resto è venuto da sé.

Come sono stati i tuoi inizi e quando hai capito che potevi fare sul serio?

Sarò schietto, ti dirò le cose come stanno senza peli sulla lingua.?Gli inizi sono stati difficili, Oristano è un paese dove molti cercano di affossarti per non farti emergere, l’invidia regna sovrana e questo non è una novità. Appena mi sono reso conto di essermi costruito una buona tecnica, ho preso il primo aereo e sono scappato: destinazione Europa. A tutt’oggi, nonostante io sia apprezzato negli Usa, le agenzie di spettacolo oristanesi non mi chiamano mai per farmi esibire nella mia città di origine. Piuttosto chiamano qualcuno dalla Patagonia, dalla Mongolia o dal Burkina Faso. Qualche anno fa, hanno fatto venire al festival “Dromos”, una cantante di colore del Sud Africa, che hanno definito “la nuova Miriam Makeba”. Dopo la prima canzone, ho pensato: “Se questa è la nuova Miriam Makeba, io sono il nuovo Jimi Hendrix”. Insomma, puoi diventare il migliore del mondo ma se sei oristanese puoi avere la certezza che verrai ignorato. Non è una grave perdita perché Oristano non è certo il centro del mondo, fortunatamente. In ogni caso ho ancora degli ottimi amici a Oristano, con i quali sono sempre in contatto e sono amici a dir poco meravigliosi.

Come sei finito negli Stati Uniti?

Negli Stati Uniti ci sono finito perché un noto Manager di Nashville, ha ascoltato le mie musiche su Internet, mi ha contattato e mi ha proposto di trasferirmi negli States. Il tempo di ottenere il visto e ho preso l’aereo. Sono stra-felice di trovarmi negli Stati Uniti, qui le persone sono molto carine, gratificanti e sopratutto molto professionali. Gli Americani non sono stupidi, se capiscono che hai la stoffa ti acchiappano subito.

Che programmi hai per il futuro?

?Per me il futuro è ciò che faccio di solito: Cd, Video, Tournée; è sempre lo stesso giro, finisci e ricominci. In ogni caso è molto eccitante, mi diverto un mondo e non mi annoio mai. Sono molto amico di Ray Tarantino, il songwriter-cantante di origini Italiane e quando siamo insieme è un continuo giro di battute e di risate, ci divertiamo da matti: Ray è un artista straordinario.

Se tu potessi tornare nella tua terra e potessi continuare a fare la musica, che scelta faresti?

?Non ho dimenticato la mia terra, la Sardegna è bellissima, i colori, i sapori sono straordinari! Sicuramente ci tornerei in vacanza.

Come giudichi la musica di oggi?

La musica di oggi? Penso che ci sia molta ottima musica nel mondo, basta andare a scovare gli artisti che la suonano. Purtroppo, a mio parere, in radio e in tv mandano in onda molta spazzatura.

12 risposte a “INTERVISTA A MARCO PINNA, GRANDE MUSICISTA SARDO, TRAPIANTATO A NASHVILLE NEGLI STATI UNITI”

  1. Anche lui vittima della in-cultura distruttiva dell’invidia. E solo questo il motivi per cui in Sardegna non c’è sviluppo e molti scappano per trovare fortuna fuori.

  2. Quanta verità c’è nelle tue parole; Purtroppo l’invidia è come la gramigna, cresce….la tagli….ma inesorabilmente germoglia ancora. Ho visto tutte le manifestazioni di Dromos; a volte gli elogi ed i paraqoni verso gli artisti provenienti dall’estero, sono sempre stati il frutto di un atteggio per voler dimostrare una sorta di psudo conoscenza artistica. Qualche volta mi sono chiesto….ma artisti locali non ce ne sono? Eppure qualcuno lo conoscevo. Lo vedo anche nel mio piccolo e nel paese dove abito, dove qualche talento c’è, ma nessuno di questi, non parlo di me, non è stato mai invitato mai una volta ad esibirsi in qualche occasione locale. Sarà forse la grande ospitalità sarda a determinarne la causa? Mah! In ogni caso la strada che hai scelto è la migliore. Un grande in bocca al lupo per il tuo cammino artistico!

  3. Caro Marco Pinna artista , tu sei sardo e poi anche essere conosciuto a Nashville ma qui in Italia chi ti conosce ?? E in sardegna scusami, all’infuori del tuo rione ( se hai vissuto ad Oristano città) , oppure all’infuori del tuo paesino di nascita se non sei cittadino di oristano , Chi ti conosce? Allora prima di lamentarti , o far lamentare al chi ha pubblicato qui, dovresti muoverti , dovresti farti conoscere magari usa lo stesso stratagemma che hai usato all’estero. E tu GIAMPIERO PINNA che hai pubblicato questo misero e scorrettissimo post, da sardo che sei vdovresti vergognarti perchè invece di giudicare male i sardi aiuta piuttosto al tuo amico ( o parente che sia) . Aiutalo in modo diverso , datti d a fare,, pubblicizzalo ma senza criticare i sardi perchè noi sardi non conosciamo a Marco pinna come lo conosci tu . Qui il problema non è l’invidia ma c’è un problema di pubblicità seria. Non giustifichiamoci con l’invidia se non siamo capaci a farci conoscere per ciò che valiamo .

  4. Sig.Brunofabio…
    Lei oltre a diverse altre cose ignora che io ho un visto di permanenza negli Usa per straordinarie capacita’ artistiche che secondo lei gli Americani danno a vanvera e a chiunque…Faro’ presente all’Establishment Statunitense che tale Brunofabio di Sardegna si e’ svegliato e ha deciso che gli Americani sono dei deficienti idioti..sicuramente ascoltando la sua illustre opinione cambieranno immediatamente le regole,le manderanno una lettera di scuse ufficiali e le offriranno anche il visto per straordinarie capacita’ letterarie.Se il suo biglietto da visita e’ NOI CHE NON CONOSCIAMO “A” MARCO PINNA , sottolineo “A” MARCO PINNA,di visti glie ne daranno due o tre!!!!
    Si acculturi sull’argomento prima di parlare con me,comunque le anticipo che per ottenere un visto del genere bisogna provare il proprio talento con decine e decine di documenti firmati da Artisti di levatura Internazionale e cioe’ lo dicono e lo firmano loro che hai talento,mica lo dico io..
    Se le mie parole le risultano difficili da comprendere le spiego con una frase piu semplice : Gli Americani non sono scemi e SOLO se hai un gran talento ti offrono il visto Categoria 0-1,chiaro il concetto?
    Penso che le sue parole rappresentino in pieno la causa dei mali della Sardegna,una mentalita’ sbagliata fatta di disprezzo,invidia,livore e cattiveria…
    Essere disprezzato con rabbia e livore da chi ignora che in Italia ho collaborato con Giorgio Strehler e’ per me un grande onore…significa che sto facendo bene e che io appartengo a ben altra categoria.A dispetto di ciò che lei sostiene se non vali e anche molto,con Strehler non ci si può lavorare…Caro Sig. Brunofabio,quello che dico e’ DOCUMENTATO,lei invece parla a vanvera senza poter provare le sue parole..
    Si potrebbe perfino ipotizzare che lei nemmeno sappia che Strehler e’ il piu grande regista teatrale Italiano di tutti i tempi,e se cosi’ fosse la grande cultura non sembra essere il suo terreno.In ogni caso può andare a consultare Google
    Non e’ il Prof. Pinna (che non e’ mio parente e mai ho incontrato in vita mia) che si deve vergognare,ma e’ lei che si dovrebbe vergognare di appartenere a quella parrocchia di individui che anziche’ costruire distrugge disprezzando e attaccando chi si e’ dato da fare e ha ottenuto risultati.
    O meglio vorrebbe distruggere ma lei non ci riuscira’,restera’ a rosicare in Sardegna mentre io mi godo i miei meritati riconoscimenti negli Usa.
    Rifletta anche sul fatto che in questo blog lei e’ una minoranza stonata.
    Un cordiale saluto dagli Usa (veda anche questa voce su Google,Usa non e’ una frazione staccata del suo paese)
    Marco Pinna

  5. A Oristano Marco Pinna è conosciutissimo e molto amato dalla maggior parte dei cittadini. Ne abbiamo stima e ascoltiamo con passione la sua musica. Lo abbiamo visto lavorare ostinatamente con la sua chitarra fin da quando era ragazzino e sappiamo quanta fatica e dedizione abbia salito gradino per gradino la scala del successo.
    Abbiamo seguito le tappe che volta per volta lo hanno portato fino agli USA, consapevoli che arrivare fino a lì è difficile e la selezione durissima.
    Se il signor Brunofabio non lo conosce forse potrebbe prendersi il disturbo di ascoltarlo. Si renderebbe conto che c’è solo di esserne orgogliosi. Faccia un piccolo sforzo, signor Brunofabio, forse essere fieri di un nostro fratello che dopo tante fatiche, e non per raccomandazioni, si è guadagnato notorietà anche negli Stati Uniti può farci bene. Cristina Todde

  6. In effetti ho parlato a sproposito/. Perdonatemi devo aver mangiato pesante. Forse dovrei considerare di trasferirmi pure io invece di starmene qui e parlare a sproposito. Marco Pinna sei un grande! Viva il metal!

  7. CARO MARCO PINNA, IO NON TI CONOSCO E NON CONOSCO LA TUA BRAVURA, MA TI CREDO SE DICI CHE TI SEI GUADAGNATO UN BUON NOME NEGLI USA CON LA TUA MUSICA. ORA VORREI CHIEDERTI SE SEI UN CHITARRISTA – COMPOSITORE DI MUSICA O SCRIVI ANCHE I TESTI DEI TUOI BRANI? SE NON LI SCRIVI E HAI BISOGNO DI QUALCHE LAVORO PUOI CONTARE SU DI ME. HO DIVERSE CANZONI COMPOSTE CON MUSICISTI FAMOSI IN ITALIA. SE LA COSA TI PUO INTERESSARE, FAMMELO SAPERE. gRAZIE! AUGURI PER I TUOI SUCCESSI. ENNIO PORCEDDU

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