APPROFONDIMENTI SULL'ASPETTO STORICO ED ECONOMICO DELL'ISOLA A "SA DIE DE SA SARDIGNA" ORGANIZZATA A ROVERETO DAL CIRCOLO "MARIA CARTA"


di Ciriaco Corona

E’ stata una festa popolare il 21 aprile a Rovereto,giornata dedicata alla Festa del Popolo Sardo, Sa Die de sa Sardigna 2013. Si è svolta nei locali di Palazzo Alberti, palazzo nobiliare di pertinenza del MART, come noto diretto da una direttrice tutta sarda, la dott.sa Collu. La festa ha coinvolto oltre ai soci del Circolo “Maria Carta” anche molti trentini che , rappresentati anche dall’assessore Leone Manfredi della Giunta Comunale in carica, hanno voluto sottolineare con la loro presenza gli intensi rapporti di stima  e di collaborazione che esistono tra le due comunità.  valori che sono stati sottolineati anche dalla Coordinatrice per il  Nord-Est Maria Antonietta Deroma e dal Presidente del Circolo Antonello Fadda.

     Oltre 80 persone  hanno partecipato all’incontro che ha visto in qualità di relatore il prof. G. Doneddu dell’Università di Sassari e in qualità di moderatore il dott. C.Pazzona del Circolo di Gorizia.

L’approccio che si è voluto privilegiare nell’incontro  è stato quello storico-economico. I lineamenti politici e culturali degli avvenimenti della Sarda Rivoluzione sono stati in passato descritti abbastanza dettagliatamente dalla nostra storiografia. Non potremmo invece affermare altrettanto per ciò che riguarda l’economia alla quale gli storici non avrebbero finora prestato sufficiente attenzione sebbene sia chiaro che non vi può essere pensiero politico e culturale che matura senza un corrispondente riferimento alla base economica. Obiettivo dell’incontro è stato pertanto quello di individuare a grandi linee le condizioni ed i fattori economici che hanno influito sulle vicende del periodo. In secondo luogo si è cercato di illustrare quei fenomeni economici, lontani e recenti, che hanno scandito la nostra storia successiva e che hanno determinato una situazione di sottosviluppo che continua a manifestarsi con disoccupazione, miseria  e diffusi fenomeni di spopolamento ed emigrazione dall’Isola.

     Molto interesse ha suscitato l’analisi storica tracciata dal prof.Doneddu del settore minerario , ricostruzione che partendo dal periodo spagnolo e dalla valorizzazione mineraria di fine Settecento ha attraversato il primo Ottocento con G.A.Sanna (uno dei più ricchi ed impegnati politicamente imprenditori del suo periodo)è approdata all’autarchia del periodo fascista, con le vicende di Carbonia, per concludersi con la crisi dei nostri giorni.

Una chiave di lettura suggerita è stata quella del ruolo svolto dai meccanismi di diffusione dello sviluppo e dell’importanza di certi stimoli iniziali. Varie esperienze storiche sembrano confermare questo schema. C’e’l’esperienza del settore agrumicolo di Milis,in cui un ruolo importante nella nascita e diffusione della coltivazione degli agrumi è da attribuire ai monaci ivi insediati. Se si passa al settore sugheriero,va evidenziato lo stimolo iniziale dovuto all’imprenditoria francese della seconda metà dell’Ottocento. Nel settore corallifero e della pesca i ponzesi avevano un ruolo trainante come pure nel settore turistico di fine Novecento e con molte precisazioni anche il settore caseario, ecc. Vi è un  modello che si ripete nel tempo, per cui ad uno stimolo iniziale, spesso proveniente dall’esterno, i sardi hanno risposto “imparando facendo” mettendo in atto una qualche forma di sviluppo locale. Laddove, però il modello di sviluppo  è stato del tutto esterno all’Isola, ed è il caso dell’industrializzazione per poli , la “petrolchimica”,  del Piano di Rinascita, i risultati sono stati fallimentari e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Nel complesso è stata una gran bella festa di sardi e trentini, consapevoli della propria specificità ed autonomia , sebbene incompleta , diseguale, parziale, che si è infine conclusa con un ottimo buffet freddo nella sede del Circolo.

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