"IL SACRIFICIO DI SANELA", L'ULTIMA FATICA LETTERARIA DI GIOVANNI FIRINU: LA PRESENTAZIONE A CAGLIARI IL 10 MAGGIO


di Giovanni Firinu

PROGRAMMA PRESENTAZIONE

SALUTI   DOTT.SSA DOLORES MELIS

(DIRETTRICE DELLA MEM – MEDIATECA del Mediterraneo)

RELATORE  DOTT. PAOLO MATTA  (GIORNALISTA Videolina)

INTERVENGONO 

DOTT. CARLO DELFINO (EDITORE)

MARIA CHIARA CUGUSI (DOTTORANDA IN STUDI AFRICANI)

SUOR MARIA TERESA MANCA ( SUPERIORA ORDINE FIGLIE DELLA CARITA’)

LETTURE

GIUSEPPE LAI  ATTORE

DANIELA ATZA  ATTRICE

SARA’ PRESENTE L’AUTORE

La vicenda ha la sua origine in Africa, nel Sud Sudan del 2004, ancora martoriato dalla guerra civile e dal genocidio perpetrato contro i cristiani nelle regioni meridionali bagnate dal Nilo. Qui, muovendosi ambiguamente tra le parti in lotta, con l’unico obbiettivo di trarre il maggior lucro possibile dal suo miserabile commercio di vite umane, imperversa Fargas, il finto monaco che riesce con la minaccia e l’inganno a profittare carnalmente di suor Caterina, l’indomita suora sarda responsabile della missione cattolica di Makele. Il losco figuro gode della protezione di alcuni maggiorenti della comunità cattolica, così che Caterina, lungi dal vedersi protetta dai suoi superiori, viene sollevata dal suo compito e costretta a rientrare in Italia, a Roma. Con lei, a mezzo di uno stratagemma, anche Sanela, una giovane indigena, la cui famiglia è stata decimata dalla furia degli eventi, a cui Fargas non è estraneo. La ragazza finisce per prendersi cura della moglie dell’onorevole Capuano, molto legato all’ordine religioso a cui suor Caterina appartiene, col quale comincia una storia affettiva che, per Sanela, è il necessario sacrificio a cui la ragazza docilmente si presta in cambio dell’impegno e delle attenzioni che l’onorevole, invaghitosi perdutamente del “fiore del Sudan”, dedica a lei e alla sua famiglia. Suor Caterina nel frattempo vede concretizzarsi il dubbio che l’aveva assalita dopo la violenza subita, e resta in attesa di un bimbo generato con Fargas, che vedrà la luce in Veneto, ove è stata prudentemente destinata nell’attesa. Per lei comincia la lotta interiore se allevare il figlio, amatissimo comunque, o darlo in adozione, restando fedele alla disciplina ecclesiastica. Che, pur severissima, viene posta in essere con molta elasticità dalla Madre Generalizia dell’Ordine, ammirata e comprensiva del coraggio di Caterina. Fargas nel frattempo riesce a scappare dalla prigione in cui era stato internato dopo la cattura da parte dei ribelli del SPLA, e trova rifugio in Italia, anch’egli a Roma. Ne ha notizia Sanela, la quale tenta un’impossibile caccia all’individuo che tanto male ha fatto alla sua famiglia; il tentativo non ha buon esito, la ragazza si sottrae fortunosamente all’idea malsana dell’uomo di possederla brutalmente. Siamo a Pasqua del 2005, dopo la firma del trattato di pace tra le parti in lotta e il rientro dei profughi nel Sud Sudan. Suor Caterina e Sanela sono in Sardegna, nel paese natale della suora, il cui fratello Bachis è alla macchia per un controverso fatto di sangue. Nell’isola, come per un appuntamento del destino, è anche Fargas, rifugiatosi tra le montagne, sotto la protezione di Bachis, per sfuggire all’accerchiamento dalle forze di polizia. Nell’isola, dapprima la madre e poi il fratello vengono a conoscenza della maternità di Caterina, a cui il più giovane reagisce senza alcuna comprensione, coltivando più di un dubbio che l’autore dell’infamia sia proprio colui che divide con lui l’esistenza alla macchia. Finchè, gli eventi precipitano: Fargas è nuovamente colto dal demone di possedere Sanela, un’altra volta impegnata nel tentativo di ristabilire la verità agli occhi di Bachis, tendendole un agguato negli impervi montuosi della Barbagia. Il suo disegno non va a buon fine, l’intervento di Bachis è decisivo nel salvare Sanela e segna la fine del malavitoso. Ma la giornata è segnata da altri cruenti avvenimenti: per futili motivi di sconfinamento del gregge, i dirimpettai della proprietà appiccano il fuoco alle bestie, a cui Bachis, già con i ferri ai polsi, tenta vanamente di opporsi. Per evitare altre tragedie, Caterina si frappone tra più fuochi e Sanela nel malinteso timore di salvarle la vita dalla furia del fratello, cui capita un’arma tra le mani, finisce per ferire gravemente Bachis, il quale adesso, piantonato in ospedale, deve rispondere di un duplice omicidio, pur tra mille circostanze attenuanti che hanno determinato le esecuzioni. Anche Sanela, seppur per un breve periodo finisce in cella, e all’uscita scocca l’inopinata simpatia tra i due giovani, con una prospettiva per l’avvenire assai incerta per quel che attende Bachis dietro le sbarre. L’onorevole è sempre presente nel corso degli avvenimenti, ma sente che la passione di Sanela sta volgendo verso un altro protagonista. Anche stavolta la ragazza sente di dover compiere un sacrificio per quel che ha commesso, contro cui è inutile ogni opposizione. Solo il tempo determinerà il buon esito della scelta di Sanela, a cui l’onorevole non riesce a rassegnarsi, pur pressato dalla necessità di ricostituirsi una credibilità politica messa in dubbio dalle sue peripezie sentimentali, anche perché la ragazza non riesce a dare al distacco il senso di una scelta definitiva.

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