QUATTRO FILM DELL'I.S.R.E. PER IL "SU NURAGHE" DI BIELLA: SI COMINCIA IL 16 FEBBRAIO CON "INTINTOS"

 
di Battista Saiu

Salirà in cattedra Andrea Moi per presentare: “Intintos, immagini del Carnevale di Olzai”, regia di Ignazio Figus. L’opera della durata 30 minuti, è stata realizzata nel 1995, dall’I.S.R.E., Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna, messa a disposizione per le lezioni di cinema tenute a Biella. A Olzai e in alcuni altri paesi della Barbagia l’ultimo giorno di Carnevale si svolge il Mercoledì delle Ceneri. Della giornata che nella tradizione liturgica cattolica è caratterizzata dalla cerimonia del “memento mori”, può essere letto un richiamo nelle azioni di imbrattamento con fuliggine delle facce della gente effettuate dalle maschere. Per il resto gli avvenimenti si susseguono secondo i canoni ben noti del processo e condanna di Carnevale: il fantoccio di Juvanne Martis responsabile delle disgrazie della comunità, viene bruciato nella piazza principale. Nei ricordi degli anziani riaffiora la tradizione del “morto di Carnevale”, quando un grottesco corteo funebre portava per il paese un sempliciotto legato ad una scala – Juvanne Martis mortu – questuando in suo nome di casa in casa.

Il tredicesimo ciclo di Su Nuraghe Film, il primo del 2013, accoglie in rassegna quattro nuovi documenti: ”Trittico pastorale”, prodotto da C.S.C.M., Centro Studi Culture Mediterranee, e da condiVisioni; i rimanenti tre filmati sono stati messi a disposizione dall’I.S.R.E., Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna. Provengono dalla cineteca e dagli archivi di antropologia visuale del “Museo regionale della Vita e delle Tradizioni popolari sarde” di Nuoro. “Trittico pastorale”, parla di alcuni aspetti propri della principale economia isolana, caratterizzata dall’allevamento di circa sei milioni di ovini; “Intintos, immagini del Carnevale di Olzai”, illustra un aspetto poco noto dei Carnevali sardi; “Descrizione di un matrimonio”, presenta il matrimonio nel tempo presente, con accenni al perdurare di ritualità proprie degli sponsali costantiniani e di gesti e simboli ancora più antichi; “Asse mediano”, infine, documenta la didattica sperimentale di un corso di cinema condotto in una scuola media di Cagliari. Tra passato e presente, attraverso la prestigiosa collaborazione con l’ I.S.R.E., si inaugura il 35° Anno di fondazione del Circolo Culturale Sardo di Biella, coinvolgendo le nuove generazioni: Sardi di seconda e terza generazione, nati fuori dall’Isola, nella scoperta-riscoperta e riproposta dell’identità di appartenenza. Come di consueto, nel rispetto della partecipazione di genere, la rassegna viene presentata da quattro conterranei: i giovanissimi Andrea Moi e Ginevra Foglia Modesto, rispettivamente di seconda e di terza generazione; Marco Laurora Desogus e Sonia Bora Madeddu, giovani genitori, entrambi padre e madre di due figli. Le lezioni di cinema “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore”, sono tenute da conterranei che, in Su Nuraghe, ritrovano un “angolo di Sardegna” in cui crescere e stare assieme, con lo sguardo rivolto verso la Terra di origine. Con grande vitalità, la comunità dei Sardi di Biella tramanda storia e cultura, rigenerandosi in simbiosi a dir poco stupefacente. Le numerosissime attività coinvolgono attivamente, di volta in volta, persone di diverse età. Anziani, adulti, giovani e bambini; maschi e femmine, senza distinzioni: ciascuno offre il meglio di sé; un circolo virtuoso intergenerazionale, “culturale” e “sardo”, come esplicitato nell’intitolazione dell’Associazione, che ribadisce grande attenzione per la storia, la cultura e le tradizioni della Comunità ospite, alla costante ricerca dei punti di contatto e di unione.

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