LA STORIA DELLA FABBRICA CHIMICA NELL'EPOCA DELLE ELEZIONI: LA VINYLS VENDUTA COME FERRO VECCHIO


di Argentino Tellini

Santoro la settimana scorsa ha battuto il suo record d’ascolto nella puntata di Berlusconi. Sapete di chi era il precedente record del celebre conduttore? Era di Annozero, l’8 aprile del 2010. La puntata era dedicata alla protesta dei lavoratori della Vinyls, di cui ero fra i promotori. Quegli operai si rinchiusero per un anno nell’isola dell’Asinara in Sardegna nelle galere che furono di terroristi e mafiosi, dando vita ad un successo mediatico che non ha mai avuto precedenti nella storia operaia italiana. La trasmissione fece 7,5 milioni di telespettatori, ospite in studio era l’allora ministro del Tesoro Giulio Tremonti, che fece un dibattito in diretta col sottoscritto, dal quale, a detta di tutti, non ne uscì molto bene. Quella puntata fu il picco più alto della protesta. L’Asinara, da allora per tutti l’Isola dei Cassintegrati, e la vecchia Torre Aragonse di Porto Torres (SS), altro avamposto della lotta, diventarono meta per mesi di autentici pellegrinaggi di politici di ogni risma, che approfittarono del grande impatto mediatico della vertenza per farsi pubblicità. Bersani, Di Pietro, Pisanu, ministri della Repubblica, Gasparri, Storace, Parisi e tanti altri andarono a trovare gli operai nell’isola, comprese televisioni di tutto il mondo, perfino australiane. Berlusconi in persona ed il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricevettero una delegazione degli autoreclusi dell’Asinara. Sapete come è andata a finire? Nel peggiore dei modi. Gli impianti della Vinyls non hanno mai ripreso la marcia e fra poco verranno venduti a ferro vecchio. Quella che era stata definita una delle lotte più originali del movimento operaio nazionale ed internazionale non ha prodotto nessun risultato, grazie all’inefficienza, la vigliaccheria e l’inettitudine dei politici e dei Governi, che appena si sono spenti i riflettori sulla lotta, sono fuggiti come topi in assenza di formaggio. Ma cosa faceva la Vinyls? Essa produceva dopo vari passaggi il Pvc, la plastica più diffusa del mondo. Dal pvc si fanno le scarpe da tennis, la carta da parati, le sacche per plasma, contenitori a grande durata, scocche per autovetture e tantissime altre cose. Da quando la Vinylsnon è più nel mercato il prezzo del pvc in Italia è aumentato del 30%. Ma allora perché si è chiusa questa importante e feconda filiera dei cloroderivati in Italia che, sempre con Vinyls, aveva dei grossi impianti anche a Ravenna e Porto Marghera? Domanda pertinente e legittima, ma dalla risposta talmente facile da sembrare assurda.
Il monopolio della chimica in Italia era detenuto per decenni dall’Eni. La società fondata da Mattei ha lasciato agli altri competitors internazionali il settore chimico, in cambio delle proprie mani libere su gas ed energia, specie in Russia e in Africa. Quindi in Italia l’Eni non fa più chimica, quella tradizionale, e soprattutto non la lascia fare agli altri, almeno per il momento. I suoi competitors però possono vendere i loro prodotti in Italia, come la belga Solvay, senza avere un diretto concorrente nel mercato italiano. A causa della fermata degli impianti Vinyls (che producevano da soli i 2/5 del mercato europeo di pvc emulsione) infatti il prezzo di questa plastica ha quindi iniziato a salire, semplice regola economica,i n mancanza di un’adeguata offerta. Una beffa comunque per gli operai, che sono stati le vittime di questo baratto internazionale, per giunta avvenuto alle loro spalle. Ma la cosa più grave è che il Governo e la politica in questi anni non hanno mosso un dito per evitare la perdita di un settore strategico come quello chimico e dei cloroderivati in particolare. Cosa che ora si sta ripetendo per quello siderurgico, dell’alluminio e manifatturiero in generale. L’Italia è diventato un Paese senza politica industriale, un Paese che non produce più nulla. La parola produzione sembra essere scomparsa dall’agenda politica di ogni partito, quando invece dovrebbe essere il primo interrogativo che proprio la politica stessa dovrebbe porsi. Come produrre, cosa produrre, in che modo produrlo: quesiti scomparsi. Gli operai della Vinyls sono stati fra gli ultimi a porseli. Si proprio loro, semplici operai, specialmente dopo le trattative fallite per l’acquisto dei propri impianti da parte dell’araba Ramco o del misteriosissimo fondo svizzero Gita, per il quale l’allora ministro Paolo Romani, nominato da Berlusconi alla guida del ministero delle Attività Produttive, garantì personalmente sulla felice chiusura della trattativa. Lo fece addirittura anche dinanzi al sottoscritto, che ancora era in forza alla Vinyls, e ad un mio compagno, dopo pranzo, in un ristorante di Porto Torres , ad inizio dicembre 2010. Anzi aggiunse che lo avrei dovuto sputare in un occhio se non si risolveva positivamente la vertenza per cui lui si stava tanto impegnando “mettendoci la faccia”. S’impegnò così tanto che infatti non vide mai in faccia i proprietari fantasma del fondo Gita che sparirono come da copione, appunto, nel nulla. Per premio Paolo Romani, che prima dell’incarico a ministro si era distinto per avere prodotto la famosa trasmissione sexy “Colpo Grosso”, verrà ricandidato da Berlusconi alle prossime elezioni politiche, in un seggio sicuro naturalmente. Agli operai e miei ex colleghi della Vinyls, che facevano il miglior pvc d’Europa, toccherà invece la beffa di vedere portati via i propri impianti a prezzo di ferro vecchio e come premio, invece che uno scranno parlamentare, si faranno un altro bel po’ di cassa integrazione, se tutto andrà bene. Cosi va la vita.

Una risposta a “LA STORIA DELLA FABBRICA CHIMICA NELL'EPOCA DELLE ELEZIONI: LA VINYLS VENDUTA COME FERRO VECCHIO”

  1. Carissimo Argentino
    Purtroppo, parli proprio tu, che ti sei permesso di condurre la tua campagna elettorale ,per la provincia di Sassari con la lista civica SASSARI E’, alle spalle dei colleghi che credevano nella battaglia intrapresa (Asinara e Torre aragonese).
    Ti sei auto nominato ministro degli esteri sull’isola dei cassintegrati ed insieme ad altri tuoi "compagni" hai fatto terra bruciata attorno a colleghi che credevano profondamente nella lotta per il proprio posto di lavoro nella terra in cui sono nati.
    Sono amareggiato nel leggere il tuo articolo perchè nelle tue parole vedo ancora oggi propaganda elettorale ed è la stessa che i sopracitati politici, da te descritti, hanno fatto in tutti questi anni nei confronti della vertenza Vinyls Italia.
    Non importa quanti spettatori riesce a fare una trasmissione televisiva, non importa quanto una vertenza arrivi vicino ai dicasteri preposti, quando proprio da quei dicasteri hanno avvallato la morte di un territorio, osteggiando qualsiasi forma di crescita negli anni.
    La situazione del Nord-Ovest della Sardegna è disastrosa ed i numeri parlano per me.
    La politica tutta ed il sistema hanno fatto si che i cittadini si allontanassero totalmente dalle decisioni importanti di questa terra e con tale gesto hanno dato spazio ai favoritismi ed al clientelismo che oggi più che mai, in piena crisi economica globale, soffoca la nostra vita.
    Spero che persone come te non possano mai avere potere politico decisionale.
    Seneca disse : Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare

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