"LEONARDO CABIZZA MI HA DATO L'AIUTO MAGGIORE": FRANCESCO MARIA MANNU E IL SUO CANTO PER I SARDI


di Antonio Caria

Siamo andati a Cannigione per incontrare il grande cantadore Francesco Maria Mannu, nato a Cossoine nel 1932. Conosce il canto sardo già verso la fine degli anni 50 ma non ha il tempo di scoprirne i segreti: per motivi di lavoro è costretto ad emigrare a Milano. Rientrato in Sardegna, però, inizia subito a farsi notare al pubblico e si ritaglia uno spazio importante nel mondo delle gare a chitarra. Attorno agli anni 90 si stabilisce a Cannigione.

Ci racconti il suo amore per il canto a chitarra. Inizia ad innamorarmi del canto sardo nel periodo in cui abitavo a Padru. Un anno fecero una gara con Leonardo Cabizza e Francesco Cubeddu di Bulzi e Salvatore Virdis di Castelsardo accompagnati alla chitarra da Adolfo Merella. Da lì iniziai a seguire le gare anche nei paesi vicini. Leonardo Cabizza, che mi sentiva canticchiare con gli amici e aveva intuito le mie capacità, venne a casa mia e chiese a mio padre Costantino di darmi il permesso per andare a fare le serate ma lui disse di no.

Ci racconti la sua prima esibizione. Ero rientrato in Sardegna per le ferie. Andai a Tempio, c’era la gara con Mario Scanu di Luras, Francesco Cubeddu e Giovanni Soggiu di Perfugas accompagnati alla chitarra da Giovanni Scanu. Era il 1957. Mi fecero salire e feci le prime duas boghes. Da lì in poi cantai ad Ossi con Cicheddu Mannoni e Giuseppe Puxedde accompagnati da Adolfo Merella.

Non ebbe il tempo neanche di gustarsi la prima esibizione che dovette emigrare per lavoro. Vinsi il concorso alle poste e dovetti emigrare in Lombardia: prima a Monza, poi a Milano: Tutti i giorni, verso le 3 del pomeriggio, trasmettevamo il gazzettino sardo e mandavamo in onda anche alcuni pezzi di canto a chitarra e io li ascoltavo in ufficio. Tale era la gioia di sentirli che mi commuovevo.

Rientrato in Sardegna riprese a cantare? Si. Ero stato trasferito da Milano a Buggerru. Un giorno mi arrivò una cartolina da Nicolino Cabizza che mi invitava a cantare a Santa Giusta. Era il 1969. Nel comitato c’era anche il grande ciclista Giovanni Garau. I cantadores erano Leonardo Cabizza, Nigiai Carai e Giovanni Spanu accompagnati da Nicolino Cabizza. Quella fu la mia prima gara ufficiale. Nel 1972 vinsi “L’usignolo di Sardegna”, nel 1977 arrivai secondo alla coppa dei campioni alle spalle di Mario Firinaiu.

Nei primi tempi chi le è stato di grande aiuto per inserirsi? Senza dubbio Leonardo Cabizza, che mi fece cantare anche a Cannigione quando non ero ancora conosciuto. Mi diede molti consigli all’inizio della mia carriera.

Ci parli un po’ della sua discografia. La prima incisione la feci a Roma con Nino Cau alla chitarra e Ignazio Murgia alla fisarmonica. Poi incisi a Cagliari con Valerio Marras alla chitarra e Pietro Madau alla fisarmonica. Nel 1982 incisi con Tonino Canu. Gli strumentisti erano Pietro Giallara alla chitarra e Peppino Pippia alla fisarmonica. Nel 1984 incisi assieme a Nino Manca alla chitarra e Tonio Carai alla fisarmonica. La mia ultima incisione risale al 1985 con Giuseppe Pintus, chitarra Michele Senes.

Le capitò di andare anche in radio e in televisione? Si. La prima volta a Radio Sardegna fu nel 1974 e cantai con Leonardo Cabizza e Mariano Lilliu. La seconda volta mi esibii nella trasmissione “Canto in Re” nel 1980 con Tonino Canu e Francesco Cubeddu. In televisione andai a “Sardegna Canta” e a Telenova.

Ci racconti la sua esperienza fuori dai confini dell’isola. Nella penisola ho cantato in grandi città come Roma, Milano, Udine dove mi esibii l’ultima volta tre anni fa con l’associazione “Cantadores de deris, de oe e de semper”, ma la città dove mi sono esibito più spesso è Genova. All’estero andai a cantare in Francia a Valenciennes e Lione e in Belgio a Bruxelles.

Una risposta a “"LEONARDO CABIZZA MI HA DATO L'AIUTO MAGGIORE": FRANCESCO MARIA MANNU E IL SUO CANTO PER I SARDI”

  1. Un cantadore grandissimo,di grandissimo talento che la gente non gli ha dato i meriti totali che meriterebbe, secondo me uno dei migliori di tutti i tempi, grande Mario mannu

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