LA LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA UGO CAPPELLACCI AL CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPOLITANO

il Governatore della Regione Sardegna Ugo Cappellacci

Illustrissimo Signor Presidente, ancora una volta, con spirito di leale collaborazione, faccio appello alla sensibilità che Ella ci ha sempre riservato per richiamare la Sua attenzione sulla grave situazione di crisi che continua a colpire duramente la Sardegna e che, come da Lei ricordato nel Suo discorso di fine anno, rappresenta l’esempio più chiaro del profondo malessere economico e sociale che attraversa il nostro Paese.  Si tratta di situazioni di crisi che colpiscono in particolare il tessuto produttivo ed industriale e mettono in ginocchio le nostre imprese, i lavoratori e le loro famiglie, come Lei stesso ha avuto modo di vedere e comprendere direttamente nel corso della sua recente visita in Sardegna.  Grandi speranze e aspettative aveva suscitato il Suo personale interessamento ed impegno a farsi portavoce di queste criticità nei confronti del Governo nazionale.  Molteplici, successivamente, sono stati i nostri tentativi, anche a seguito del suo prezioso e qualificato intervento, di ottenere dal Governo nazionale le opportune risposte ad alcuni temi centrali della cosiddetta “Vertenza Sardegna”, purtroppo e con rammarico senza esito.  La mancanza di risposte e la rigida “chiusura” del Governo si stanno traducendo in un preoccupante arretramento della presenza dello Stato laddove invece se ne sente maggiormente la necessità. Si stanno acuendo le tensioni sociali e si rischia di mettere a dura prova l’ordine pubblico e la pace sociale.  L’arrivo in Sardegna il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, per approfondire proprio le situazioni di maggiore pericolosità per l’ordine pubblico. E’ un segnale apprezzabile di attenzione del Governo, ma non è con un approccio orientato alla repressione che si possono affrontare le criticità della Sardegna e le sofferenze che stanno colpendo migliaia di cittadini della nostra Regione.  La Sardegna ed il Popolo sardo continuano a chiedere che lo Stato faccia la Sua parte dando attuazione ai provvedimenti dovuti, nel rispetto delle leggi di questo Paese e della Costituzione.  Pur consapevoli della delicata fase politica ed istituzionale che sta precedendo il prossimo appuntamento elettorale, è indispensabile che il Governo in carica, nell’ordinarietà del suo mandato, rimuova ogni inadempienza ed ostacolo per la rapida soluzione dalla annosa questione delle “entrate” regionali alla luce delle recenti sentenze della suprema Corte costituzionale che riconoscono le ragioni della Sardegna sull’immediata percettibilità delle nuove entrate e sul conseguente adeguamento proporzionale del patto di stabilità interno. Si rende inoltre necessaria una urgente ripresa delle azioni di contrasto e soluzione delle principali vertenze industriali regionali, in particolare quelle riguardanti il polo metallurgico e minerario del Sulcis-iglesiente. Entro questo quadro, grande preoccupazione destano i recenti pronunciamenti del Ministero del lavoro con i quali si prefigura il venir meno delle necessarie coperture finanziarie per gli ammortizzatori sociali che, per parte statale, ammontano a circa 46 milioni di euro. Le drammatiche conseguenze sono facilmente immaginabili: sarebbe un ulteriore e non sostenibile colpo che condannerebbe migliaia di famiglie alla miseria ed alla disperazione.  Mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, per chiedere un Suo autorevole intervento affinchè il Governo, pur con i limiti dello suo attuale status, possa intervenire con urgenza sulla specificità e gravità della crisi della nostra Isola.

 

 

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