MONSIGNOR IGNAZIO SANNA INAUGURA LA MOSTRA ESTEMPORANEA ORGANIZZATA ALL'OSPEDALE SAN MARTINO DI ORISTANO


di Gian Piero Pinna

Con una sobria cerimonia, l’Arcivescovo di Oristano, monsignor Ignazio Sanna, alla presenza delle massima autorità della ASL 5, tra cui il direttore generale Mariano Meloni e il direttore sanitario Nicola Orrù, ha inaugurato la “Prima mostra collettiva di arti visive – Ospedale San Martino in Arte”, che rimarrà aperta sino al 2 gennaio prossimo, che è stata preceduta da una breve e succinta presentazione da parte di Luciana Delitala. All’inaugurazione, nonostante fossero stati invitati, hanno dato forfait il sindaco di Oristano, Guido Tendas, l’assessore Peppino Marras e il Prefetto Giovanni Russo. Gli organizzatori, Adele Navarino e Isabella Barresi, alla quale hanno dato una indispensabile collaborazione i medici Tito Sedda e Luigi Curreli, sperano di riproporre la mostra anche per gli anni a venire. Come partenza, non è stata male, ben 22 gli artisti che hanno prestato le loro opere, a partira dalla più giovane Sara Usai di 12 anni, alla più grande di età, Antonia Pisu Navarino di 86 anni, gli altri pittori che hanno aderito, sono stati: Adele Navarrino, Isella Barresi, Suor Maria degli Angeli, specializzata nella produzione di icone, Ersilia Murru, Federico Fadda, Luigi Curreli, Michele D’Alba, Marco Porcu, Roberto Cau, Martino Fadda, Gino Chiesa, Augusto Biselli, Titto Sedda, Tiziana Mura, Rossella Collu, Michela Granese, Giangi Chiesura, Gianni Piu, Renato Zedda, Paolo Manigrasso.

“Colori, fantasia e buonumore, l’arte è la via privilegiata tra il cielo e la terra – ha detto monsignor Sanna – Ospedali, case di cura e carceri, sono santuari della sofferenza, che vanno gratificati anche con un semplice atto di fede”.

Abbiamo chiesto ad Adele Navarino, che insieme a Isella Barresi, hanno organizzato l’evento, che cosa l’avesse spinta a cimentarsi in questa impresa e con molta semplicità ci ha detto che “l’intento della mostra è quello di stare vicino a chi, suo malgrado, trascorrerà il Santo Natale in Ospedale. Penso a tutti i degenti e familiari, il personale, i dirigenti, i medici e i paramedici, che con la loro dedizione, svolgono un lavoro importante per tutta la comunità, cercando di alleviare le sofferenze e di rendere meno triste la degenza. Se riusciremo a strappare anche un piccolo sorriso e un solo plauso, sarà per noi tutti un regalo grandissimo”.

A Isella Barresi, abbiamo chiesto il perché di una mostra d’arti visive in ospedale e durante le festività di Natale? “Perché la permanenza in ospedale, durante le festivirà, è già di per se triste e deprimente, non solo per il degente, ma anche per i suoi familiari”, ci ha risposto, ma ha precisato anche che “con questo evento, speriamo di portare un po’ di colore, non solo cromatico, ma anche psicologico e spirituale, perché ai pazienti, a cui verrà concesso e anche ai loro familiari, potranno venire a visitare la mostra in qualunque momento della giornata”.

Grande l’afflusso di persone, incuriosite dalla novità e ammirate dalla qualità delle opere esposte, con giudizi molto lusinghieri lasciati sul registro dei visitatori, inaugurato dall’arcivescovo Ignazio Sanna, che ha lasciato scritto:”L’arte è la via privilegiata tra la terra e il cielo”.

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