A TITOLO PERSONALE, LA LETTERA DI TONINO MULAS, PRESIDENTE EMERITO DELLA F.A.S.I. A MASSIMILIANO PERLATO CHE GESTISCE IL BLOG DI "TOTTUS IN PARI"

l'autore della lettera

di Tonino Mulas

Caro Massimiliano, non capisco bene cosa stia succedendo. Mi pare che tu ti stia facendo condizionare troppo. Forse temporaneamente colpito dal rancore e dalla delusione. Non credo sia giusto nei confronti della F.A.S.I., né del grande mondo che rappresentiamo. E neanche per il grande patrimonio giornalistico che hai costruito. Adesso che ho un pò più tempo per guardare Tottus in Pari seguo a tratti il dibattito, che può essere anche aspro. Ma non può diventare un immondezzaio di veleni e calunnie al limite della denuncia penale. Vedi il commento di Giusy Porru inserito nella lettera di dimissioni di Francesca Fais dalla Federazione in Svizzera. Il qualunquismo di questi tempi può essere mortale: Dio non voglia ridiventi di attualità il “vile tu uccidi un uomo morto”. Già rischiano di ucciderci la crisi e la politica regionale. Tutti i dirigenti ladri, arricchiti alle spalle degli emigrati? A guardar bene  anche nei direttivi dei circoli ( sic!)? Così si fa solo sciacallaggio offendendo le migliaia di volontari che in decenni ci hanno messo intelligenza, lavoro, fatica, cuore e fegato rovinato talvolta dalle immancabili delusioni o dalla bile dei rancori delle risse, che sono, quelle sì un nostro male endemico. Che significa spesso anche individualismo narcisistico, che significa incapacità di sopportare le opinioni contrarie e in ultima analisi poca abitudine alla democrazia. Caro Massimiliano i nostri 20.000 soci e i circoli possono sbagliare, alcuni possono anche essere arretrati e considerati rami secchi; possono essere accusati di essere nostalgici per eccesso (per qualcuno dei nostri critici è arretrato anche essere legati ai valori della socialità). Ma non rappresentano un mondo di ladri. Se ci sono dei singoli colpevoli si combattano, si isolino e se ci sono le prove si denuncino. Ma le calunnie non sono ammesse .Se non fossero esistiti i molti signori Soggiu e Mulas, (sono orgoglioso di quanto ho dato, senza falsa modestia) insieme ai dirigenti storici del passato, cito solo i Locci, i Tavera  fra i tanti,insieme ai Perlato e ai Pulina di oggi (sia pure in disaccordo fra loro)  più altri tantissimi Bruno e le tantissime signore Marie, che lavorano generosamente nei direttivi (e che conosci molto bene), non esisterebbero i nostri circoli né tutto quello che di buono facciamo per la nostra terra. che è tanto. Checché ne pensi chi come la Porru, rappresenta solo se stessa e non una ragione collettiva e scarica le proprie frustrazioni (qualche progetto colpevolmente ignorato e non finanziato dalla Regione?) sul mondo organizzato dell’emigrazione. Caro Massimiliano nei blog può finire di tutto, anche la merda! Ma se esiste una ragione fondativa, un etica, una professionalità il direttore non può esimersi di distinguere la merda dalla marmellata.

11 risposte a “A TITOLO PERSONALE, LA LETTERA DI TONINO MULAS, PRESIDENTE EMERITO DELLA F.A.S.I. A MASSIMILIANO PERLATO CHE GESTISCE IL BLOG DI "TOTTUS IN PARI"”

  1. E’ la seconda volta nel volgere di un paio di mesi che mi si rinfaccia di non intervenire nel “mediare” i commenti delle persone che fanno sentire la loro VOCE. Voglio ricordare a tutti che in democrazia, ogni commento se firmato e non offensivo a livello personale, va pubblicato. Siamo un blog non un sito. E la valenza del blog è proprio quella di creare come dici tu Tonino, anche un aspro dibattito aperto e sicuramente non censurato. Se qualcuno come nel caso di Giusy Porru pone dei quesiti che secondo te non corrispondono alla realtà, allora penso sia molto meglio cercare un punto di contatto e di confronto per appianare diatribe e trovare un punto d’intesa. Semplicemente. Perchè a volte sono le risposte semplici che la gente comune si aspetta da coloro che in un certo qualmodo rappresentano un ruolo istituzionale o di rilievo come può essere oggi una Federazione che raccoglie i circoli degli emigrati sardi.

  2. Buona domenica Massimiliano, bacini a Simone
    Io sono una ammiratrice di Tonino Mulas, per il bel lavoro che fa nella FASI.
    Pero ti devo dare ragione, hai detto benessímo, il Blog è aperto a tutti, per il dibattito non censurato. Mi piace la tua saggezza e onestà.
    Caro Saluto a te e anche a Tonino Mulas che ripeto, ho grande considerazio

  3. Accidenti che toni che usano questi personaggi che si vantano di aver fatto la storia dell’emigrazione sarda. Ma chi vogliono prendere in giro? Quante cose che centinaia di migliaia di sardi emigrati non conoscono che questi signori sanno? E quanti soldi hanno la possibilità di utilizzare visto che sono secoli che non mollano le loro poltrone? E’ POLITICA QUESTA, bella e buona. E poi, si vuole imbavagliare spazi come questo che da spazio a tanti sardi in giro per il mondo che raccontano la loro storia. CHE SI VERGOGNINO! Danno un pessimo esempio.

  4. Quando i vari Presidenti dei circoli dovrebbero dire il loro pensiero… invece stanno zitti. Probabile che non possano far sapere quel che pensano..

  5. Inconcepibile, trovo inconcepibile il tono espresso dal signor Mulas. soprattutto nel momento in cui ci si trova ad avere una situazione di emergenza assoluta nella gestione dei rapporti Tra Sardegna matrigna intesa come Governo Regionale, e Sardi del mondo. Ci sono Kentus concas e kentus berrittas: e se c’è un luogo dove possono avere voce questo è un blog. Un giornalista apre uno spazio e offre uno spazio. Se poi questo spazio diviene un luogo preferenziale di dialogo e scontro ben venga. Ma chi ci entra, chi lo usa deve essere conscio che si può accusare e si può venire accusati, si può analizzare e si può essere analizzati. MA: se ci sono delle rimostranze e delle accuse specifiche, se ci sono dei distinguo perché non farli mettendoli su carta, indirizzandosi a chi è meritevole di una risposta, invece di inveire contro chi gestisce un blog, con passione e molto, molto apprezzamento da parte NON solo dei Sardi di prima seconda terza generazione fuori dalla Sardegna iscritti alla FASI, ma anche da chi nella FASI non c’è, come il sottoscritto. La mia professione di giornalista mi obbliga ad una deontologia ed una etica che mi rendono orgoglioso del mio lavoro. Ed allora, proprio per il mio impegno parlo direttamente a lei, egregio Tonino Mulas, che per anni ha gestito la FASI tra alti e bassi non sempre dovuti all’associazione:
    Lei conosce benissimo le realtà politiche e di rapporto tra i Sardi dimenticati e la Madrepatria, conosce a menadito i caratteri e le peculiarità di ogni rappresentante della Sardegna con il quale si è confrontato. Ritengo che sviscerare un livore, una volgarità espressiva ed una retrivia concettuale quali Lei ha dedicato a Tottus in Pari, a Massimiliano Perlato e nella sua persona ai lettori, collaboratori e divulgatori di quello che oggi resta un mezzo formidabile per tenere alta l’attenzione alle voci Sarde di aforasa, non le renda alcun onore, e la dequalifichi pesantemente. Si ricordi: la bellezza di un blog è proprio quella di permettere a chiunque di difendere posizioni e confutare opinioni. Lei non lo ha fatto. Con la sua pesantissima aggrassione verbale ha posto tutta una lunga sfilza di punti di domanda inespressi e capziosi sulla vicenda, senza aggiungere nessuna riflessione, nessun dato, nessun concetto che diradasse nubi e tensioni. Ha gettato benzina su fuoco vivo, attaccando e menando fendenti all’aria senza rendere onore alla Sua persona. Spiace, perché sembra quasi che la benzina se la sia voluta versare su una ferita aperta che se le faceva male prima adesso le brucia proprio. Mi ha deluso profondamente, e temo che abbia deluso anche molti altri, non solo tra i lettori di TiP. Cordiali saluti, Massimo Lavena

  6. E’, con molto dispiacere che decido di intervenire in questa, da me ritenuta, futile polemica.
    Infatti a mio personale avviso penso che il tutto si possa risolvere incontrandosi, magari bevendo un buon bicchiere di vino, anziché scrivere e pubblicare pensieri o parole che in fondo ne Tonino ne Massimiliano pensano realmente.
    Conosco entrambi, sia Tonino sia Massimiliano e pertanto consiglio ad entrambi di mettere da parte l’ORGOGLIO SARDO e di far si che una sana e consapevole chiacchierata a quattro occhi possa far tornare il sereno a vantaggio di tutto il mondo dell’emigrazione.
    Inoltre chiedo, a chi conosce entrambi, di non continuare a buttare benzina sul fuoco, ma di cercare una mediazione che andrebbe a vantaggio di tutti.
    Grazie

  7. Massi, mi dispiace per il momento difficile che stai attraversando: conosco il tuo entusiasmo e so quanto credi nella possibilità di un rinnovamento dell’esperienza dei circoli. Rivolgiti a Serafina Mascia che è una donna eccellente. Mi permetto di consigliarti di chiederle un incontro personale; sono sicura che troverai una donna intelligente e con aperture. Tottus In Pari è un organo di informazione importante che si è conquistato un suo spazio, ma per essere pienamente rappresentativo gli manca lo status di strumento ufficiale della Fasi: è comunque una voce che gestisci tu. E’ normale che chi ha incarichi ufficiali di comunicazione, e non è all’altezza del tuo dinamismo e della tua capacità di intercettare argomenti e idee, può vivere il tuo servizio come una sovrapposizione di ruoli. Hai creato uno spazio bello e ricco, ma ora anche tu devi fare delle scelte: se continua a essere il tuo blog ne conserverai il pieno e permanente controllo sui contenuti, ma non potrai fregiarli dell’ufficialità; se vuoi che diventi a pieno titolo uno strumento della Federazione, è nell’ordine delle cose che tu possa trovarti a doverne negoziare con il direttivo la linea editoriale. Succede in tutte le associazioni e non è un’ingiustizia: è nell’equilibrio dei rapporti e risponde anche a un desiderio di chiarezza interna che mi sembra legittimo.
    Cerca spazi di mediazione: la Fasi non si può permettere di perdere giovani come te, ma anche per te sarebbe un danno enorme perdere la relazione serena con un mondo di cui farte a pieno titolo.

  8. È giusto quel che dice Michela. La diaspora sarda, in virtù dei suoi numeri e della sua distribuzione geografica, è inevitabile che sia eterogenea e molteplice. La FASI è uno degli elementi che denotano la nostra emigrazione, un elemento di coesione che negli anni ha svolto un suo ruolo, a livello italiano. Se questo ruolo non risponde più alle esigenze contemporanee, dovranno essere i suoi associati a stabilirlo, cercando delle soluzioni. Obiettivo al quale non è estranea, mi sembra, la nuova dirigenza.
    Per come vanno le cose, è inevitabile che in questa fase emergano conflitti e divergenze che in altri momenti non sarebbero emersi.
    Tottus in pari, per la sua natura di blog informativo, è uno spazio ove tali conflitti e tali divergenze trovano uno sfogo. Chi non ha dimestichezza con i tempi e con le forme di comunicazione del web può trovarsi obiettivamente spiazzato da un medium come questo. Uno strumento come Tottus in pari si collega malamente con una struttura rigida come la FASI, una forma organizzativa di tipo novecentesco, pre-internet diciamo. Insomma, più che il merito delle questioni mi pare che incida la diversità di linguaggio e di tempi di reazione. Non starei a tirare in ballo i soliti luoghi comuni sull’orgoglio sardo (quale?) o sulla nostra pretesa disunione (una panzana dura a morire, purtroppo, che a volte assume i connotati della profezia che si autoavvera).
    La diaspora sarda è una risorsa fondamentale, strategica, nel nostro processo di emancipazione storica. La sua coesione e il suo coinvolgimento massiccio nelle questioni sarde sono obiettivi politici di primaria importanza. È necessaria una dose supplementare di “ottimismo della volontà” per ridare slancio a una realtà così molteplice e difficile ma anche ormai così dinamica. La riflessione sulle fome organizzative adottate nel passato e ancora vigenti è d’obbligo, ma va svolta collettivamente, in modo condiviso, rispettando la storia e il ruolo di tutti, senza pretese di essere intoccabili e senza la presunzione di avere la verità in tasca. Lo dico da sardo, da sardo emigrato e anche da esponente politico.

  9. Ciao Massimiliano giustamente tu scrivi “Voglio ricordare a tutti che in democrazia, ogni commento se firmato e non offensivo a livello personale, va pubblicato” ed è proprio per questo che non si può permettere a chiunque voglia calunniare, “gratuitamente”, circoli e fedeerazioni di affermare cose ingiuste e di ferire profondamente chi dedica tempo lavoro impegno, rimettendoci spesso di tasca, o garantendo con i propri 730 i debiti che molti circoli sono costretti a supportare, per avere una sede e per garantire continuità.(ne sappiamo qualcosa anche noi a Milano)….altro che mettersi soldi in tasca….
    La Regione ci da dei contributi perchè siamo terminali propositivi e pienamente attivi della Sardegna nel mondo e per e chi non lo sa si informi, i circoli si autofinanziano da quando esistono con azioni di volontariato, non c’è assistenzialismo, ma lavoro lavoro e grande lavoro che ci gratifica e ci piace.
    Quindi è giusto che ci sia un minimo di scelta negli articoli da pubblicare, è una questione etica e di rispetto per tutti noi
    tu in primis che dedichi molto o quasi tutto il tuo tempo libero ad un giornale che ormai viaggia nel mondo con successo. Le critiche si accettano, anche i dissensi, ma non permettiamo a nessuno di offenderci gratuitamente, questo nonè semplicemente giusto.

  10. Massimiliano ti ho stimato da subito per il tuo spirito libero, corretto e concreto. Tre doti non facili da trovare. Continua così che vai bene.
    Non sono un giovane di età, ma cerco di esserlo di “testa”, per questo non condivido le dimissioni di Francesca Fais. I rimbambiti non hanno età, andandotene gli fai un piacere e un grosso danno al movimento, in un momento molto delicato e difficile per tutti “gli uomini di buona volontà”.
    Tonino, ti dimentichi che il popolo ha una sua intelligenza sufficiente per capire dove sta la verità, poi opportunisticamente tace e questo non è bene, ma cosa vuoi, il mondo è fatto così. Non ti arrabbiare se qualche asino raglia più forte, ha diritto anche lui di dire la sua. Importante è non concertare con lui. Lasciali correre, e con loro i “professorini” che stanno fuori a sputare sentenze invece di entrare nel movimento a lavorare. Sai anche tu che ognuno misura gli altri con il proprio metro, pertanto siccome loro, se fossero al posto nostro, mangerebbero a piene ganasce, credono che anche noi abbiano il loro appetito. Lo stesso metodo spesso è applicato sugli scritti altrui, quindi concetti enunciati positivamente sono interpretati negativamente o a proprio uso e consumo, ciò li rende forti dei propri pensieri sbagliati dando la stura al livore con cui si esprimono. Il qualunquismo è il pane dei malcontenti, la consolazione dei rassegnati, di quelli che vorrebbero facessero altri quello che loro non hanno il coraggio di fare, quindi, perché vuoi perdere il tuo tempo per i perdenti?
    Terminando, Tonino, un torto l’hai anche tu, quello di aver accettato le provocazioni prendendotela poi con la persona sbagliata e facendo sì che una “trombona” diventi un’orchestra.
    Maurizio Solinas

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *