RECUPERANDO LA MEMORIA STORICA DI SERBARIU CON GLI STRAORDINARI MURALES DELL'EMIGRATA DEBORA DIANA

un murales di Debora Diana

di Marco Massa

C’è voluta la temeraria costanza di Debora Diana per recuperare la memoria storica di Serbariu. L’artista, originaria proprio di Serbariu ma impiegata da anni a Roma, ha sfidato il desertico caldo dell’estate 2012 per realizzare (il suo impegno è iniziato nell’estate 2009) dei murales sulle pareti di alcune abitazioni riproducendo scene che ricordano il cestinaio, il suonatore di fisarmonica, l’anziana donna affacciata alla finestra, i ragazzi giocando, la ricamatrice ed altri ancora. Sono lavori di grande pregio artistico, alcuni dei quali eseguiti su grandi superfici, persinouno (ricamatrice) di sei metri per tre. “Amo le mie origini e il mio luogo natio, ha ammesso Debora Diana, per cui ho deciso da qualche anno di lasciare, attraverso la pittura, il segno della mia presenza anche nei mesi in cui mi trovo fuori Sardegna. Finora ho incontrato la massima collaborazione e disponibilità dei miei concittadini che hanno consentito di utilizzare le pareti delle abitazioni. Dopo ogni quadro mi sento più vicina alla mia gente”. Quest’estate Debora Diana ha realizzato un altro grande dipinto (suddiviso in tre pannelli) di tre metri per sei. Si tratta della vecchia scena della preparazione e cottura del pane nel forno a legna, come le famiglie di Serbariu, e del resto dei paesi, usavano una volta. L’opera è destinata ad essere sistemata dentro l’oratorio parrocchiale, una volta che verrà riattato e portato alla fruizione dei giovani del paese. E’ un’opera di grande effetto, realizzata con tecnica “Stencil”. Per questa tecnica si prepara una sorta di “maschera” che viene ritagliata nei punti in cui deve essere applicata la tinta. Applicando della vernice o del pigmento sulla maschera, la forma ritagliata viene impressa sulla superficie retrostante lo stencil, in quanto il colore passerà solo attraverso le sezioni asportate. “Il principale limite dello stencil è il fatto che non permette la creazione di figure isolate all’interno dell’immagine. L’espediente cui si deve ricorrere è l’uso di ponti che collegano la figura isolata al resto della maschera. Ogni stencil permette di creare una forma di un unico colore, quindi percreare immagini a più colori è necessario creare una maschera appositamente realizzata per ogni colore che si vuole utilizzare, applicandole in fasi successive sulla stessa superficie”. Ma Debora Diana nel suo excursus storico-etnografico non ha usato solo la tecnica “Stencil”. Per dare consistenza e conservazione alle sue pitture, di cui ne sono state realizzate una dozzina, ha usato pitture di primissima qualità, che sono state applicate una volta preparato il sottofondo del muro su cui è stato riversato il suo estro pittorico. “La pittura con la scena del pane, ha spiegato Gianni Busia animatore sociale di Serbariu col quale collabora un nutrito gruppo di concittadini, è stata compensata con un simbolico euro che Debora ha accolto, ricambiando con un sorriso e qualche lacrimuccia. E’ una ragazza eccezionale cui la popolazione di Serbariu deve tanto perché, via via, sta rivalutando questa prima cellula della giovane Carbonia”. Già sul finire di questa estate sono state tante le persone che hanno curiosato e ammirato i murales di Debora Diana. Tra queste persone ci sono stati anche Amministratori del Comune di Carbonia. Qualcosa, insomma, questa emigrata ha smosso.

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