IL TORINO FILM FESTIVAL DAL 23 NOVEMBRE AL 1° DICEMBRE CON DIVERSI REGISTI SARDI SELEZIONATI


di Fabio Canessa – Nuova Sardegna

Il 2012 sembra essere l’anno del cinema sardo. Dopo la presenza e la bella accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia per “Bellas mariposas” di Salvatore Mereu, da poco anche in sala con discreto successo, altri tre registi sardi sono stati scelti per un’importante manifestazione cinematografica internazionale: il Torino Film Festival. Alla rassegna, giunta alla sua trentesima edizione, saranno presenti infatti Giovanni Columbu con “Su Re”, Peter Marcias con “Dimmi che destino avrò” e Giuseppe Casu con il documentario “L’amore e la follia”. Al festival, in programma dal 23 novembre all’1 dicembre, si potrà dunque vedere finalmente l’opera seconda di Giovanni Columbu dopo “Arcipelaghi” risalente al 2001. Una lunghissima gestazione quella di “Su Re”: la Passione di Gesù, dall’ultima cena alla crocifissione, raccontata attraverso una lettura sinottica dei quattro Vangeli, con un stile che – secondo le intenzioni del regista nuorese – richiama un po’ quello di “Rashomon”, il capolavoro di Akira di Kurosawa in cui quattro testimoni ricordano e raccontano lo stesso delitto ogni volta in modo diverso. Curiosità: il flm è l’unico in 35 mm tra quelli del concorso principale, “Torino 30”, ed è distribuito dalla Sacher di Nanni Moretti. Trova invece spazio nella sezione “Festa Mobile” il nuovo lungometraggio di Peter Marcias, “Dimmi che destino avrò”. Il film racconta la storia di una donna di origine rom che da anni vive a Parigi per lavoro e rientra nel suo villaggio natio vicino Cagliari dove instaura un rapporto amichevole con un cinquantenne commissario di polizia. Prodotto da Gianluca Arcopinto, vede tra i protagonisti la star albanese Luli Bitri e Salvatore Cantalupo, noto per il ruolo del sarto in “Gomorra” e del parroco in “Corpo celeste”. Il film ha già un’uscita annunciata, arriverà infatti nelle sale a fine mese. Ma il Torino Film Festival ha sempre prestato particolare attenzione anche al genere documentario. E anche quest’anno non può mancare un’interessante selezione di opere sul cinema che si confronta con la realtà. Il concorso “italiana.doc” vede la partecipazione dell’ultimo lavoro di Giuseppe Casu: “L’amore e la follia”. Sulcis Iglesiente. Manlio e Silvestro. Le loro vite si alternano intrecciandosi sempre piu?, fino a unirsi nella miniera di San Giovanni, dove nel 1992 si barricano per mesi, minando l’ingresso con l’esplosivo per scongiurarne la chiusura. Nei ricordi della rivolta i loro spiriti da combattenti fanno rivivere il trauma della fine delle miniere. La presenza sarda si inserisce in un programma come al solito ricchissimo, formato da 223 titoli. Il film d’apertura sarà “Quartet”, esordio alla regia (a 75 anni) del grande Dustin Hoffman. Sedici i titoli in concorso (presidente di giuria Paolo Sorrentino), tutte opere prime e seconde, tra cui tre film italiani: oltre a “Su Re” Su Re’ di Giovanni Columbu, “Noi non siamo come James Bond” di Mario Balsamo e “Smettere di fumare fumando” di Gipi. “Almeno otto sono da quattro stellette, gli altri da tre” ha dichiarato ieri durante la conferenza stampa di presentazione il direttore del festival Gianni Amelio. Ma molto interessanti si presentano tutte le sezioni del festival. In quella intitolata “Rapporto confidenziale”, dedicato a ossessioni e possessioni, curiosità per i film di apertura e chiusura: “Chained” della figlia di David Lynch, Jennifer, e “Christmas with the Dead” da un racconto dello scrittore Joe Lansdale.

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