SFIDA TRA CALICI SARDI E SPAGNOLI CON IL "CARIGNANO" CONTESO: TRE GIORNI DI FULL IMMERSION A CAGLIARI DAL 16 AL 18 NOVEMBRE


di Maria Grazia Marilotti

”Che si chiami garnacha tintorera o grenache il Cannonau nasce in Sardegna e parla sardo da più di 3500 anni”. L’enologo cagliaritano Enzo Biondo lo ha messo nero su bianco nel suo volume ”Cannonau: mito di Sardegna” e lo ribadirà alla tre giorni del Forum Hispano-Sardo sulla cultura del vino, in programma da venerdì 16 a domenica 18 novembre a Villa Muscas, a Cagliari. Sarà l’ex Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia ad accogliere la kermesse vitivinicola che vedra’ alternarsi esperti e produttori sardi e spagnoli in una full immersion dai caratteri di una sfida all’ultimo calice. Protagonisti la Gallura, patria dei Vermentini, il nuorese con i grandi rossi, in primis il Cannonau, il Sulcis specializzato nella produzione del Carignano, l’oristanese con il vitigno più antico, la Vernaccia, ancora Nuragus e Monica, Malvasie e il principe dei vini bianchi da dessert, il Nasco. Oggetto della disfida tra enologi sardi e spagnoli resta ancora la terra natale del Carignano e del suo omologo Cariena. Ovvero se il vitigno sia autoctono o arrivato in Sardegna con le navi dei dominatori spagnoli. E svelare a chi si deve la sua fortuna. Castiglia La Mancha e Sardegna: c’e’ un sottile filo rosso che unisce la patria del leggendario Don Chisciotte all’isola dei nuraghi: quel pregiato nettare tanto caro al dio Bacco. E’ dedicata alla scoperta delle comuni radici nella coltivazione e nella produzione del vino la manifestazione organizzata dalle associazioni Caribe e Hispasar composta da soci spagnoli e sardi e l’iberica Dabo. La mattina parlano gli esperti, oltre a Enzo Biondo, i produttori Antonello Pilloni, Davide Orro e colleghi spagnoli. Ma a dire l’ultima parola, il pomeriggio, saranno soprattutto i vini prodotti in cantine e ‘bodegas’ con le proprie fragranze, colori e sfumature a cui fanno da contorno insaccati, formaggi e conserve. Un momento curioso e’ riservato alla dimostrazione sul taglio a mano del prosciutto a cura di un noto esperto spagnolo, il maestro Joaquim De La Calzado. ”Rilanciare sul mercato prodotti di ottima qualita’ troppo spesso offuscati da marchi noti e maggiormente pubblicizzati e’ uno dei nostri obbiettivi”, sottolinea Roberto Intina. La Sardegna vanta ben 150 vitigni autoctoni classificati. Il Cannonau e’ presente in quasi tutti i comuni con oltre 7 mila ettari coltivati. ”Sono lontani gli anni in cui il vino sardo veniva venduto sfuso e anonimo ‘bianco’ o ‘nero’ – aggiunge Enzo Biondo – Negli ultimi 15 anni in Sardegna vengono prodotti vini di qualità così alta da competere a livello mondiale. Resta una constatazione amara: abbiamo il vitigno più importante e più coltivato al mondo, ma il marketing non e’ di casa in Sardegna. La fortuna internazionale del Cannonau si deve ai francesi”.

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