ANCORA TANTA INCERTEZZA SUL FUTURO DEI LAVORATORI DEL SULCIS: DESTINI CONTRAPPOSTI, ALMENO AL MOMENTO, SULLE SORTI DI ALCOA E CARBOSULCIS

i lavoratori dell'Alcoa a Roma

redazionale Tottus in Pari

L’Alcoa ha rifiutato la richiesta di proroga arrivata dalla Regione Sardegna. Lo rendono noto alcune fonti vicine alla vertenza dello stabilimento sardo, precisando che quindi partiranno le procedure per avviare l’arresto della produzione. La richiesta era stata avanzata dal presidente Cappellacci all’amministratore delegato di Alcoa Italia, Giuseppe Toia: dilatare i tempi per la fermata dell’impianto di Portovesme, a seguito dell’interessamento all’eventuale acquisto confermato da Glencore. «La Regione – ha detto Cappellacci attraverso il suo portavoce – continua passo dopo passo a seguire la vertenza con la consapevolezza della necessità di spendere ogni energia per difendere una produzione strategica per il territorio, per la Sardegna e per l’Italia». Da parte sua il sottosegretario De Vincenti ha dichiarato: «Oggi abbiamo continuato a lavorare per mettere in sicurezza i lavoratori dell’Alcoa e i loro redditi, garantendo la cassa integrazione ove, speriamo di no, dovesse esserci la chiusura e una maggiore tutela del reddito per i lavoratori dell’indotto».   La multinazionale svizzera Glencore é ancora interessata a subentrare ad Alcoa nell’impianto sardo ma non ha al momento presentato alcun impegno scritto. E’ quanto é emerso, secondo alcune fonti presenti, durante l’incontro al ministro dello Sviluppo economico. Glencore ha chiesto una settimana di tempo per esaminare meglio il caso. L’appuntamento è quindi fissato al prossimo 5 settembre, quando era già previsto un incontro con Alcoa. Glencore aveva richiesto un prezzo dell’energia inferiore a quello attualmente pagato da Alcoa e aveva ipotizzato 300 esuberi, ovvero 200 tra lavoratori diretti e 100 tra gli indiretti. I dipendenti diretti dell’azienda madre sono oggi 502, circa 300-350 sono i lavoratori degli appalti e in tutto, compreso l’indotto si raggiungono nella zona i 1.200 lavoratori.

“Nessuno stop alla Carbosulcis. Andiamo avanti con le modifiche al progetto esistente”. Lo ha dichiarato il presidente Cappellacci al termine dell’incontro svolto al Ministero dello Sviluppo Economico. Durante il confronto, al quale ha preso parte anche l’assessore dell’Industria, Alessandra Zedda, é stato raggiunto un accordo per riaggiornare il progetto di carbone pulito e proporre al Parlamento la proroga della scadenza prevista dalla legge 99/2009 per il bando di affidamento della relativa concessione. “La filosofia e la missione del piano vengono confermate e rinforzate – ha detto il Presidente – L’obiettivo é quello di concordare le modifiche al fine di dare gambe veloci a un piano tecnologicamente avanzato, idoneo non solo a garantire il quadro esistente, ma anche a dotare l’economia nazionale di uno strumento che renda il Paese all’avanguardia nel campo del carbone pulito e in grado di perseguire gli obiettivi europei in materia di emissioni di anidride carbonica”. “Già in queste ore – ha aggiunto l’assessore Zedda – Regione e Governo lavorando per limare il progetto e rilanciarne, se possibile con ancora maggior vigore, le finalità”. “La Sardegna – hanno concluso i due esponenti della Giunta – é arrivata fin qui grazie alla capacità progettuale, alla determinazione di un’intera isola e soprattutto grazie alla forza di volontà dei minatori e delle loro famiglie. Occorre proseguire questo percorso con la stessa unità e la stessa determinazione che, unite anche all’appoggio della Commissione europea offerto dal vice commissario Tajani, potrà portare ai risultati auspicati da tutti”.

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