DAL 1° AL 7 SETTEMBRE SU INIZIATIVA DELL'ACSIT, LA MOSTRA A FIRENZE SUGLI ANTICHI AMULETI SACRI E PROFANI DELLA SARDEGNA


di Elio Turis

L’evento culturale di Palagio di Parte Guelfa è abbastanza raro, originale ed esclusivo per la sua arte orafa, ma sopratutto per il significato dei gioielli creati nel cuore della Barbagia, a Gavoi (Nuoro), per rappresentare il “Sacro e il profano” esistente in molti strati sociali dell’Isola; per attribuire, oltre al valore dei metalli preziosi, fatti di lucentezza, di colore e di duttilità, di significati simbolici che li rendono particolarmente pregiati attraverso i millenni; dall’antichità ai tempi moderni. Infatti,associare l’oro al sole e l’argento alla luna è atteggiamento comune a tutte le civiltà della terra; dai Babilonesi agli etruschi,dai Bizantini ai Pre-Colombiani,etc.

Ponendo l’accento sulla “realtà “sarda l’atteggiamento e l’opera di Nanni Rocca non è solo valore intrinseco di metalli, ma anche opera di alta oreficeria simbolica, legata a credenze e speculazioni astrologiche, ipotesi metafisiche, a piccole o grandi superstizioni, a timori e credenze, senza fondamento, nel campo religioso, a convenzioni sociali sul possedimento di gioielli: potere, prestigio, distinzione, valore e bellezza del lavoro artistico di ogni oggetto del costume regionale della Sardegna. Tutto questo rappresentato dal laboratorio artigiano della “dinastia” di Nanni Rocca, operante nell’Isola dal 1809.

Dunque, la mostra è un’occasione per apprezzare l’artigianato di pregio,come quello dei fiorentini d’Oltrarno, che sono sempre più tenuti nella massima considerazione e rispetto in tutto il pianeta da circa dieci secoli.

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