DOPO LE VACANZE NELL'ORISTANESE IN SARDEGNA, TORNANO A CASA I BAMBINI DI FUKOSHIMA

i 12 bambini di Fukoshima (Giappone) ospiti dell'associazione "L'Orto dei Sogni"

redazionale Tottus in Pari

Dopo quattro settimane di vacanza in Sardegna, 12 bambini provenienti dalla prefettura di Fukushima sono tornati in Giappone dalle loro famiglie. I bambini giapponesi, fra i 7 e i 12 anni, appartengono da famiglie che non possono trovare cure e riposo all’estero per motivi economici e/o sociali. Vivono infatti in una zona in cui l’esposizione alle radiazioni è nettamente superiore a 1 millisievert all’anno dopo l’esplosione della centrale nucleare in seguito allo tsunami del 2011. I piccoli sono stati accolti nell’Ostello di Zuradili a Marrubiu. Il programma di cura dell’associazione Orto dei Sogni, sostenuto dal Comune di Milano, che ha integrato le donazioni dei cittadini milanesi alle popolazioni colpite dal terremoto, ha avuto lo scopo di aiutare le vittime del sisma, dello tsunami e dell’incidente nella centrale nucleare di Fukushima. Durante il mese di permanenza in Italia – secondo quanto riferisce palazzo Marino – i bambini hanno passagio giornate al mare seguendo una corretta e regolare alimentazione. Ad Arborea, vicino ad Oristano, hanno praticato l’ippoterapia alla House Country e hanno visitato la Centrale del latte. Hanno assistito alla liberazione in acqua di una tartaruga e hanno conosciuto il folklore locale partecipando alla festa della Sartiglia e seguendo “lezioni” di cucina sarda. Hanno infine visto i laboratori di danza e di ceramiche locali oltre a visitare il Museo di ossidiane e antropologia sarda di Marrubiu. Gli educatori li hanno salutati l’altro ieri all’aeroporto di Cagliari. L’associazione Orto dei sogni, nata nell’ottobre del 2011, si è occupata in particolare della salute dei bambini colpiti dalle radiazioni con l’obiettivo è migliorarne la salute psicofisica, attenuando i traumi del disastro. Da lì l’iniziativa di organizzare soggiorni in Italia sul modello di quanto avvenne oltre 25 anni fa con i piccoli di Chernobyl.

 

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