L'EMIGRAZIONE SARDA SUGLI SCUDI NEL CONVEGNO CHE SI E' SVOLTO A GESICO ORGANIZZATO DALLE ACLI


redazionale Tottus in Pari

L’emigrazione sarda è un fenomeno ancora presente e tendenzialmente in aumento, gli spostamenti dei sardi verso le altre regioni italiane e verso l’estero (Germania, Francia, Svizzera) coinvolgono soprattutto i giovani che trovano lavoro nel settore della ricerca, dell’industria e dei servizi. È quanto emerso dalla ricerca presentata dal suo coordinatore, il presidente delle Acli di Cagliari Mauro Carta, a Gesico, nel Centro Servizi S’Ulivariu, dove è stato organizzano il Convegno ‘’I Sardi nel mondo, un’opportunità per lo sviluppo della Sardegna”. La manifestazione con la presentazione dello studio “Analisi dei flussi migratori e dello spopolamento in Sardegna nel 2011” è stata inserita nell’ambito della decima edizione della Settimana Gesichese. Ai lavori hanno partecipato con loro interventi l’assessore regionale del Lavoro, Antonello Liori, il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Franco Siddi, il presidente della Fasi Serafina Mascia, il presidente della Confapi Francesco Lippi, il consigliere regionali di Sel Luciano Uras, il rappresentante Crei Acli Giuseppe Dessi. Il coordinatore della ricerca carta ha sottolineato, fra l’altro, che l’emigrazione è “una perdita secca di capitale umano, intelligenze e competenze che vengono a mancare alla Sardegna che assiste per lo più indifferente all’allontanamento progressivo delle sue energie più vitali”. A questo fenomeno si aggiunge, inoltre, il forte calo della natalità che si registra negli ultimi anni e che investe tanti piccoli comuni sardi, in particolare quelli sotto i 300 abitanti che sono a rischio di estinzione (ad esempio Baradili, Soddì, Setzu, Bidonì).

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