PARTENDO DAL LONTANO FRIULI, IL VIAGGIO A SILIGO NELLA CASA DI MARIA CARTA DELL'EMIGRANTE MARIA ADELASIA DIVONA PER RITIRARE UN RICONOSCIMENTO PER "TOTTUS IN PARI"

nella foto da sinistra: Giorgio Macciocu esponente della Fondazione Maria Carta, Maria Adelasia Divona e il presentatore Giacomo Serreli

di Maria Adelasia Divona

Arrivare a Siligo da Stintino non è difficile: basta lasciarsi alle spalle il mare e inoltrarsi sulla 131, per poi uscire al bivio di Siligo e Ardara che ti fa inerpicare su una collina verde verde piena di curve, che mi ricorda quelle del Friuli e del Collio sloveno, e che è così in contrasto con i campi bruciati dal sole della punta nord dell’Isola. Arrivo a Siligo accompagnata dalla mia famiglia e dal maestrale, che da Stintino mi ha seguita fino a qua stemperando nel freddo di altezze mica tanto spropositate il soffio caldo che ha caratterizzato questa mia domenica di luglio.

Arrivi nel centro del paese e ti accorgi che Siligo è Maria Carta, e che nella sua memoria si anima. Piazza Maria Carta ti accoglie con un gigantesco murale del suo volto e richiama le parole che nel 1974 le aveva dedicato Giuseppe Dessì: “Il suo bel viso, la fierezza e insieme la grazia del suo portamento, più che un simbolo, sono una personificazione di quella Sardegna intangibile e indomita che ho sempre amato. Quando la sua voce calda e potente si alza e riempie lo spazio, si aprono infiniti orizzonti che scendono nella storia. Dopo aver conosciuto Maria Carta, ancora una volta affermo che i soli grandi uomini della Sardegna sono le nostre donne”. L’ultima frase di Dessì produce in me certe risonanze che non so spiegare, ma che semplicisticamente si possono ridurre a un “sono orgogliosa di essere nata qui”, e mi piace il corollario della Sindaca di Siligo, Giuseppina Ledda, quando dice che “Maria è di tutti i Sardi”: detta così è come la personificazione della Dea Madre nelle statuine pre-nuragiche…è il suo volto è ancora lì sullo sfondo di questo anfiteatro che è la piazza e dove di svolge la serata dedicata al Premio a lei intitolato, di nuovo a casa per il suo decennale dopo aver peregrinato in giro per l’Isola.

Mi siedo e mi guardo intorno: c’è tanta animazione, e intorno a me figure quasi mitologiche che riemergono dalla mia adolescenza sassarese, tra cui il nostro assessore regionale alla cultura, alla pubblica istruzione ed alla lingua sarda Sergio Milia, che incrociavo agli inizi della mia attività pallamanistica nel palazzetto di Piazzale Segni, che oggi è dedicato alla cestista Roberta Serradimigni, e che ai tempi la Dinamo divideva con la Chirmed.

Altro personaggio mitologico: Mariano Melis, cantautore sassarese, che nella mia adolescenza era l’idolo delle mie compagne di squadra quando cantava “ciao a te che te ne vai, che non hai viaggi per partire né valigie da disfare”…me lo ritrovo oggi che avrà quasi cinquant’anni, in una mise che mi fa pensare a un Ligabue (Luciano) autoctono, e che insegna educazione musicale ai bambini della scuola media Grazia Deledda di Alghero che aprono la serata con “Procurade ‘e moderare”, omaggio a Maria Carta che ne aveva fatto una propria versione con due strofe in italiano.

Neanche il tempo di mandare quelle strofe a memoria che Giacomo Serreli, giornalista di Videolina, presidente della Fondazione e presentatore della serata, inizia a parlare di emigrazione, ed allora la sedia comincia a bruciare, mi levo la stola e vado a ritirare il premio destinato a Tottus in Pari. Doveva essere una cosa rapida e indolore: dire brevemente cosa rappresenta TIP per il suo pubblico, uno strumento con cui i sardi di fuori (all’assessore Liori piace parlare di Sardi nel mondo…) informano quelli di dentro delle loro attività, degli oltre 100 collaboratori che scrivono e informano a titolo gratuito, dei 15 anni di attività e dei 406 numeri, ma non ho resistito e mi sono rivolta direttamente all’Assessore Milia in quanto unico referente presente della giunta regionale. Ho raccontato a lui ed alle persone presenti ciò che facciamo nei nostri circoli prestando la nostra opera a titolo gratuito e che non è giusto che per il solo fatto che la delega all’emigrazione sia in capo all’assessore al lavoro gli altri assessori debbano esimersi dall’avere contatti con noi o dal degnarci della loro attenzione come pedissequamente accade, perché in quello che facciamo c’è la promozione della nostra storia, della nostra cultura, del nostro paesaggio, della nostra economia e delle nostre eccellenze e …poi presa dalla foga sono rimasta senza parole. Mi ha salvato Serreli che ha nominato Massimiliano Perlato, a cui va il mio ringraziamento per avermi mandato a Siligo per conto di TIP, e a cui dovrebbe andare il nostro ringraziamento collettivo per il suo instancabile lavoro.

Vado a sedermi, con i tenores di Neoneli che, dietro di me in attesa del loro riconoscimento, mi rimproverano perché gliel’avrei dovute cantare in sardo all’assessore…che nel, frattempo è sul palco insieme ad altri esponenti politico-cultural-istituzionali. L’occasione è ghiotta: quel che preme all’Assessore Milia è replicare alla mia interlocuzione o, meglio, nelle sue intenzioni, “rassicurarmi” che la Regione sta facendo di tutto per promuovere e dare visibilità all’emigrazione sarda. E come lo fa? Semplice, con i tre Sardinia Store di Milano, Roma e Berlino (chiedere ad Alexandra Porcu e a chi ci lavora per conoscerne le vicissitudini e la realtà) che sono veicolo di promozione, vendita e non so cos’altro della Sardegna (non per sottilizzare, ma la definizione di store è in contrasto con la natura di questi tre centri dove non si vende proprio niente ma si espone; sarebbe sufficiente ricordare che i Sardinia Store nulla hanno a che fare con le nostre realtà, e che sono gestiti da una società siciliana, ma tant’è…). Non pago, l’Assessore ricorda gli investimenti fatti in ambito universitario (ma che c’azzecca con noi?) e le collaborazioni con alcuni circoli sul fronte della cultura. E qui avrei voluto porre l’accento su quegli “alcuni”: perché alcuni e non tutti? Qual è il criterio per discernere qual è il circolo meritevole di attenzione e quale no? E soprattutto, chi definisce quel criterio? Perché su questo avrei molto da dire… Tra le righe l’Assessore ammette la possibilità di qualche “difetto di comunicazione”: avendo studiato dai Gesuiti, ed avendo appreso il presupponendum ignaziano, gli lascio il beneficio del dubbio, augurandomi per il futuro che questi difetti vengano sanati. Ad onor del vero, a fine serata l’Assessore Milia ci mette subito una pezza, venendo a salutarmi e dandomi la sua “mail personale” e invitandomi a scrivergli per poterci fare una chiacchierata. Onestamente spero di non aver più bisogno di scrivergli ancora, né tantomeno mi aspetto un trattamento diverso per via di una mail personale, quanto piuttosto un trattamento equo attraverso una comunicazione istituzionale.

Tra i circoli a cui l’assessorato alla cultura ha dedicato la sua attenzione c’è il circolo di Madrid, premiato nella persona del suo presidente Gianni Garbati per il lavoro che sta facendo a difesa e promozione della lingua sarda (limba comuna, mi par di capire, e non il sardo in tutte le sue meravigliose sfumature) e per tutte le attività svolte in una terra di nuova emigrazione com’è la Spagna che, a dire del presidente, nonostante la crisi continua ad offrire ai nuovi e giovani emigrati sardi numerose opportunità per fare impresa ed aprire nuove attività. Dalla attività di promozione della lingua sarda svolta grazie ai finanziamenti messi a bando dall’assessorato di Milia sono nati un convegno sull’uso della lingua sarda nei media, un libro sulla sintassi della lingua (comune?) ed un corso on line di lingua sarda di primo livello.

L’attenzione all’emigrazione ha rappresentato un omaggio della Fondazione Maria Carta a tutti noi che viviamo questa realtà, ma nella natura del premio intitolato alla grande artista scomparsa c’è la promozione delle eccellenze artistiche musicali della nostra terra: sono stati così premiati i Tenores di Neoneli per i loro 36 anni di carriera, il jazzista Antonello Salis e la cantante Valentina Casula, le Balentes che hanno ritirato il premio assegnato loro lo scorso anno e che hanno cantato una bellissima versione quasi a capella, con il solo accompagnamento della chitarra di Pino Montalbano, di “Spunta la luna dal monte”. Ma anche i Lapola, gruppo di comici che ha riportato alla ribalta l’idioma cagliaritano, l’Istituto di ricerca Ernesto de Martino per la sua opera di catalogazione e raccolta di canti popolari e sociali, danze, riti, e testimonianze sui momenti più significativi della storia del movimento operaio, e le scuole di Alghero e Sassari in cui la Fondazione supporta progetti di educazione musicale dei più giovani.

Per i curiosi: il premio ricevuto da TIP è una bellissima opera in filigrana d’argento e corallo opera dell’artigiano algherese Pasquale Ferraro. Massimiliano, continua così e vediamo cosa ci porteranno i prossimi quindici anni!

6 risposte a “PARTENDO DAL LONTANO FRIULI, IL VIAGGIO A SILIGO NELLA CASA DI MARIA CARTA DELL'EMIGRANTE MARIA ADELASIA DIVONA PER RITIRARE UN RICONOSCIMENTO PER "TOTTUS IN PARI"”

  1. Complimenti agli amici di tottus in pari che seguo quotidianamente dalla Germania e che fanno sentire più vicina la Sardegna ai suoi emigrato. E soprattutto un grazie perchè da loro voce. Cosa che in Sardegna si guardano bene dal fare

  2. Un grazie personale per questo “viaggio” intrapreso da Adelasia per tutti coloro che si sentono parte integrante del progetto-Tottus in Pari. Perchè questo riconoscimento, così come ho fatto sapere alla Fondazione Maria Carta quando mi è stato comunicato che era stato assegnato il Premio, non è mio ma di tutti quelli che contribuiscono affinchè Tottus in Pari possa continuare il suo di viaggio. Perchè su questo blog e nelle pagine del giornalino, ci si impegna quotidianamente per portare avanti quel complicato cammino nella comunicazione per diffondere ed incentivare le iniziative dei circoli degli emigrati sardi. A differenza dei proclami delle Federazioni che riempiono tesi e commenti nei Congressi sostenendo quanto sia fondamentale comunicare per far conoscere la realtà dell’emigrazione sarda in Sardegna, sono davvero 15 anni che dedichiamo le ore serali del nostro tempo privato per dare voce a tutti. Cosa che poi le Federazioni non fanno: non c’è un sito istituzionale che sia uno che sia aggiornato a dovere. Ed in più, in un periodo di estrema difficoltà come questa, legata a tante problematiche diverse anche nei rapporti con la Regione Sardegna, per giunta, non si fanno nemmeno circolare le notizie. Per avvisare ed informare i soci dei circoli. O semplicemente per creare rete per chi come noi esistiamo per informare.
    Ecco questo è il dilemma attuale: cosa dobbiamo fare dei nostri giorni futuri di fronte a questo rumoroso silenzio?

  3. Ciao, grazie di avermi menzionato.
    infatti… no comment sul sardegna store… ma tra poco uscirà un nuovo articolo sulla: Sardegna Store-Story, dove racconterò un po’ su quello che sta succedendo qui (che in partica, sarebbe “niente”)… altro che promozione …
    per quanto riguarda la LSC (Limba Sarda Castrata… o com’era?) no commento lo stesso. Io alla famosa conferenza di Madrid non sono stata invitata, sebbene io fossi stata un membro fisso del gruppo. Perché? Perché da due anni non sostengo più quel sardo porcellino che cercano di promuovere loro. Stiamo aspettando degli emendamenti da anni. non li fanno perché vogliono far passare quella lingua come il sardo di tutti. tra breve scriverò anche qualchecosa a proposito di questo.
    Sergio Milia, no comment lo stesso…
    a presto, Alexandra

  4. cara Aexandra, certi burocrati esercitano un potere che nessun assessore che si avvicenda su una poltrona potrà mai contrastare, ma la cosa triste è che lo fanno abusando della cosa pubblica, e nello specifico del denaro pubblico destinato ai circoli, e che per fare questo trovano un seguito in alcuni di noi. Poveri piccoli Sardi! Aspetto i tuoi articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *