ALLA SCOPERTA DEL VINITALY: RENDEZ – VOUS DEI GIOVANI DEI CIRCOLI SARDI DELLA F.A.S.I. A VERONA


di Patrizia Sorrentino e Nadia Pala

I giovani dei circoli Sardi in Italia si sono dati appuntamento domenica 25 Marzo a Verona presso il Vinitaly, esposizione conosciuta in tutto il mondo che riunisce produttori di vino e distillati provenienti da ogni angolo del Bel Paese.

Giunti in mattinata, i ragazzi hanno raggiunto il padiglione dedicato alla nostra amata isola, incuriositi ed entusiasti dell’iniziativa voluta e portata avanti dalla presidente della F.A.S.I. Serafina Mascia, la quale ha accompagnato il gruppo per assistere alla presentazione dei vini che più ci rendono famosi nel mondo.

Il nostro cicerone è stato il Sommelier Andrea Cherchi, che con sette tipologie di “Nettare degli Dei” sardo, ha descrittola Sardegnada nord a sud, nel suo clima e nelle sue caratteristiche geofisiche, specificando che le diverse conformazioni del terreno, l’altitudine e la conseguente escursione termica, sono i principali elementi che conferiscono ad ogni vino qualità differenti.

La degustazione è iniziata con tre vini bianchi: Il Nuragos di Cagliari, fresco secco e sapido, il Vermentino di Sardegna, coltivato in tutta l’Isola, anch’esso fresco e dal sapore fruttato e il Vermentino di Gallura, il più conosciuto tra i Vermentini, i quali sono, insieme al Cannonau, l’espressione più tipica della produzione enologica regionale.

Si è passati poi a degustare quattro qualità di vini rossi: un Monica del 2011, dal colore rosso rubino, ottimo in abbinamento col pesce, a differenza di quanto si sostiene generalmente, ovvero che il pesce vada sempre e solo accompagnato a del vino bianco.

Il secondo vino è stato un Cagnulari del Sassarese, secco caldo, abbastanza morbido, fresco e tannico, di corpo tendente al robusto ma comunque armonico; il suo profumo va dal fruttato intenso allo speziato.

Successivamente un Carignano del Sulcis, annata 2009 particolare in quanto l’uva nasce e cresce su un terreno sabbioso, e ciò conferisce al vino un sentore speziato e floreale; ed infine un Cannonau, il vino rosso che forse più di ogni altro richiama immediatamente alla memoria la nostra Isola. La coltivazione di questo vitigno è presente in tuttala Regione, ma prevalentemente nell’entroterra; il vino che ci è stato illustrato era un Cannonau di Orgosolo, intenso e dal sentore di liquirizia, secco e sapido, ottimo se abbinato ad arrosti, selvaggina e formaggi ben stagionati.

Ovunque si vada dalla costa alla montagna non è difficile rendersi conto che in Sardegna il vigneto è parte integrante del paesaggio, dalle pianure che si affacciano sul mare sino all’alta collina ed alle zone più interne, dove la coltivazione della vite è legata a forti tradizioni che sopravvivono e convivono accanto a tecnologia d’avanguardia. Verso la fine del ‘500 infatti, non a caso, il botanico Andrea Bacci definìla Sardegna“ Insula Vini”.

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