IL 31 MARZO AL CIRCOLO "LOGUDORO" DI PAVIA, LA FESTA DEL POPOLO SARDO: I SARDI EMIGRATI DA SEMPRE IN CAMPO PER ONORARE "SA DIE DE SA SARDIGNA"


di Serafina Mascia
Presidente della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia

Pubblichiamo la copertina del volume a stampa con gli Atti del convegno su  “Dalla cacciata dei Piemontesi (1794) alla ‘Perfetta Fusione’ (1847) e all’Autonomia Regionale (1948)”, in programma nel pomeriggio di sabato 31 marzo a Pavia, per l’organizzazione del locale Circolo culturale sardo “Logudoro”, presieduto da Gesuino Piga. Il libro sarà distribuito ai partecipanti al termine dei lavori del convegno.
Riproduciamo in anteprima il testo del messaggio (anch’esso già stampato nel volume) rivolto agli organizzatori da Serafina Mascia, presidente della FASI.

Fin dalla sua istituzione (Legge n. 44 della Regione Autonoma della Sardegna del 14 settembre 1993) gli emigrati sardi nell’Italia continentale hanno onorato “Sa Die de sa Sardigna”, la Festa del Popolo Sardo. Lo hanno fatto prima con regolarità  i singoli Circoli ma ben presto è seguita una non episodica celebrazione, sia pure con ritmi differenziati, da parte di ciascuna delle quattro Circoscrizioni in cui è suddivisa a livello territoriale l’aggregazione delle nostre Associazioni (per esempio, dal 2003, ogni anno cambiando località, i 20 Circoli della  Lombardia hanno festeggiato unitariamente la data che vuole ricordare il 28 aprile 1794, giorno in cui avvenne la – temporanea – cacciata dei Piemontesi dalla Sardegna ad opera del popolo cagliaritano).

Tutte queste celebrazioni sono state occasioni per la rivisitazione dei momenti più significativi degli ultimi due secoli della storia della Sardegna, per favorirne la conoscenza non solo presso i sardi  trasferitisi nelle varie località ma anche presso i cittadini interessati a un confronto interculturale con i rappresentanti di comunità non native. Non sono evidentemente mancati, nelle stesse occasioni, né il folclore né la proposizione dei prodotti più alti del “genio” sardo in campo letterario, artistico, musicale, cinematografico, ecc. né il consumo dei  prodotti alimentari tipici della nostra terra sarda.

“Sa Die de sa Sardigna” è quindi per i Circoli una festa che fa sentire gli emigrati parte costitutiva del Popolo Sardo e in più li inorgoglisce come ambasciatori della Sardegna che nella circostanza fanno il massimo sforzo per tenere alta e onorata la bandiera  dell’Isola.

Il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia, presieduto prima da Filippo Soggiu (1983-1995) e dal 1996 da Gesuino Piga, ha costantemente perseguito la strada dell’organizzazione di convegni di studio sui temi della storia e della cultura della Sardegna, pubblicandone sempre gli Atti a distanza di breve tempo dallo svolgimento dei lavori.

Il Convegno del 31 marzo 2012 a Pavia su “Sa Die de sa Sardigna”, organizzato dal “Logudoro” sulla base di un finanziamento dell’ Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Autonoma della Sardegna, si distingue  – rispetto ai precedenti convegni pavesi – per due ulteriori apprezzabili qualità: perché le relazioni degli esperti sono in italiano e in lingua sarda (e di ciò va dato merito alla competenza, oltre che storica anche  linguistica,   dei relatori Paola Marcella Mereu, Teresina Serra e Tonino Bussu) e perché il volume con gli Atti della giornata di studi viene consegnato ai partecipanti al termine stesso dei lavori (e di ciò va dato merito alla tenacia di  Paolo Pulina, vicepresidente vicario del “Logudoro”). 

 

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