FRANCESCO LOI, UN PROFESSORE NUORESE MOLTO STIMATO. IL RICORDO DEGLI EMIGRATI SARDI DEL CIRCOLO "QUATTRO MORI" DI LIVORNO

Francesco Loi

di Giorgio Canu

Quando lo andavo a trovare nella sua abitazione mi accoglieva con grande affabilità in una enorme sala rettangolare, molto luminosa, di cui una parete era completamente ricoperta da una libreria, zeppa di libri. La prima volta, questa visione suscitò in me una sensazione di meraviglia. Pertanto mi venne spontanea la domanda “Professore, ma quanti ne ha letto di questi libri ? “ Tutti “ mi rispose. Non solo, ma c’era nella sua abitazione un’altra camera ancora piena di libri. Era coltissimo: conosceva bene tutti gli scrittori italiani, benissimo gli scrittori sardi. I suoi preferiti erano, Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Dante, Fucini, Foscolo. Dante sarebbe stato felice nel sentirlo parlare in perfetto italiano. Spesso il nostro conterraneo si dilettava nel citare detti degli antichi romani sul popolo sardo. Dall’espressione del suo viso, si vedeva benissimo che era innamorato della sua Nuoro, e della sua e nostra Sardegna. Io l’ascoltavo ammirato di tanta cultura e di tanta passione. Ad un certo punto si alzava dalla poltrona e andava a prendere da un mobile una bottiglia di mirto e una di fil di ferro. In qualche angolo della casa c’era sempre un cestino di dolci sardi. Metteva tutto sul tavolo rotondo davanti a noi, e mi invitava a gradire qualcosa. Si parlava sulla situazione della nostra Isola, sul lavoro, sui nuovi scrittori emergenti, sui trasporti, sulla sua salute precaria. Si informava sulle attività dell’Associazione. E sempre finiva col sorriso e con battute spiritose, sdrammatizzando i suoi dolori artrosici. Allora, quale Presidente dell’Associazione Culturale sarda “ Quattro Mori “ ne approfittavo per chiedergli un articolo per “ Su Nibaru” o una conferenza sulla storia della Sardegna. Lui, fino a quando era in discreta salute accondiscendeva. Poi i dolori aumentavano ed era costretto a restare in casa. Dopo una sua conferenza che verteva sulla cacciata dei piemontesi dalla nostra Isola, l’Associazione gli conferì il titolo di socio Onorario. Lui rimase profondamente commosso e  felice di questa onorificenza.     Uomo di cultura, studioso sensibile, Il Prof. Loi ha insegnato per tanti anni lettere  all’Istituto  Tecnico Vespucci di Livorno, dove lo ricordano con stima e affetto. I livornesi lo ricordano anche per le sue lezioni su Dante, i famosi “ Lunedì Danteschi “, svolti presso l’Istituto dei Gesuiti con la collaborazione di Padre Davanzati. Una nota casa Editrice gli aveva chiesto di scrivere un libro sul Fucini, a completamento di una collana sugli scrittori italiani dell’ 800. Ha collaborato con riviste a livello nazionale e a quotidiani, quali “La Nuova Sardegna “, “Il Telegrafo” e “ Il Tirreno “, “ La Foscoliana “. Il Professore è entrato nella storia della scuola labronica, forse migliaia i suoi alunni alle lezioni, Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione per meriti culturali. Tutti i sardi di Livorno possono essere ben fieri di aver avuto un conterraneo  insegnante così carismatico, così colto, generoso, molto stimato dai suoi allievi e da tante persone che lo hanno conosciuto. Purtroppo, ultimamente il Prof. Francesco Loi, ci ha lasciato all’età di 87 anni, per andarsene in paradiso assieme alla schiera dei poeti e degli scrittori.

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