INTERVISTA A TIZIANO PILLITU, REGISTA DEL FILM INTITOLATO "SERVO DI DIO": RACCONTATA LA VITA DI FRA' NICOLA DA GESTURI

Tiziano Pillitu

di Carmen Salis

Abbiamo incontrato nella sua casa, a Pimentel, Tiziano Pillittu: due film autoprodotti Pimentown (2006) e “Panas (2009), in cui si ripercorrono tradizioni e leggende della Sardegna che quasi vanno scomparendo dalla nostra cultura. Oggi ci riprova, sfidando le difficoltà di un autoproduzione e del mercato con un film che vuole raccontare la storia di uno dei frati più amati: Fra Nicola da Gesturi, al secolo Giovanni Angelo Salvatore Medda.

Tiziano Pillitu, tu scrivi le sceneggiature i dialoghi, dirigi e curi la fotografia, la scenografia e il montaggio. Due film autoprodotti, e questo terzo in fase di post produzione. “Scrivo le sceneggiature e i dialoghi, curo tutte le fasi di post produzione: insomma, metto mano su tutto. Tanto che nei due precedenti film mi sono trovato in difficoltà, quando era giunto il momento di attribuire nei titoli i ruoli tecnici dei progetti: appariva solo il mio nome! Credo che questo sia stato dettato dal modo in cui ho affrontato i progetti, consapevole che nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul mio futuro di emergente narratore cinematografico. Per quanto riguarda, invece, gli aiuti manuali e logistici ho da ringraziare chi mi è stato vicino, a partire dagli stessi attori che hanno dato il meglio dandomi supporto fino alla fine. Sono consapevole che senza di loro non sarei mai riuscito, ed è grazie agli stessi che oggi mi trovo ad affrontare l’arduo progetto di raccontare la vita del Beato Nicola”.

“Servo di Dio” è il prossimo importante progetto. Un impegno che va quasi oltre le fatiche che richiederà la sua realizzazione? “Servo di Dio”, effettivamente, è un impegno molto importante. Un progetto arduo, dove i margini per gli errori non esistono. Non si tratta di un film di fantasia dove poter dare sfogo a racconti che non trovano riscontri, si tratta di raccontare la vita di una persona realmente esistita e che ho imparato a conoscere solo grazie alle testimonianze di chi lo ha conosciuto personalmente e ai libri di svariati scrittori. Il problema è quello di riuscire a trasmettere ciò che Fra Nicola, tuttora venerato in tutta la Sardegna, e non solo, ha fatto perché in grazia del Signore. Dovrò dare fondo a tutta la mia creatività per raccontarlo cercando di farlo nello stesso modo in cui lui ha vissuto: nel silenzio. E, appunto, da quel silenzio dovrò trarre immagini e farle parlare”.

Perché proprio Fra Nicola da Gesturi?  “Fra Nicola perché mi fu proposto dal Sindaco di Gesturi; un sogno – a suo dire – che ha sempre avuto nel cassetto essendo lo stesso un grande ammiratore fedele di Fra Nicola. Accadde circa tre anni fa, dopo una proiezione del mio film Panas a Gesturi. Mi chiamò, mi propose il progetto e io accettai con entusiasmo; mi veniva prospettato di occuparmi di un lavoro per cui stavo muovendo i miei primi passi, raccontare su video la Sardegna gli usi, i costumi, le tradizioni e personaggi. Sapevo di Fra Nicola, ma non abbastanza, per poterlo raccontare, quindi mi sono messo subito a lavoro iniziando da quello che possiamo definire una ricerca a tutto campo e su tutte le fonti disponibili (ufficiali e non) in particolare su persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. A questo proposito, Fra Lorenzo Pinna mi sta dando un grande aiuto per ricostruire i momenti trascorsi accanto a Fra Nicola nel Convento dei Cappuccini di Cagliari, raccontandomi anche fatti di cui altri non sono a conoscenza. Momenti che vengono, per vari motivi, omessi o dimenticati nei racconti pubblici. E questo è un vantaggio, per arricchire la sceneggiatura del mio film”.

Una sola telecamera HD microfono professionale, questa la tua attrezzatura. Ma le difficoltà che incontri nel realizzare i tuoi progetti non sono legate a questo. “Sembrerà paradossale, ma l’uso di una sola telecamera implica per me un lavoro più semplificato, sia in fase di registrazione che in quella di montaggio giacché le riprese le eseguo personalmente, e quando mi trovo a dover eseguire il montaggio dei video so naturalmente in anticipo dove trovare i momenti di scena che mi interessano. Tutto questo comunque non lo definisco un lavoro difficoltoso, anzi, sono momenti tecnici bellissimi perché vedo la mia fantasia prendere forma. Le difficoltà sono ben altre, quelle che riguardano i contributi: riguardo al lavoro svolto fino a oggi posso constatare quello che già prevedevo, ovvero che le risorse economiche non sono sufficienti affinché il progetto proceda in maniera fluida e senza interruzioni. Un vero peccato considerando che tutto il materiale video già registrato è di ottima fattura, e che lo stesso lascia presagire quello che sarà il prodotto finito. Sto dando tutto me stesso e fondo alle mie limitate risorse economiche arrangiandomi anche con mezzi di fortuna pur di raggiungere l’obiettivo. Spero che qualcosa di positivo accada presto e che le parole di molti non rimangano tali”.

 

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