INTERVISTA A GIOVANNA CORDA. IL SOLE E LA SOLARITA' DELLA SARDEGNA IN EUROPA: DALL'EMIGRAZIONE IN BELGIO, LA PRIMA EURODEPUTATA SARDA

originaria di Illorai, Giovanna Corda vive a Hornu nel Borinage in Belgio

di Cristoforo Puddu

Giovanna Corda, eletta nelle file del Partito Socialista Belga nell’estate del 2007, detiene il primato di essere stata la prima eurodeputata di origine sarda a conquistare un seggio a Strasburgo. Tra i numerosi argomenti premurosamente sollevati in sede europea dalla Corda, durante la 6° legislatura, risultano priorità di ordine sanitario, problematiche del comparto agricolo-alimentare  e del settore trasporti. E naturalmente una passione politica caratterizzata dal forte legame ed impegno per la Sardegna con l’illustrazione,  tra l’altro, degli emendamenti del Partito Socialista Europeo a sostegno delle produzioni di latte ovi-caprino isolano, onde “garantire prospettive reali di sviluppo della catena di trasformazione del latte e la produzione di formaggi, cui la tipicità e la qualità sono largamente riconosciuti”. Negli anni ha svolto un ruolo promozionale da “ambasciatrice “ dell’Isola, contribuito per un triennio, durante il mandato del Governatore Soru, da esperta nella Commissione della Consulta regionale dell’emigrazione (particolarmente apprezzata per l’attenzione rivolta all’universo femminile e giovanile)  e non si è mai tirata indietro nel rappresentare e sostenere le istanze provenienti dai settori agro-pastorali, che meglio connotano le specificità dell’economia della Sardegna, con affermazioni anche in sedi istituzionali -nonostante l’elezione in Belgio e sottolineando orgogliosamente l’origine sarda- di volersi far carico “dei problemi della mia terra”. Per sottolineare la stima riconoscente della propria Terra, a cui spesso ha dato voce e dedicato la massima attenzione e presenza da Députée Européenne, sono stati assegnati a Giovanna Corda diversi significativi riconoscimenti identitari e di memoria: il Candeliere Ploaghese per l’anno 2008, patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Ploaghe e dall’associazione Canto Sardo “Antonio Desole” presieduta dallo scrittore Salvatore Patatu e la prestigiosa e ambita Navicella d’Argento.  

Giovanna Corda, all’avvio della nostra chiacchierata, esordisce con la citazione del suo luogo geografico di nascita e con la proposizione identitaria del comune dei genitori; quasi a voler sottolineare l’origine del rapporto indelebile che la lega di passione istintiva e naturale alla Sardegna che, con solarità caratteriale, ha portato in Europa.

 Sono nata a Carbonia, mio babbo vi lavorava come minatore nei pozzi di Serbariu, da genitori originari di Illorai (SS)…  e con sei figli da far crescere e studiare. Nel paese goceanino abbiamo vissuto un anno prima di trasferirci in Belgio (il 1956, anno della tragedia a Marcinelle) e raggiungere la cittadina di Hornu, comune dell’area mineraria del Borinage, dove ci siamo stabiliti.

Che ricordi hai di quegli anni?

Assai pochi. Ero piccolina, non avevo compiuto ancora i 4 anni. Mamma mi racconta che chiedevo continuamente di ritornare dalla nonna e piangevo al ricordo delle zie e madrina: mi mancavano certamente le loro rassicuranti attenzioni e il clima caloroso nel nido familiare  del paese. Data l’età ho però superato il trauma iniziale con estrema facilità; l’integrazione scolastica e la frequentazione di tanti bambini hanno lenito in tempi brevi i miei piagnucolii. 

E il rapporto con l’Isola?

A casa, attraverso i ricordi ravvivati dalle narrazioni in limbazu illoraesu dei nostri genitori, abbiamo vissuto costantemente con la Sardegna nel cuore. Determinante ad alimentare l’amore per l’Isola è stata la frequentazione dei circoli e della numerosa comunità di corregionali. A 18 anni, avevo appena conseguito il diploma, sono stata eletta presidente dei giovani sardi della mia zona e mi occupavo di preparare ed inoltrare  le pratiche alla Regione per inviare i bambini nelle colonie estive (es.: a Bosa Marina, Castelsardo e litorali del Sud) in Sardegna. Era un modo, oltre che ludico e salutare, per far conoscere le nuove generazioni di sardi nati nell’emigrazione ai vecchi familiari residenti. Quando mi sono sposata ho fatto scoprire ed amare la Sardegna a mio marito, che è belga, ed ogni anno abbiamo trascorso le vacanze con i nostri figli Toni e Julie ad Illorai, nella casa dei miei. Ho fatto apprezzare e frequentare la mia Terra, oltre alla famiglia, anche a tanti amici stranieri. Ora ho la fortuna di possedere un mio piccolo nido a Budoni, dove vado in media ogni due mesi per una settimana… lì è un continuo ricaricarmi di sardità, benessere ed umanità.

Professionalmente, che attività svolgi?

Ho insegnato per circa 20 anni Scienze Economiche in istituti liceali ed attualmente gestisco dei progetti culturali per i giovani studenti dei licei della provincia dell’Hainaut.

Ed ora parlami del tuo impegno politico.

Il mio impegno politico è molto attivo e coinvolgente: 17 anni fa sono stata eletta consigliere comunale e successivamente, con la riconferma in consiglio per un ulteriore mandato, nominata a vice sindaco di Boussu, una cittadina di 20.000 abitanti. Da 5 anni mi occupo localmente di Cultura, Sport, Europa, Pari Opportunità e Multiculturalità. Al contempo mi preparo per le elezioni comunali indette per ottobre 2012 e sinceramente spero di essere rieletta ancora una volta, per proseguire i tanti progetti che come amministrazione abbiamo messo in campo.   

La tua attività politica locale è stata coronata con la candidatura ed elezione al Parlamento Europeo. Oltretutto, la prima donna sarda ad occupare un seggio europeo…

Sì! Al Parlamento Europeo ho vissuto un’esperienza eccezionale e mi sono impegnata per la Sardegna con il collaborativo aiuto della giornalista Carmina Conte. Nell’Isola abbiamo portato anche i colleghi ed esperti della Commissione Agricoltura e Pesca, con il positivo risultato che a Strasburgo ho fatto passare la valorizzazione del latte ovi-caprino.  

Sappiamo che l’impegno a favore della tua Terra d’origine prosegue.

Quando posso promuovere la Sardegna lo faccio volentieri, anche se non sono più esperta presso la Regione Sarda; mi è dispiaciuta molto l’esclusione, perché era un impegno che mi appassionava. Ma chissà, forse potrei ritornare… in un rinnovato quadro politico. In ottobre, sempre con la mia amica Carmina Conte, abbiamo organizzato un incontro tra imprenditori belgi (aderenti al Consorzio Synergie con sede a Mons) e imprenditori della Confapi e la Confindustria. Siamo andati a Cagliari, a Pula e Carbonia, accolti dalle autorità provinciali e comunali che ora attendiamo di ospitare in Belgio, per avviare possibili collaborazioni economiche e commerciali con le imprese sarde.

Un tuo pensiero sulla Sardegna.

Ovvio, ma inconfutabile, dire che la Sardegna è bellissima e la natura custodisce delle unicità eccezionali. Inoltre, per me, il valore dell’accoglienza è molto importante perché siamo un popolo del sole. Se devo fare un appunto è di carattere ecologico: non sopporto l’abbandono di rifiuti lungo le strade e alle periferie degli abitati. Dobbiamo rispettare la nostra Terra, avere una sensibile coscienza sociale e doverosamente tutelarne l’integrità naturale per i nostri figli, per i nostri nipoti…

5 risposte a “INTERVISTA A GIOVANNA CORDA. IL SOLE E LA SOLARITA' DELLA SARDEGNA IN EUROPA: DALL'EMIGRAZIONE IN BELGIO, LA PRIMA EURODEPUTATA SARDA”

  1. ciao Max, ti ringrazio. Cristoforo
    NATURALMENTE UN ABBRACCIO IDEALE AL PICCOLO SIMONE E RINNOVO GLI
    AUGURI AI GENITORI!

  2. Ciao Giòòò, che piacere leggere di te, ci siamo perse un pò di vista ma mai dimenticato le nostre piacevoli chiaccherate.
    Un abbraccio a tutti voi e saluta la mia amichetta Julie che non vedo da tempo.

  3. vado spesso a Bruxelles e mi piacerebbe conoscere e contattare sia Giovanna Corda che Carmina Conte. Sulla mia attività si può leggere la clip pubblicata dalla casa editrice Ilisso di Nuoro sul libro " INTRECCI" storia, linguaggio e innovazione in Sardegna – dicembre 2011. Ciao Giovanna, hai uno sguardo e un sorriso "unico".

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