PROGETTO "NUR" 2011: DAL PASSATO IL FUTURO DELLA SARDITA'

Gavino Maieli è il direttore di "Nur"
Gavino Maieli è il direttore di "Nur"

di Gavino Maieli

La storia della Sardegna, la sua cultura, le sue tradizioni, gli umori della sua gente, quel modo tutto particolare di essere e di porsi di fronte agli eventi, quelli della gioia e del dolore, della vita e della morte, risalgono alla notte dei tempi. E’ nella notte dei tempi che ha origine la molteplicità di espressioni e di manifestazioni che si intrecciano da sempre per delineare le caratteristiche di un popolo, quello sardo, che, come per il suo antico patrimonio archeologico, ha più cose da scoprire e da portare alla luce che non cose note. I canti e le poesie solo in parte riescono infatti a dire di quest’anima antica e misteriosa che si è formata nell’isolamento e nella solitudine, nella diffidenza e nel timore dell’altro. Da lì la ricerca continua, l’esigenza di capire, di sapere cosa si muove dentro questo popolo da sempre solitario e schivo nella sua fierezza. Probabilmente è questo il motivo per il quale in Sardegna è un continuo fiorire di riviste, strumenti spesso preziosi per indagare e andare a fondo in questo bisogno di conoscenza di un popolo da sempre alla ricerca di sé stesso e della propria identità. Con grandi impedimenti, se è vero che la Sardegna viene considerata anche un “cimitero” di riviste, proprio per la difficoltà, essenzialmente economica, non certo di idee o di contenuti, di garantirne a lungo l’uscita. Molte riviste peraltro hanno lasciato un segno importante nella storia culturale della Sardegna, alcune avendo rappresentato un punto di orientamento di grandissimo rilievo nella crescita e nell’impegno di molti intellettuali. E’ in questo contesto che nel 1998, col numero Zero edito dalla TAIM Edizioni di Ivo Melis, è nata la Rivista di Cultura e Identità di Sardegna NUR, che ha poi continuato ad operare per i tipi delle Edizioni AIPSA di Cagliari sino al 2004, anno in cui le pubblicazioni vennero sospese. Sugli stessi presupposti di quegli anni, sulle stesse motivazioni e sulla spinta di sollecitazioni e nuovi incoraggiamenti, NUR ritorna oggi alla luce sfruttando le possibilità che la tecnica moderna offre, soprattutto attraverso Internet, con l’obiettivo di riprendere presto le pubblicazioni regolari e di ricomparire in edicola. Dall’esperienza di quegli anni si intende quindi ripartire per mettere a disposizione della gente di Sardegna un ulteriore strumento di riflessione e di ricerca, con l’ambizione di andare anche con questa nuova esperienza oltre i confini di un’Isola che ha sempre avuto nel mare il suo limite più grande, ma nello stesso tempo anche la difesa più sicura per conservare caratteristiche che altrimenti sarebbero andate sicuramente perdute. La Rivista NUR trova le sue radici nell’esperienza di S’ISCHIGLIA, la leggendaria rivista di cultura sarda fondata da Angelo Dettori che in due fasi, a cavallo degli anni ‘50 e quindi negli anni ’80, costituì un punto di riferimento importantissimo dell’attività culturale in Sardegna. Il gruppo fondatore di NUR (formato da Aquilino Cannas, Gavino Maieli, Faustino Onnis, Lorenzo Ilieschi e Mario Licheri) è infatti lo stesso gruppo redazionale che negli anni ’80, per oltre 10 anni, animò l’impegno culturale di S’ISCHIGLIA. Tale impegno si concluse nel 1991 al termine di un ciclo durante il quale quella redazione ebbe un ruolo di primo piano nel panorama della cultura sarda, soprattutto per ciò che riguarda lo sviluppo e la crescita della poesia in lingua sarda, l’incoraggiamento alla prosa, sempre in lingua sarda, allora ai primi passi, lo sforzo di individuare norme ortografiche comuni nella scrittura del sardo.
NUR – Rivista di Cultura e Identità di Sardegna – c/o Gavino Maieli, Via S’arrulloni 28, 09126 – Cagliari
La fine di quell’esperienza non impedì a “quelli di S’ISCHIGLIA” di continuare ad impegnarsi, individualmente ed insieme, e di mantenere vivo un dibattito che in molti momenti rischiava di spegnersi. Il lavoro comune di quegli anni e il dibattito degli anni successivi crearono le premesse per la fondazione di una nuova rivista, NUR appunto, che rappresenta l’elaborazione e l’evoluzione di quell’esperienza, in una continuità culturale, morale e storica. NUR è nata, quindi, per proseguire un discorso che rischiava di rimanere lettera morta se non riproposto in modo nuovo e con nuovi stimoli, e, in questa continuità, è nata per aprire nuovi fronti di studio e di ricerca sui temi dell’identità e della cultura di Sardegna nel significato più ampio. NUR quindi come prosecuzione di un impegno che parte da antiche radici per costruirne di nuove, quelle di una sardità aperta al mondo, aperta al futuro. NUR, cioè, come strumento per ri-conoscerci e farci conoscere come sardi, al di fuori del buio dei nuraghi, al di fuori delle immagini di cartolina e dei vuoti folclorismi, per contribuire a creare una nuova cultura, una sardità più moderna, al passo con i tempi. Il proporsi in nuove forme, pur saldamente ancorate alle radici, risponde all’esigenza di esprimere la voglia e la volontà di nuovi percorsi, di nuovi itinerari, per comunicare col resto del mondo in un progetto di avvicinamento e di scambio, come contributo per la crescita culturale e per lo sviluppo socio-economico della Sardegna, facendo emergere ed utilizzando le energie e le potenzialità sinora inespresse di tutti i sardi sparsi nel mondo. La realizzazione di tale progetto ha comportato un ampliamento degli strumenti da usare, e quindi non soltanto i mezzi offerti dalla poesia in lingua sarda, che caratterizzò la storia di S’ISCHIGLIA, ma tutte le forme e le espressioni di una cultura pienamente bilingue. Un orizzonte di intervento diventato perciò molto ampio, interessando un po’ tutti i campi: dalla storia all’archeologia, dalla letteratura alla musica, dall’arte alla sociologia, dall’antropologia all’architettura, dall’ambiente alla medicina, con particolare attenzione ad uno studio approfondito del modo di porsi, fisico e psichico, dei sardi di fronte agli eventi ed alle cose, attraverso un’analisi dei miti, dei riti e dei codici, esaminati a più lenti e dalle diverse angolazioni, col contributo non solo di esperti affermati nel proprio specifico campo, ma anche di tanti giovani che hanno spesso difficoltà a far conoscere i propri lavori. Da tale traccia viene la possibilità di allestire numeri monografici capaci di affrontare i temi più importanti e più complessi della cultura sarda, come la morte, la vendetta, la “balentia”, per citarne alcuni, o numeri che, con letture dall’interno, prestino attenzione alle singole realtà locali, ai singoli paesi, visti non per le loro caratteristiche “folcloriche” o “turistiche”, ma nella loro essenza più vera, nella loro “anima” più profonda. Lo stesso approccio viene utile nello studio degli aspetti psicologici dei sardi, delle loro caratteristiche genetiche, del loro vissuto, reale e fantastico, alla ricerca e definizione di quegli “archetipi” inscritti nel DNA della gente di Sardegna che costituiscono l’architettura inconscia della vita di un popolo che di se stesso ha ancora molto da scoprire. E’ in questo itinerario che è possibile delineare i contorni di una identità nuova, più consapevole, che utilizzi appieno le capacità creative di cui la Sardegna dispone per riproporsi al mondo con ricchezze e fermenti che trovano difficoltà a venire alla luce. In questo progetto due gli elementi di primaria importanza: – la scuola, con spazi ampi riservati ai lavori degli studenti sardi e con una presenza costante nell’istituzione scuola in tutte le forme possibili, tenuto conto che molti redattori anche della nuova redazione sono operatori scolastici; – la lingua sarda, sulla quale vengono impegnate molte energie, con poesie, racconti, saggi, interventi e proposte, sia sull’uso del sardo nel contesto sociale, sia sui problemi scottanti dell’ortografia del sardo scritto, che vengono affrontati alla luce di un’esperienza decennale sul campo da parte del gruppo redazionale.
NUR – Rivista di Cultura e Identità di Sardegna – c/o Gavino Maieli, Via S’arrulloni 28, 09126 – Cagliari
E’ attraverso tali obiettivi che NUR si propone di continuare ad essere un veicolo di sviluppo della cultura sarda in tutti i suoi aspetti, una cultura che con gli strumenti della storia, dell’arte e delle altre conoscenze possa incidere con intelligenza nel territorio regionale e non solo regionale, diventando in tal modo espressione convinta – così come avvenne per S’ISCHIGLIA – di una terra che vuole e può crescere. Ciò è possibile facendo emergere potenzialità sinora inespresse, che aiutino a delineare un futuro nuovo e a proporre un’immagine più aderente all’anima vera della gente di Sardegna. Questo nuovo modo di proporsi pare il più efficace per confrontarsi col resto del mondo, in un rapporto di scambio alla pari. In sintesi: elaborare cultura ed esportare cultura attraverso un incontro aperto, attento, ricco di stimoli, rimane uno degli obiettivi principali di NUR. Inizialmente progettata come mensile, la Rivista NUR ha poi mantenuto una cadenza bimestrale, nella prospettiva di una cadenza trimestrale. Sin dall’inizio, due son stati gli obiettivi, da un punto di vista editoriale: acquistare – grazie ad una veste grafica incisiva, dinamica, e con interventi di colore e immagini – una sempre maggiore visibilità, uscendo dagli schemi estetici delle pubblicazioni del genere, ed essere così riconosciuta e accettata anche dai lettori più giovani; essere presente, con un’attiva campagna abbonamenti, una puntuale promozione e una capillare distribuzione, su tutto il territorio regionale, ampiamente diffusa nella penisola e conosciuta anche all’estero (comunità di sardi, centri di documentazione, sedi accademiche, ecc.).
Nel suo periodo di attività, a partire dal Numero Zero pubblicato nel 1998, NUR ha svolto un ruolo di particolare impegno, rafforzando la sua presenza nel panorama culturale della Sardegna e proponendosi come stimolante punto di incontro e di dibattito sui temi più ampi della sardità. Molti i momenti di presenza e impegno. In concomitanza con le manifestazioni celebrative tenutesi a Siligo il 22 settembre 2003, con le quali ha avuto inizio l’attività ufficiale della Fondazione “Maria Carta”, del cui comitato scientifico il direttore è componente, la Rivista NUR è uscita con un numero speciale interamente dedicato alla grande cantante di Siligo. Il numero speciale di NUR dedicato a Maria Carta è nato come gesto di affetto e di riconoscenza verso una donna che con i suoi canti e con la sua voce è stata una delle protagoniste più amate della cultura della Sardegna, e ripercorre i sentieri di amicizia e di stima che Maria ha saputo disegnare nella sua vita. La voce di Maria Carta ha accompagnato il peregrinare nel mondo della gente di Sardegna, e in tanti momenti ha rappresentato per i figli di questa terra un sostegno, un incoraggiamento, una speranza; la sua inimitabile esperienza artistica resta patrimonio incancellabile di una comunità che in quei canti si è sempre riconosciuta e che da quei canti si è sempre sentita rappresentata. NUR in questo speciale le rende un omaggio dovuto, in uno spirito di sostegno e di collaborazione con la Fondazione “Maria Carta”, sorta a Siligo non soltanto per ricordare la grande artista silighese, ma anche per promuovere e valorizzare quel patrimonio culturale di canti, musiche, balli, costumi, poesie, che rappresenta una ricchezza per i sardi e per la Sardegna di oggi e di domani. In tale numero sono stati pubblicati interventi di studiosi, intellettuali, personaggi politici, artisti, semplici amici, che con le loro testimonianze hanno regalato momenti inediti e importanti della vita e della figura di una donna straordinaria che ancora oggi, a diciassette anni dalla morte, è più che mai viva nella memoria dei sardi. Son stati pubblicati, tra gli altri, interventi di Francesco Cossiga, Leonardo Sole, Salvatore Mannuzzu, Mario Birardi, Filippo Soggiu, Franco Enna, Neria De Giovanni, Lycia Castiglia, Aldo Cabitza, Annamaria Puggioni, Giovanni Perria, Red Ronnie, Francesca Bocchi, Davide Mancini, Giacomo Serreli, Nino Nonnis, Andrea Parodi, Lidia Murgia, Mario Canu, Emanuele Garau, Daniele Cossellu, Paolo Pillonca, Gianfranco Cabiddu.
NUR si è avvalsa nel tempo e si avvale del contributo di numerosi e validi collaboratori (tra gli altri, Giovanni Lilliu, Francesco Masala, Giulio Paulis, Leonardo Sole, Nereide Rudas, Dolores
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Turchi, Salvatore Mannuzzu, Manlio Brigaglia, Pinuccio Sciola, Paolo Sanna, Carlo Pillai, Sergio Ginesu, Orlando Biddau, Salvatore Pinna, Salvator Angelo Spano, Franco Carlini, Mario Pomesano, Franco Bosio) e di un Comitato Scientifico di assoluto prestigio, del quale fanno parte Salvatore Cubeddu, Giulio Paulis, Nereide Rudas, Leonardo Sole, Dolores Turchi e Carlo Pillai. Il numero dedicato a Maria Carta rappresenta uno dei momenti più significativi della vita di NUR, una rivista che nei suoi anni di attività ha peraltro avuto modo di essere presentata in diverse occasioni ad un pubblico vasto e competente. E’ stata presentata infatti ufficialmente il 24 marzo del 2001 presso la sede degli “Amici del Libro” di Cagliari, alla presenza, fra gli altri, di Faustino Onnis, Giulio Paulis e Salvatore Cubeddu. E’ stata presentata quindi nel febbraio del 2002 ad Osilo in occasione del Premio Letterario “Mariposa de oro” organizzato dall’Associazione “Salotto Letterario”, e successivamente, nel maggio 2002, al Salone Internazionale del Libro di Torino, padiglione Sardegna, in collaborazione con i Circoli dei Sardi in Italia. Nel settembre 2002 è stata presentata alla Fiera del Libro di Macomer, mentre nell’ottobre del 2002 è stata presentata a Bergamo in occasione della Rassegna “Bergamo incontra la Sardegna. La Sardegna incontra Bergamo”, organizzata dal Circolo dei Sardi di Bergamo in collaborazione con la Camera di Commercio e con la Banca Popolare di Bergamo. Nel corso del 2003 è stata presentata agli studenti del Liceo Classico “Asproni” di Nuoro, a Sassari, nei locali della Associazione Culturale “Alas”, ad Ozieri, nei suggestivi spazi del Convento S. Francesco, e quindi è stata presentata, oltre che a Siligo, in occasione del Premio “Maria Carta”, ad Usini, in occasione del convegno “ParoleSuoni” sui temi della musica, della lingua e della cultura di Sardegna, organizzato da NUR in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. E’ stata inoltre presente in manifestazioni editoriali di rilievo, come quella di Parigi, e nell’ottobre del 2003 alla Rassegna Internazionale del Libro di Francoforte, presso lo stand dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sardegna, con una presentazione che ha costituito l’unico avvenimento proposto dalla Sardegna nel corso della Rassegna. E’ stata infine presentata, oltre che in numerosi altri centri della Sardegna, in numerosi circoli di emigrati sardi, tra i quali Bergamo, Brescia, Pavia, Cinisello Balsamo, Bareggio, Vicenza, Padova, Francoforte e Charleroi-Bruxelles.. La presenza “fisica” della rivista nelle varie sedi è diventata una delle caratteristiche di una linea di incontro e di confronto, tanto che sono tuttora in corso contatti per altre presentazioni sia in altri centri della Sardegna, sia presso i tanti Circoli degli emigrati grazie alla collaborazione della FASI, la Federazione delle Associazioni dei Sardi in Italia, del cui sostegno la rivista ha sempre goduto soprattutto per il suo ruolo di “ponte” nel dibattito culturale tra i sardi residenti in Sardegna e i sardi sparsi nel mondo, avendo aperto da tempo, e in maniera non banale, ai temi dell’emigrazione. Ciò è stato possibile anche grazie alla collaborazione e all’impegno del Circolo dei Sardi di Bergamo, intitolato a Maria Carta, Circolo che ha “adottato” la rivista e di cui il direttore responsabile di NUR è stato per anni presidente. Per un certo periodo, grazie alla sensibilità ed alla disponibilità dell’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna, NUR ha raggiunto in abbonamento 50 Circoli Sardi in Italia e 20 Circoli all’Estero, suscitando attenzioni ed apprezzamenti da parte dei sardi fuori Sardegna, che riconoscendo alla rivista un ruolo di proposta e un luogo di dibattito hanno collaborato attivamente inviando contributi non soltanto dall’Italia, a cominciare dagli stessi vertici della FASI (sono stati pubblicati interventi del presidente, Tonino Mulas, del presidente onorario, Filippo Soggiu, del responsabile delle comunicazioni, Paolo Pulina, della responsabile del coordinamento donne, Pierangela Abis), ma anche dall’estero, dalla Svizzera, dalla Germania, dal Belgio e dal Canada in particolare.
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NURAGHIA: il villaggio dei sogni A un certo punto della sua storia, nel 2003, la Rivista NUR si è arricchita di un supplemento semestrale, NURAGHIA, il Villaggio dei sogni, interamente dedicato alla scuola, uno strumento attraverso il quale si è cercato di riproporre, con un linguaggio più adatto a dei piccoli lettori e con contributi oltre che “dei grandi” anche degli alunni delle varie scuole, gli stessi problemi e le stesse riflessioni sull’identità e sulla cultura di Sardegna. Il progetto di NURAGHIA mantiene come fine la costruzione di uno strumento didattico, da mettere a disposizione dei bambini delle scuole di 1° grado della Sardegna, attraverso il quale approfondire le tematiche della cultura sarda, con particolare riguardo alla lingua, alla narrativa, alla poesia, alla riscoperta delle tradizioni popolari in tutte le forme. Tale strumento prevede l’utilizzo di testi in lingua sarda (in tutte le sue varianti, in particolare logudorese e campidanese) con traduzione in lingua italiana, nonché foto e disegni inerenti i temi trattati. La traccia degli argomenti ricalca l’impostazione della Rivista NUR, già impegnata in un discorso culturale di ampio respiro sui temi della cultura e dell’identità di Sardegna. L’inserto ha adottato una caratterizzazione più specifica nelle rubriche previste e nel tipo di argomenti e di linguaggio, alla portata di un pubblico giovanissimo che ha, come già per gli studenti delle scuole superiori in uno spazio di NUR, un ruolo di primo piano nell’allestimento degli inserti, sia come autori dei lavori, sia come “redattori” laddove è possibile coinvolgere singole scolaresche. Numerose le rubriche che caratterizzano NURAGHIA:
– Poeti e scrittori di ieri
– Poeti e scrittori di oggi
– Personaggi di Sardegna
– Una finestra sulla scuola (articoli di operatori scolastici)
– I bambini scrivono
– La fiaba
– Giocare alla sarda: giochi e passatempi
– Canti tradizionali
– Il teatro dei bambini
– Ricerche sui paesi della Sardegna
– Sardegna e ambiente
– Gli anziani raccontano (recupero della memoria comunitaria nelle famiglie)
– I disegni
– La Sardegna fotografata dai bambini
– Educazione sanitaria: storia della medicina in Sardegna
– Botanica e medicina popolare
– I costumi, le danze, le tradizioni popolari
– I bambini di Sardegna e i bambini del mondo
NURAGHIA si propone quindi come rivista bilingue per i bambini di Sardegna. Nasce come supplemento semestrale della rivista NUR nella prospettiva di una sua piena autonomia come periodico, e nelle intenzioni vuol essere un posto magico, fatato, dove inventare nuovi giochi, nuove monellerie, nuove magie che aiutino a non perdere la memoria, l’anima, i sogni, i suoni, la lingua di una terra speciale come la Sardegna: un posto magico dove inventare ancora nuovi suoni, nuove speranze, nuove radici, per non perdere quella che, per usare una parola difficile e forse anche abusata, si chiama “identità”. NURAGHIA è il villaggio dei sogni, un villaggio aperto al sole e alla festa, una grande festa alla quale invitare i bambini di Sardegna e i bambini di tutto il mondo, con i quali e per i quali costruire cavallini di canna e arcobaleni misteriosi: un villaggio dove capire che vivere è soprattutto giocare e che giocare significa vivere, un luogo dove incontrarsi, grandi e
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piccini, mannos e minores, in un girotondo di pace e di allegria. E scoprire così, insieme, tante cose: cose di ieri, cose di domani. E le cose belle di oggi. Nell’elaborazione di NURAGHIA sono stati presi in considerazione alcuni aspetti tecnici di tipo linguistico di primaria importanza. Vi sono dei testi, “nati” in sardo, che sono totalmente intraducibili in italiano, e testi “nati” in italiano, che non possono essere resi adeguatamente in sardo. Risulta pertanto impossibile a volte rendere le due versioni; ciò però non deve costringere a rinunciare a dei lavori, in sardo o in italiano, che meritano di essere pubblicati. Laddove opportuno, in particolare con le poesie, è possibile pubblicare i due testi a fronte, soprattutto quando è l’autore a fornire le due versioni. In certi casi questo è anche utile, ma da praticare in modo mirato. In linea generale non sembra opportuno puntare sistematicamente sulla pubblicazione delle due versioni, sardo e italiano, a fronte: il rischio, e l’esperienza insegna che così avviene, è che il testo in sardo venga trascurato a vantaggio del testo italiano. In tal modo uno degli obiettivi che il progetto si propone, vale a dire avvicinare i bambini alla cultura ed alla lingua sarda, sarebbe già fallito in partenza. E’ sembrato perciò più utile e interessante seguire le seguenti possibilità, da valutare di volta in volta:
– pubblicare testi corrispondenti, in italiano e in sardo, quando è possibile avere delle versioni ben fatte in entrambe le lingue;
– pubblicare testi soltanto in italiano o soltanto in sardo, a seconda dei casi, puntando sulla qualità dei contenuti e sui temi toccati, che aiutino a “fare cultura” esprimendo al profondo l’anima della Sardegna;
– pubblicare “testi misti”, in sardo e in italiano, usando volta per volta espressioni in sardo o in italiano, con o senza traduzione a seconda della necessità, della possibilità di renderle in entrambe le versioni, e del “ritmo” del periodo.
Utilizzando in maniera sapiente tali possibilità, è stato possibile inventare una rivista (anche) linguisticamente vivace, frizzante, che non sia una semplice pubblicazione di testi a fronte, ma che sappia aprire delle finestre e coinvolgere i piccoli lettori invitandoli ad uno sforzo e ad una ricerca non banali, con l’aiuto dei loro insegnanti e delle loro famiglie. In tal modo il risultato può essere molto valido ed interessante. Anche NURAGHIA ha avuto contatti “diretti” col pubblico dei lettori; è stata infatti presentata alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. NUR e NURAGHIA: nuovi orizzonti
Le esperienze sinora vissute da NUR e NURAGHIA, e soprattutto i percorsi fatti nell’ambito delle associazioni dei sardi sparse per il mondo, hanno aperto alle due riviste nuove frontiere, offrendo nuovi stimoli e nuove prospettive. I contatti infatti con tali associazioni hanno permesso di entrare in relazione con comunità etniche e culturali di tutto il mondo, ed in particolare con le comunità che oggi vivono fenomeni migratori né più né meno come quelli vissuti nel secolo scorso dai migranti italiani e soprattutto sardi, che sono andati a costruire un loro futuro in altre terre e con altri popoli. Questi incontri hanno permesso non solo di scoprire molti punti in comune tra le comunità dei sardi e quelle di altre aree della terra, ma anche di capire ancora una volta quanto può essere arricchente l’incontro tra popoli lontani e diversi tra loro per cultura e tradizione. In tal senso NUR e NURAGHIA possono costituire strumenti utili per promuovere lo studio delle culture contemporanee e delle relative forme di comunicazione, in generale del mondo, in particolare dell’area del Mediterraneo, attraverso anche lo studio della psicologia e dei modi di relazionarsi di soggetti, gruppi, comunità, nonché attraverso lo studio delle espressioni letterarie ed artistica, in
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forma scritta, visiva e orale, favorendo così il confronto e l’incontro fra culture diverse e diverse etnie, religioni e popoli, individuando e incentivando tutte le forme e le espressioni culturali che possano promuovere l’integrazione multietnica e plurilinguistica anche attraverso la realizzazione di specifici numeri finalizzati alla valorizzazione e preservazione dei valori, legati alle tradizioni culturali e alle forme linguistiche locali, presenti in tutte i vari modi di produrre cultura e arte. Su queste direzioni sarà possibile, partendo dalle tradizioni e dal patrimonio di una terra antica come la Sardegna, progettare un nuovo modo di stare nel mondo di un popolo storicamente “nomade”, in una relazione nuova con ciò che è “altro” che può portare a scoperte sino ad ora impensabili, superando un secolare isolamento che nel tempo ha di molto limitato tante potenzialità di progresso e di vita. LA FONDAZIONE NURJANA La realizzazione di un progetto così complesso e impegnativo necessitava di uno strumento che superasse i limiti dati dal dover dipendere, in termini organizzativi e non solo, da una casa editrice per quanto preparata e attiva, e che garantisse al contempo autonomia e libertà di scelte che nascessero da una visione culturale aperta e quanto più possibile condivisa. Da questa esigenza è nata l’idea di costituire una Fondazione, la Fondazione Nurjana, che avesse tra i suoi obiettivi sia un programma editoriale incentrato sulle Riviste NUR e NURAGHIA, ma anche altre iniziative culturali. La Fondazione persegue infatti l’obiettivo della diffusione di tutte le forme della cultura al fine di partecipare attivamente allo sviluppo e alla crescita della collettività, avendo come punto di partenza il patrimonio di valori provenienti dalla cultura di Sardegna. In particolare rientra tra i compiti della Fondazione: la promozione dello studio delle culture contemporanee e delle relative forme di comunicazione, soprattutto dell’area del Mediterraneo; la promozione del confronto e dell’incontro fra culture, etnie e religioni diverse; la realizzazione di attività di editoria, nelle varie forme multimediali; l’organizzazione e la progettazione di mostre, eventi, rassegne, festival, spettacoli, concerti, incontri, convegni a sostegno delle varie manifestazioni; l’istituzione di un Centro Studi col fine di progettare, promuovere e coordinare attività di ricerca, di raccolta e catalogazione delle multiformi espressioni produttive, scientifiche e artistiche sarde; la promozione e gestione di concorsi letterari ed artistici e l’organizzazione di rassegne internazionali di poesia popolare; la promozione dello studio dei problemi legati al rapporto dell’uomo con la natura; la collaborazione con università, centri di ricerca, autorità scolastiche, scuole ed altri enti pubblici e privati, volta alla realizzazione di attività culturali, di formazione ed educazione rivolte specificatamente alle scuole ed ai giovani.
Le origini della Fondazione Nurjana sono a Siligo, paesino della provincia di Sassari nel quale tale progetto ha avuto la sua gestazione, e che rappresenta non solo simbolicamente l’idea del piccolo villaggio che si apre al mondo e che alla vita del mondo vuole partecipare col suo patrimonio, anche se piccolo e semplice, eppure grande in quanto rappresentativo di una cultura profondamente popolare costruita giorno per giorno nei secoli dal sudore e dal sacrificio di tante persone che proprio “gettandosi” nel mondo ci hanno offerto la possibilità di essere oggi finalmente protagonisti veri della nostra vita e della nostra storia.
NUR – Rivista di Cultura e Identità di Sardegna – c/o Gavino Maieli, Via S’arrulloni 28, 09126 – Cagliari
I GIOVANI DI NUR Un progetto in cui il motto iniziale, sin dalla prima esperienza, era “NUR: dal passato il futuro della sardità”, non poteva non ricorrere alla collaborazione di persone giovani che avessero, e non solo anagraficamente, un futuro davanti. E’ stato però inatteso e sorprendente l’entusiasmo con cui ragazzi e ragazze, in Sardegna e fuori Sardegna, hanno accettato di mettere a disposizione la loro curiosità, la loro freschezza, la loro voglia di non perdere le radici ma di andare a scoprirle nella loro profondità, misurandosi in una esperienza del tutto nuova, sicuramente stimolante ma non priva di incognite come quella che caratterizza la vita di una rivista culturale. Si è lavorato a lungo per favorire questo incontro di forze nuove e spesso diverse tra loro, per creare una miscela positiva e propositiva tra antico e moderno, tra passato e futuro. Ora si può dire che il gruppo ha iniziato a prendere forma e si sta impadronendo dei nuovi strumenti, contribuendo con idee, con proposte, con allegria, a costruire una nuova “palestra” di cultura, come lo fu S’ISCHIGLIA di Angelo Dettori e di Aquilino Cannas per tanti poeti che divennero famosi e diedero alla cultura di Sardegna un senso e un significato. Un senso e un significato che può offrire a questi ragazzi la possibilità di aprire ad un nuovo futuro di speranza e di civiltà. NUOVI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE – IL CONVEGNO DI SILIGO Un progetto proiettato nel futuro e al passo coi tempi, inevitabilmente doveva utilizzare i mezzi che la tecnologia moderna offre. Ecco da ciò l’allestimento di un sito web che intende aprire ripubblicando tutti i numeri di NUR e NURAGHIA della precedente edizione. Questo è sembrato opportuno per andare incontro a tante richieste di persone allora giovanissime che non hanno avuto modo di seguire l’esperienza cartacea di quegli anni, e di tanti altri che vorrebbero rileggere i lavori pubblicati allora. Riteniamo peraltro che quei lavori siano ancora oggi di grande attualità come spunto di riflessione e di dibattito, e possano costituire un valido e ricco punto di ripartenza per la nuova esperienza che sta iniziando. Il sito dovrebbe essere attivo nelle prossime settimane. Anche la pagina allestita su Facebook inizia a dare i suoi risultati. Nel giro di poco tempo son già centinaia le adesioni e le manifestazioni di simpatia che NUR e la Fondazione Nurjana stanno riscuotendo. E’ un segnale anche questo dell’interesse per certe tematiche e dell’attesa di “cose nuove” in una fascia di pubblico anche giovane che esprime un forte bisogno di sardità. Per dare una prima risposta a queste attese e a tante sollecitazioni, sabato 1 ottobre 2011, a Siligo, si terrà il convegno dal titolo: NUR: dal passato il futuro tra visioni e “mal di Sardegna”

Una risposta a “PROGETTO "NUR" 2011: DAL PASSATO IL FUTURO DELLA SARDITA'”

  1. Gent.mo Ccmitato di Redazione di TOTTUS IN PARI,
    sono stata benevolmente colpita dalla profondità ,ampiezza d’argomenti, autorevolezza culturale dei dversi collaboratori, che fanno riferimento alla vostra bella Rivista.
    Proprio in questi giorni sono interessata a pubblicare un mio scritto appena terminato, relativo alla storia delle Ferrovie Complementari dell’Ogliastra, nelle quali ho vissuto molta parte della mia vita, e pertanto ne conservo profonda e diretta conoscenza .
    Come posso accedere alla vostra rivista per farvi pervenire il mio lavoro? Nel ringraziarvi per la Vostra cortese attenzione
    Vi saluto
    ALDA PEPPE
    miei eventuali indirizzi :
    via cagliari 27 08100 Nuoro- / tel. 0784 35415 / e-mail 3203015279

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