LA FESTA IN ONORE DI SANT'IGNAZIO AL CIRCOLO "SU NURAGHE" DI ALESSANDRIA CON LA PARTECIPAZIONE DI MARIA GIOVANNA CHERCHI

 

da sinistra: Valentina Usala e Maria Giovanna Cherchi
da sinistra: Valentina Usala e Maria Giovanna Cherchi

di Valentina Usala

Si è svolta nelle date del 25 e 26 giugno, la XVI EDIZIONE dei  FESTEGGIAMENTI  IN ONORE DI S. IGNAZIO, presso il circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Alessandria. La manifestazione organizzata dallo staff del circolo, insieme con il suo presidente Efisio Ghiani, il segretario Sebastiano Tettei e la sua consorte Carmen, vicepresidente del circolo, hanno dato il via ai festeggiamenti  alle ore 17.00 con la conferenza “Alessandria e la Sardegna nei 150 anni dell’Unità d’Italia”; a seguire una degustazione di prodotti sardi e alle 21.30, una piacevole serata musicale con l’orchestra piemontese di Lillo Baroni. Il giorno seguente alle ore 11,00, nel giardino del Circolo si è tenuta la celebrazione della SS messa in onore di S. Ignazio, celebrata da Don Angelo, con tanto di processione a cavallo e  con accompagnamento musicale. Parte clou della sacra funzione è stato l’assaggio di voce che Maria Giovanna Cherchi ha donato ai presenti, eseguendo il “Deus ti salvet Maria”. Al termine, alle ore 13.00, le tavole imbandite del circolo hanno ospitato numerosi commensali, riuniti per consumare il pranzo cucinato da laboriose e super attive donne sarde: le socie del circolo Su Nuraghe, che con immancabile operosità, hanno condotto i fili dell’intera manifestazione. Certo, non dimentichiamo anche le figure maschili…ma si sa “L’uomo è il capo, ma la donna il collo”… I festeggiamenti, non sono conclusi! Ore 19.30 altro pasto in compagnia: cena con grigliata e del buon vino! Per poi concludere al meglio quest’edizione. Ho già parlato del suo assaggio di voce. Ospite della serata è stata la cantante Maria Giovanna CHERCHI, accompagnata dagli artisti Tore NIEDDU e Paolo PODDIGHE. Una voce meravigliosa direttamente dall’ Isola, che ha omaggiato il nostro udito per più di due ore.  Da “Chelo de Oriente” a “Ponte Mannu”, il concerto  si è svolto fra spettatori canterini. Tanta gioia sui volti di tutti, il clima creatosi ci ha riportati ad una festa paesana in Sardegna. In quella terra che ogni emigrato tiene stretta nel cuore. Tra balli a passu torrau, a notte inoltrata i festeggiamenti si sono conclusi. La Sardegna è nel cuore, si è percepito nell’aria. E l’attività del circolo ne è un’orgogliosa dimostrazione. Si spera che il ponte, tra Sardegna e continente, sia fatto al più presto: “No biu s’ora di’arrivare a domo mia!”

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