IL SARDO E IL FRIULANO A CONFRONTO: CONVEGNO AL CIRCOLO "MONTANARU" DI UDINE PER LA VALORIZZAZIONE DELLE LINGUE MINORITARIE

il professor Natalino Piras in compagnia di Maria Concetta Marceddu, Presidente Regionale dei circoli sardi nel Friuli Venezia Giulia
il professor Natalino Piras in compagnia di Maria Concetta Marceddu, Presidente Regionale dei circoli sardi nel Friuli Venezia Giulia

di Maria Adelasia Divona

Sabato 14 maggio si è tenuto presso il Salone del Consiglio di Palazzo Belgrado, sede della Provincia di Udine, il convegno dal titolo “La valorizzazione delle lingue minoritarie: sardo e friulano a confronto nel quadro delle nuove metodologie di apprendimento” organizzato dal Circolo dei Sardi “Montanaru” di Udine in collaborazione con l’ARLeF (Agenzia regionale per la lingua friulana), con il patrocinio della Provincia di Udine, e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna. Il Circolo “Montanaru” ha riunito autorevoli studiosi delle comunità linguistiche sarde e friulane affinché si confrontassero sullo stato di queste due lingue minoritarie, con un focus particolare sulle metodologie didattiche adottate nell’insegnamento del friulano che possono essere trasferite all’insegnamento della lingua sarda. Il convegno ha rappresentato l’occasione per discutere dell’inquadramento normativo che hanno le lingue minoritarie nei contesti regionali e nazionale, dei processi cerebrali che sovrintendono al bilinguismo, delle modalità di insegnamento delle lingue minoritarie alle giovani generazioni, nonché per condividere l’esperienza che è stata maturata nell’insegnamento del friulano e del sardo nelle scuole primarie e superiori attraverso il CLIL (Content and Language Integrated Learning). Il Convegno ha riscosso enormi apprezzamenti da parte dei partecipanti e degli addetti ai lavori intervenuti, nonché da tutto l’ambiente politico della regione Friuli Venezia Giulia: dal presidente della Regione Renzo Tondo, al presidente della provincia di Udine Pietro Fontanini che ha messo a disposizione il Salone del Consiglio affrescato dal Tiepolo, al sindaco di Udine Furio Homsell, all’Assessore regionale alla cultura Prof. Elio De Anna che ha chiuso i lavori con un discorso che ha saputo sintetizzare e contestualizzare gli interventi che si sono avvicendati nel corso della mattinata. Particolarmente apprezzati dal pubblico sono stati l’intervento di Simone Pisano, che ha illustrato con file audio la differenziazione linguistica che caratterizza alcune varietà di sardo e, all’interno della stessa varietà, la differenziazione esistente tra parlanti maschi e femmine (il caso di Orune); l’intervento della prof.ssa Rizzolatti che ha raccontato e mostrato l’attività di marketing e comunicazione svolta dal CIRF per la promozione della lingua friulana tra gli studenti dell’università di Udine e nelle P.A. locali; infine, i due interventi prettamente metodologici legati all’utilizzo dell’approccio CLIL nell’insegnamento della fisica in friulano nel liceo Magrini di Gemona (proff. Perini e Fogale) e la sperimentazione dell’insegnamento del sardo in alcune scuole primarie e secondarie della Sardegna (Mariantonietta Piga). Avremmo gradito, al fianco dei rappresentanti della Regione che ci ospita, anche la presenza delle autorità della Regione Autonoma della Sardegna che, come detto, ha l’iniziativa: nonostante siano stati invitati e ripetutamente contattati (peraltro senza esito) via mail,  l’Assessore alla Cultura, che ha finanziato l’iniziativa, e i dirigenti che si occupano del servizio lingua sarda non sono pervenute al Circolo dei Sardi Montanaru di Udine né una telefonata né una mail, seppur di circostanza. Con questa lettera si vuole sottolineare il ruolo svolto dai “Sardi di fuori” riuniti nei Circoli per la promozione dell’immagine della Sardegna: noi siamo in prima linea su questo fronte, e se venisse applicata ai nostri bilanci una valutazione basata su criteri di efficacia ed efficienza della spesa i nostri amministratori regionali capirebbero che facciamo veramente tanto in tema di promozione culturale, turistica ed enogastronomica rispetto alle risorse che ci vengono assegnate dalla Regione. Regione Sardegna che, peraltro, ha ritenuto opportuno ridimensionare i finanziamenti ai progetti presentati dai circoli dei sardi in Italia e all’estero a valere sul bando pubblico ex Lr 26/1997 per finanziare con 5.837 euro l’Istitut Ladin Furlan Pre Checo Placerean di Zompicchia di Codroipo, una frazione del Medio Friuli, per una mostra sull’editoria sarda. A noi Sardi residenti in Friuli Venezia Giulia la cosa è apparsa ben strana: il bando regionale prevedeva la presentazione di progetti da parte degli organismi di rappresentanza dei sardi riconosciuti dall’Assessorato regionale al lavoro, e da Istituti di particolare rilevanza. Premesso che il suddetto Istitut si occupa solo di lingua friulana e dei suoi collegamenti con le lingue ladine delle Dolomiti, non è certo un Istituto di particolare rilevanza, dal momento che è più semplicemente un’associazione. Ci sorge poi il dubbio di come tale struttura possa veicolare, pubblicizzare e far intervenire del pubblico e promuovere una certa “editoria in lingua sarda” senza il coinvolgimento dei Sardi e degli stessi Circoli locali ben radicati sul territorio ed ormai avviati a una fattiva collaborazione con Istituzioni, strutture e associazioni del FVG che vengono sempre coinvolti negli eventi che realizziamo e che, a loro volta, ci coinvolgono nelle loro. Ciò detto, ci preme sottolineare che i nostri sforzi organizzativi sono sempre riconosciuti e anche sostenuti dalla Regione che ci ospita, e che noi ringraziamo pubblicamente, mentre gradiremmo una maggiore attenzione per il ruolo sociale che ricopriamo e rappresentiamo per i nostri corregionali emigrati e l’azione di marketing che svolgiamo fuori dai confini della nostra Isola. Come abbiamo più volte sottolineato, anche nel passato, le mancate occasioni di confronto tra le amministrazioni delle due Regioni non sono occasioni mancate di turismo istituzionale, ma mancate occasioni di crescita reciproca. Questa volta intendiamo evidenziarlo pubblicamente, affinché sia uno sprone per gli eventi futuri.

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