I SOGNI NEL CASSETTO DI VANESSA BARRUI, GIOVANISSIMA DI ILBONO: MODELLA, STUDENTESSA, CON PROGETTI PROFESSIONALI PER UN FUTURO MOLTO AMBIZIOSO

Vanessa Barrui, 23 anni, studentessa universitaria a Cagliari
Vanessa Barrui, 23 anni, studentessa universitaria a Cagliari

di Massimiliano Perlato

Lo stereotipo della frase fatta per Vanessa Barrui? Bellissima! Nata in Sardegna 23 anni fa, a Lanusei, il capoluogo dell’Ogliastra. Vive con i genitori e la sorella Roberta, a contatto con la natura nel verde di Ilbono. A 19 anni dopo aver preso la maturità al Liceo Pedagogico, decide di intraprendere la carriera universitaria a Cagliari. Il mio sogno fin da bambina è stato diventare un medico. Purtroppo il numero chiuso e le facoltà elitarie non mi hanno permesso di realizzarlo, visto che il problema non è rappresentato dai test di ammissione ma dall’onestà nello svolgerli.  Solo l’amore per la Sardegna ha impedito ad una intraprendente Vanessa di partire lontano, dove avrebbe potuto studiare quello che ha sempre sognato. Uno Stato serio e ben organizzato, che rispetta i principi costituzionali, seleziona i migliori, garantisce loro borse di studio adeguate e sbocchi professionali ai più alti livelli nelle strutture pubbliche e private, lascia a tutti la possibilità di studiare quello che vogliono, e soprattutto investe sull’istruzione! Non come in Italia dove ogni anno si registrano tagli alla ricerca e alla scuola. E si parla sempre di meritocrazia …

Vanessa è anche questo: un cocktail tra schiettezza e ambiziosità. A volte impulsiva, a volte testarda, crede moltissimo in se stessa e nelle sue possibilità. Attualmente studio riabilitazione psichiatrica una facoltà che mira alla preparazione di persone qualificate nell’ambito della psichiatria, che svolgono interventi riabilitativi ed educativi a sostegno di soggetti con disabilità psichiche. Dopo la laurea vorrei partire con Medici senza frontiere in Africa, un progetto che mi stimola ed ho in mente da tempo.

Vanessa Barrui uno scatto dopo l’altro è diventata una modella molto ricercata La mia vita è quella di una studentessa di 23 anni a cui piace posare e mettersi in gioco. La fotografia è sempre stata una mia grande passione, mi soffermavo a guardare la bellezza e la plasticità delle pose, l’intensità degli sguardi dei soggetti, le luci e le ombre, insomma tutto quello che rende una foto unica.

Si definisco diversa, controcorrente, senza essere associata ai preconcetti che comunemente definiscono la classica ragazza appariscente e di pochi contenuti. La bellezza canonica propinataci dai media è pressoché irraggiungibile, e la società ci impone di essere belle per essere considerate. Siamo quotidianamente sommersi  da immagini di donne filiformi molto spesso malate, innaturali e senza emozioni.  Le iniziative concrete contro l’anoressia e i disturbi alimentari sono ancora una goccia nell’oceano. Molte riviste affiancano campagne contro questi disturbi a classici servizi di moda con le solite modelle denutrite, con corpi asciutti e scarni. Non a caso in Italia, anoressia e bulimia colpiscono oltre 3 milioni di ragazze che si ispirano a questi modelli rinunciando a costruire la propria personalità e vivendo come surrogati di altre persone.  

Come hai cominciato? Ho fatto i miei primi scatti a 18 anni, in occasione di un casting per un’agenzia milanese. In seguito ho avuto  modo di iniziare a conoscere l’ambiente, di prendere confidenza con la fotografia, di abituarmi a stare di fronte all’obiettivo e devo dire che mi è venuto molto naturale approcciarmi a questa nuova vita. Ho sempre amato molto anche l’arte e la musica in particolare..

In riferimento all’attività di fotomodella, quali sono i tuoi ideali e modelli? Non ho un modello particolare cerco sempre di ispirarmi a me stessa. Una donna che sicuramente rimarrà l’icona di stile per eccellenza è  Grace Kelly, un mito senza tempo. Lei non aveva bisogno di mettersi in posa per sembrare bella.

Con Vanessa proviamo a far un gioco, pensando alla sua-nostra amata isola… Una fotografia delicata e solare che ne disegni le positività …  La parte che più mi piace è la Sardegna delle meraviglie della natura, spiagge sconosciute, circondate dalla rusticità unica che solo l’Isola può regalare. C’è poi la Sardegna delle tradizioni che riportano al passato, che permettono ancora di vivere in altri tempi: ad esempio le rievocazioni storiche e spirituali dei carnevali della Barbagia, dove il tempo sembra fermarsi per un giorno e la gente ti accoglie come fossi sua figlia. Si sente che provano un immenso piacere ad offrirti i prodotti locali che producono da generazioni e di cui vanno fieri.

E una fotografia opaca e reticente che ne mostri le negatività … La Sardegna che non mi piace è quella che non fanno vedere. E’ una Sardegna fatta di piaghe sociali, come la dilagante disoccupazione, non solo giovanile e le troppe ingiustizie. Un dato raccapricciante è quello che registra la scuola sarda come la peggiore d’Europa e c’è un divario enorme rispetto alle altre regioni italiane. Inoltre tutte le buone iniziative nei piccoli centri vengono stroncate da invidie e gelosie che interrompono le possibilità di crescita. Si dovrebbe investire di più sulle nuove generazioni. Mi chiedo anche perché in Sardegna abbiamo il 60% delle servitù militari tra cui il poligono più grande d’Europa, in cui si dice che vengano a testare le armi le grandi multinazionali della morte? Questo poligono si trova proprio nella mia zona, a Quirra. Ed è solo una coincidenza che in questa zona le percentuale di persone che contraggono delle patologie particolari, che poi portano inevitabilmente alla loro scomparsa, sia assolutamente più alta? Non mi piace quella parte di Sardegna in cui è stata effettuata da parte dello Stato italiano una industrializzazione scriteriata e soffocante, sfruttando la scarsa conoscenza delle persone e il loro bisogno occupazionale, affogandole in un ricatto che prevedeva di minare la loro salute in cambio di un posto di lavoro.

Parole chiare quelle di Vanessa, che non lasciano all’interlocutore dubbi sulla sua determinazione. Visto il ruolo che rivesto in questa intervista, non potevo esimermi nell’affrontare l’ultimo argomento, quello “dell’altra Sardegna” … L’emigrazione sarda è  un problema attuale che ci riguarda. La domanda che tutti si pongono è sempre la stessa: è possibile che la Sardegna non riesca a sostenere  un milione e mezzo di persone con tutte le risorse che possiede? Sicuramente il problema è da un’altra parte, ma sarebbe troppo lungo fare l’elenco dei marasmi che ci affliggono. L’emigrazione in Sardegna è iniziata nel dopoguerra, e in 50 anni ha interessato circa 700 mila persone. Quello che mi preoccupa maggiormente è che al giorno d’oggi i sardi che emigrano sono quelli con elevata formazione, e solitamente i rientri in patria dei giovani laureati sono nettamente inferiori rispetto alle partenze. Nonostante tutto, molti sardi, come i miei zii che vivono da decenni fuori Sardegna, sono disposti a tornare in Sardegna se solo trovassero le condizioni favorevoli. Sono partiti portandosi dietro la loro giovinezza, l’amarezza di dover lasciare la propria terra e la nostalgia dei propri cari. Sono persone che riescono a mantenere la propria identità, facendosi apprezzare dappertutto per le loro capacità adattamento che esprimono anche in un ambiente estraneo alle loro tradizioni. Credo che gli emigrati siano anche un prodotto di un mercato segnato dai limiti dell’insularità.

Hai un progetto importante che vorresti poter realizzare? Si vorrei portare avanti un programma che mi sta molto a cuore. Sostenere con fondi e manifestazioni un’associazione che da anni si impegna nella ricerca delle cause che scatenano i tumori pediatrici rari, come il medulloblastoma e altri tumori cerebrali. Grazie ad AIRC i ricercatori che lavorano su questo fronte hanno potuto maturare ulteriori conoscenze essenziali per capire come colpire con efficacia il tumore e con minimi effetti collaterali sulla qualità di vita dei bambini. Credo sia una causa importante: i bambini rappresentano il nostro futuro e abbiamo il dovere di impegnarci per tutelare la loro salute.

12 risposte a “I SOGNI NEL CASSETTO DI VANESSA BARRUI, GIOVANISSIMA DI ILBONO: MODELLA, STUDENTESSA, CON PROGETTI PROFESSIONALI PER UN FUTURO MOLTO AMBIZIOSO”

  1. Ciao, mi fa piacere che ci siano ragazze giovani in Europa che non siano solo belle, ma anche intelligenti 🙂

  2. Donna bella uguale donna poco intelligente? E’ falso e Vanessa lo dimostra. Complimenti all’autore dell’intervista che ha risaltato le qualità di una giovane ragazza sarda che merita.

  3. Apprezzo la camaleonticità di questo blog che spazia da notizie sugli emigrati alle tematiche puramente sarde. E alla valorizzazione dei nostri giovani, che così poco spazio hanno per mettersi in mostra nella propria terra. Complimenti per le scelte editoriali e per la valorizzazione delle nostre bellezze.

  4. Condivido lo scritto di Rosa,
    questo blog permette a noi espatriati di conoscere meglio la Sardegna tramite i sardi e i giovani di oggi.
    Il “ritratto” di questa magnifica studentessa, non è solo bello ma pieno di verità, generosità e realtà!!!!
    Auguri Vanessa, che i tuoi desideri si realizzino presto!
    Un abbraccio dalla Francia

  5. Ciao Vanessa, come responsabile dello staff di Tiscali Blog ti comunico che oggi la tua splendida foto e’ nella home page di Tiscali e il blog che la ospita e’ “il blog del giorno di oggi”, compliment ad entrambi per l’attività che svolgete.

  6. Bella intervista, però trovo incongruenze con l’intervista della stessa Vanessa per partecipare a miss Facebook Cagliari, dove dice che studia Giurisprudenza… e qualcosa di diverso si denota della sua personalità…

  7. Il fatto che sia stata scartata da medicina, cara Vanessa, non significa che non c’è meritocrazia in quel concorso, significa semmai che TU non hai meritato di passare le selezioni. Purtoppo nella vita reale non tutto si risolve con uno scatto. Ti chiedo solo di allegare le prove di ciò che dici, dov’è che hai visto brogli? E se sei così sicura di ciò che dici perchè non hai fatto ricorso?

  8. Cara Vanessa se il tuo sguardo fiero va di passo con le risposte dell’intervista e le tue idee sono quelle espresse,allora dico che sei sinceramente Splendida, ti auguro di portarle avanti e di non tradirle mai.
    mi inorgoglisce il fatto che tu sia di Ilbono, per mettà da parte di padre lo sono anch’io, e la cosa mi fa piacere.
    Spero che come Te, di giovani , escano dal loro guscio e possano esprimersi senza dimenticare i propri natali, Io nel mio piccolo, attraverso il Circolo G.Deledda di Saronno e non solo, faccio di tutto per la mia Sardegna.
    Hai delle idee da sviluppare ? prova a farmele giungere.
    Adelmo da Tortoli.

  9. Ciao vanessa complimenti…a testimoniare che non conta solo la bellezza…i miei complimenti…brava…poi è chiaro che una bella ragazza non guasta mai….volevo chiedere aiuto a qualcuno…..
    il 13 febbraio dovrei salire a Monchengladbach vorrei trovare una stanza per dormire solo due notti, conoscete qualcuno che possa aiutarmi, massima serietà….grazie..

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