VIAGGIO NEL MONDO DEL GIORNALISMO TELEVISIVO: "PARLANO SARDO" LE SIGNORE DEL TELEGIORNALE SULLA TV SATELLITARE "SKY"

Stefania Pinna, volto noto del tg su "Sky"
Stefania Pinna, volto noto del tg su "Sky"

a cura di Massimiliano Perlato

 

Stefania Pinna, nata a Macomer (Nuoro), è iscritta all’Albo dei giornalisti professionisti dal 2008 (già pubblicista nel 2005). Muove i primi passi nel giornalismo alla redazione umbra de Il Messaggero, dove consegue il tesserino da pubblicista, per poi lavorare in diversi uffici stampa tra cui quello della provincia di Perugia e di Legambiente. Approda a SkyTg24 tramite uno stage durante la scuola di giornalismo, e dal gennaio 2008 è una delle conduttrici del tg diretto.

Helga Cossu, nata a Pontecorvo (Frosinone), è iscritta all’Albo dei giornalisti professionisti dal 2009 (già pubblicista dal 2003). Inizia la sua carriera da giovanissima scrivendo per giornali locali della provincia di Frosinone. Fa poi le sue prime esperienze televisive presso l’emittente ciociara Teleuniverso dove rimane alcuni anni prima di passare a RomaUno. Nel 2008 viene assunta per condurre SkyTg24.

Innanzitutto raccontateci qualcosa di voi e dei vostri primi passi nel mondo del giornalismo

Stefania: E’ iniziato tutto un giorno di febbraio del 2001. Frequentavo la facoltà di Scienze della Comunicazione di Perugia, una scelta che si era rivelata ben presto sbagliata..non ero soddisfatta, insomma. La passione per il giornalismo me la portavo dietro dai primi anni del liceo e così decisi di presentarmi (non senza un’ampia dose di tachicardia) alla redazione umbra del Messaggero. Da lì è partito tutto.

Helga: Mi piaceva scrivere, raccontare, mi piaceva anche giocare a fare la giornalista. Ma un po’ come un seme che germoglia, la passione la riconosci dopo le esperienze e soprattutto dopo tante delusioni. A 18 anni comincio a scrivere per alcuni giornali locali della provincia di Frosinone. Se hai volontà e un pizzico di talento i giornali te lo permettono, tanto non ti pagano una lira, ma lo si fa un po’ perché da qualche parte bisogna pur cominciare, un po’ perché hai la speranza di ottenere almeno un tesserino da pubblicista. Mi occupo di tutto, dalle buche sulle strade ai piccoli incidenti stradali fino alle bagarre degli amministratori comunali. Ne avrei da raccontare ma non credo di avere troppo spazio.

Come siete arrivate a Sky?

Stefania: Quasi per caso. Dopo la laurea avevo iniziato un dottorato di ricerca in Diritto dell’Informazione che mi aveva un po’ allontanato dalla redazione per questioni di tempo e impegni accademici. Ho mollato tutto per frequentare la scuola di giornalismo. Arriva il momento del primo stage (2006); faccio di tutto per andare a La7, ma lì non prendono stagisti, o comunque non prendono me (per fortuna, dico, col senno di poi!!). Il mio direttore mi propone Sky tg24. Tre mesi nella redazione romana, poi il rientro in Sardegna. Nell’autunno divento corrispondente dall’isola per Sky tg24 (nel frattempo frequentavo il secondo anno della scuola), poi torno a Roma per il secondo stage, ma dopo un mese il direttore mi propone il primo contratto. E così..eccomi qui!

Helga: A 22 anni arrivo in televisione. Mi presento alla redazione dell’emittente ciociara Teleuniverso. La vera scuola è lì. Il direttore si trova davanti a una bambina che vuole imparare, mi dà la possibilità di andare quando voglio in redazione a guardare come si prepara un telegiornale. Ebbene, gratis et amore dei, vado lì ogni sacrosanto giorno per quasi un anno, solo ad osservare! Poi entro a regime, prima una collaborazione, poi l’assunzione con rinnovo annuale e anche la conduzione del tg. Intanto prendo il fatidico tesserino da pubblicista. Arriva il giorno in cui decido di lasciare casa, famiglia e lavoro per venire a vivere a Roma dove nel frattempo frequento l’università. Nella capitale entro a far parte di una società di comunicazione e produco un tg economico quotidiano che mi permette di sostenere tutte le spese. Poi un amico m’ informa che c’è un’emittente carina che forse ha bisogno di un giornalista. Invio il curriculum a RomaUno e mi prendono. Entro prima nella redazione di una trasmissione, poi imparo ad usare la telecamera, lavoro nel tg e finisco nei turni di conduzione. Nel frattempo divento praticante. Franco Ferraro, caporedattore di Sky Tg24, facendo zapping mi aveva vista condurre e dato che una conduttrice aveva lasciato Sky e che un’altra sarebbe andata in maternità, mi invita a mandare un curriculum. Il direttore Emilio Carelli mi chiama per un colloquio, poi mi fa fare un provino e dopo qualche mese..entro con un contratto di sostituzione, terminato il quale..sono ancora lì.

Parlateci della conduzione: è difficile stare in diretta tutte quelle ore?

Stefania: E’ impegnativo. Per tutti. Ultim’ore sempre dietro l’angolo, aggiornamenti, problemi tecnici, collegamenti che saltano, imprevisti. Ma è anche il bello di lavorare in un tg come il nostro. Per chi fa l’alba come me, con arrivo in redazione alle 4-4.30 del mattino, poi, è molto difficile restare sempre concentrati. E’ vero che dopo un po’ ci si abitua, ma certo non è una passeggiata. Molto dipende anche dal tipo di giornata. Ce ne sono alcune in cui le notizie che arrivano costantemente e le emergenze ti danno una bella scossa di adrenalina. Altre in cui la stanchezza si fa sentire di più, ma a quel punto gioca un ruolo importante il collega di conduzione … ci si aiuta l’un l’altro, insomma.

Helga: La sveglia alle 4 del mattino su di me ha tendenzialmente due effetti. Primo: ti metti a letto col timore di non sentire la sveglia. Il chiodo fisso ti martella tanto da tenerti sufficientemente in allerta senza mai raggiungere la fase Rem. Facile quindi spalancare gli occhi, accorgersi che sono le 2 e farti venire il panico.
Secondo: hai tanto sonno, vai a letto e dormi profondamente, peccato che quando la sveglia suona la spegni alla luce dei famosi 5 minuti. Quando ti accorgi che è tardi l’effetto è sempre di panico e sonno tutto il giorno.
Quali sono le caratteristiche di un buon giornalista?

Risponde Stefania: Innanzitutto credo debba avere curiosità verso ciò che accade fuori dal suo piccolo mondo. Una buona dose di istinto, rapidità, onestà. Dovrebbe riuscire – o almeno tentare – a essere obiettivo nel raccontare i fatti, offrendo al lettore o al telespettatore una visione che sia la più ampia possibile di quello che accade.

Lascereste la conduzione per un posto da corrispondente?

Stefania: Attualmente, il mio unico obiettivo è crescere professionalmente. Dunque, qualsiasi nuova esperienza la accoglierei con piacere.

Helga: L’ambiente è giovane e fortemente stimolante. La mole di lavoro è enorme e con ritmi frenetici. Il rischio è di ritrovarsi un po’ frastornati soprattutto all’inizio, almeno a me è successo così. Poi però è inevitabile prendere il ritmo. Professionalmente parlando è l’ambiente ideale per crescere e mettersi alla prova

Che cosa diresti ad un ragazzo che vuole intraprendere la carriera di giornalista?

Stefania: Gli direi di farlo solo ed esclusivamente se la sua passione è reale e non passeggera. E’ un mestiere che, come altri, soprattutto all’inizio, non paga, o almeno paga pochissimo. E’ un mestiere totalizzante, si è giornalisti dentro e fuori dalla redazione. Ma è anche molto gratificante. E poi gli direi, semplicemente: buona fortuna. L’impegno, le capacità, i sacrifici, non sempre bastano, anche perché è un settore molto chiuso. Trovarsi al posto giusto al momento giusto è fondamentale.

Helga: Io posso parlare solo in base alla mia esperienza quindi.. consiglierei di cominciare presto, più si è giovani meglio è. Cercate di farvi le ossa nelle piccole redazioni, gli ambienti locali sono fondamentali per la formazione. Non aspettate lo stage. Osservate e ascoltate più che potete, il mestiere va anche “rubato” a chi lo pratica da tempo. Studiate, leggete, approfondite sempre tutto quello che vi capita per le mani e adattatele alle regole e alle tecniche del linguaggio. Non siate egoisti, il giornalismo è di chi vi legge e di chi vi ascolta. Questa è la base, poi, come sapete, serve la classica buona dose di fortuna.

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