CALENDARIU ISTORICU DE S'ARMA DE SOS CARBINERIS 2011 – IL RISORGIMENTO IN SARDEGNA: PRESTIGIOSA INIZIATIVA A PALAZZO MEDICI DELL'A.C.S.I.T. DI FIRENZE


L'ACSIT è l'associazione degli emigrati sardi di Firenze
L'ACSIT è l'associazione degli emigrati sardi di Firenze


di Elio Turis

Nel prestigioso “Salone degli Specchi” del Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze,nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, si è svolto il Convegno “Il Risorgimento in Sardegna”, all’interno del quale è stato presentato il calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri. Graditi ospiti dell’Associazione Culturale Sardi in Toscana, sono stati: il professor Aldo Accardo, presidente della Fondazione G. Siotto di Cagliari e coordinatore per la Sardegna del comitato perr le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, lo storico Professor Guido Clemente,già assessore alla cultura del Comune di Firenze, l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Firenze Maria Rosa di Giorgi , l’ex vicesindaco del Comune di Firenze Gianni Conti, e per l’Arma dei Carabinieri il Vice comandate provinciale Pierfranco Fraccalvieri. Il tema principale, toccato da tutti gli oratori, è stato il tema dell’educazione. Partendo dall’attualità, l’assessore Rosa Maria di Giorgi, ha evidenziato come, oggi sia importante  la funzione della scuola e principalmente della famiglia nel ruolo educativo. Alla luce dei fatti recenti, tra politica e gossip, evidente si staglia il vuoto educativo in diverse generazioni dagli anni della conflittualità ad oggi. L’educazione relegata a momenti di studio e di confronto accademico e non già come base della vita civile. Oggi tutto ridotto è a gossip: televisione ed apparire. Dove per realizzarsi non occorre sacrifici o strade lunghe da percorrere, fatte di studio, apprendimento e buona dose di umiltà. Tutti i mezzi sono leciti. Così arriviamo ai  padri invitano le figlie a  raggiungere il successo, potere e soldi,a qualsiasi condizione, anche ricorrendo alla mercificazione del proprio corpo. Per cui occorre che la scuola diventi momenti qualificante educativo e le amministrazioni devono trovare i mezzi per dedicare spazi all’educazione. Da qui l’appello dell’assessore a trovare spazi per un museo del Risorgimento, dove i giovani possono conoscere,apprende e riflettere su quei momenti di sacrificio e di martirio per consegnarci un paese libero ed unito. Gianni Conti, introducendo il convegno ha sottolineato  le differenze che ci sono tra la celebrazione dei 150 anni e quella dei 100 anni. Nel 1961 le preoccupazione erano rivolte verso la minaccia del nucleare, la cortina di ferro, i missili a Cuba, il perdurare della guerra fredda (antitesi tra Russia e Stati Uniti). Ma c’era la speranza. La speranza allignava nel cuore dei giovani, non c’era il timore per il futuro. I sacrifici erano modelli di vita. Il sacrificio individuale era ricerca di libertà non ricerca ed arma di distruzione (come i “kamikaze” che in nome non si sa di cosa sacrificano le lor vite distruggendone altre di inconsapevoli vittime). Oggi il sacrificio è diventato barzelletta, i manovratori, nei più alti vertici, consigliano le scorciatoie alle nuove generazioni, ignorando la morale e l’etica, insegnano che la mercificazione ha più valore della dignità: Per cui  per ottenere il potere, devi avere le possibilità economiche e finanziare, e per ottenerle qualsiasi metodo è valido, anche mercificare il tuo corpo e magari quello di altri.. Mancano punti  solidi riferimento. Anche la chiesa ha i suoi turbamenti e tentennamenti. Spesso richiama alla contestualizzazione dell’accaduto, dimenticando spesso la sua vera missione e mettendo in crisi molte certezze dei credenti. Il professor Accorda, introducendo il calendario dell’Arma dei Carabinieri in Sardo, ha voluto sottolineare come la distinzione della lingua non deve essere interpretato come separazione, ma come complemento all’unitarietà e solidarietà attraverso una istituzione che è emblema di unità. Lo stesso sottolinea la differenza tra il 1061 ed oggi . Il 1961 momento di crescita e sviluppo del Paese, gli anni del sorpasso, di nuovi stili di vita e di completamento del passaggio tra società contadina a quella industriale. Oggi il quadro è diverso. Manca  l’entusiasmo, la speranza. Si vive nell’incertezza. Anche quando si parla di ricordare fatti importanti come l’Unità del nostro paese. Toni isterici ed atteggiamenti volgari mettono in evidenza la trasandatezza e l’incultura di istituzioni che dovrebbero essere punto di riferimento e di certezza per le nuove generazioni. Anzi con gli atteggiamenti mettono in dubbio anni di storia fatti di “lacrime e sangue”, arrivando alle soglie della irriverenza e della derisione. Il tema dell’educazione e della pedagogia civile ritorna quindi in primo piano, evidenziando i 1000 tentennamenti dell’attuale classe governativa che anziché celebrare questo evento per ricordare l’impegno civile ed il sacrificio, coglie l’occasione per aprire capitoli finanziari, per opere pubbliche. La domanda sorge spontanea. Perché? Si lesinano i finanziamenti per queste celebrazioni,(per cui si adotta il “non detto, non visto,non sentito” – in italiano non vedo, non parlo non sento- , ma sicuramente non si può dispiacere a chi fino ad adesso invoca la secessione e  fa parte della compagine governativa), ma se ne danno a volontà , per questa occasione, per realizzare opere pubbliche. La domanda sorge spontanea. Ma cosa c’entra?? Manzoni direbbe “ ai posteri l’ardua sentenza”! Da questo preludio siamo passati al contributo alto dei Sardi al Risorgimento. Isola sempre fedele ai Savoia ma dagli stessi (e non solo da loro)sempre ignorata. La Sardegna ha pagato un prezzo alto  prima come regno di Sardegna poi come Regno d’Italia, sia in termini di uomini che in termini economici. Alcuni, fra cui lo scrivente, aggiungerebbe anche in termini di dignità. Fanalino di coda, nel  1887 vide, con i dazi francesi, un favore all’industria del nord del regno d’Italia a sfavore dell’allevamento presente nell’isola, che registro un crollo del 95% delle sue esportazioni. Inizio la fase dolente dell’emigrazione verso il continente e non solo, con un conseguente ulteriore isolamento e depauperamento della stessa. Ad alleggerire e a distendere il clima di una situazione non certo idilliaca prospettata, ci ha pensato il Vice comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Pierfranco Fraccalvieri che ci ha illustrato i contenuti del Calendario dell’Arma, tradotto in Sardo dalla Presidenza della Fondazione G. Siotto. Calendario che nel 2014 festeggerà i 200 anni dell’arma, e che prodotto in 1.350.000  di cui 8000 in lingua non italiana (fra cui ci siamo anche noi), è sempre molto ambito ed apprezzato. Arma che come istituzione mantiene quei valori imprescindibile che dovrebbero essere alla base di ogni umana civiltà: il rispetto, la legalità, l’educazione, l’eticità, la morale. Valori di cui abbiamo, alla luce dei recenti fatti di cronaca abbiamo perso le tracce. Il calendario elenca non solo i valori, ma anche le attività svolte dalla nascita sino ad oggi dall’arma, sempre al servizio del cittadino e dello stato, nella ricerca del consenso della gente e delle istituzioni. Ha chiuso il convegno  lo storico Guido Clemente, ribadendo l’importanza della educazione e dell’istruzione. Ricordando che un certo Cattaneo già parlava di autonomia e federalismo, sempre nell’ambito di una unitarietà di volontà e di intenti, e non certo di una chiusura per  una autosufficiente autoctona.

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