LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI GAVINO CANU "GIORNI TUTTI UGUALI" CON IL "SARDISCHES KULTURZENTRUM" DI BERLINO

la mostra è dal 18 al 30 novembre 2010
la mostra è dal 18 al 30 novembre 2010

di Alexandra Porcu

Gavino Canu è nato ad Olbia il 4 giugno 1978. La sua ricerca fotografica emerge con i primi scatti nel 2002, la sua infanzia e l’adolescenza matrici in cui si radica l’origine della sua ricerca. I luoghi e i silenzi della sua isola alimentano il suo senso d’avventura ed influenzano fortemente le sue percezioni. Spinto da una forte passione per le arti visive, lascia la Sardegna e si laurea presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione  di Bologna, rivelando la volontà di comprendere fino in fondo, attraverso il contatto con altre realtà, il suo percorso formativo. L’esperienza universitaria gli permette in parte di de-contestualizzare il suo passato riarso della sua terra d’origine e, in parte, di iniziare un lungo processo di rivisitazione sia culturale che comunicativa, stimolata dal confronto con coetanei talentuosi.  Dopo anni di riflessioni sulla fotografia, alla ricerca di uno stile fotografico proprio, realizza nel 2008, ad Olbia, la prima mostra fotografica a titolo “Giorni tutti uguali”. La mostra è stata riproposta nel marzo 2009, curata dal Sig. Luigi Pedrazzi,  nella prestigiosa cornice del ex oratorio della Basilica della Passione in Sant’Ambrogio, Milano. Nell’aprile 2010, 12 fotografie del progetto “Giorni tutti uguali” sono state esposte presso la galleria La Pillolla 400 in Bologna, a cura di Ludovico Pensato. Nel 2008 realizza per  l’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda il reportage fotografico “Al lavoro per la natura” presentato durante l’ultimo festival del cinema “Una notte in Italia 2009” che si svolge nell’isola di Tavolara.

 

Giorni tutti uguali

Un giovane ragazzo,il risveglio in un mondo a lui ignoto e in totale abbandono, una casa disadorna,  un giardino arido e incolto, una piscina invasa dai rottami. Questa la cornice dove il protagonista accoglie i suoi ospiti. Giovani eleganti e sofisticati, gettati in un paesaggio degradato e dimenticato. Un insolito specchio, che offre loro inediti punti di vista con cui guardarsi. Il giovane sogna il suo quotidiano, i luoghi preferiti, le

persone a lui più vicine. La realtà si confonde con la visione onirica, ricca di sfumature fugge alle logiche della veglia,  rivelando nuove intuizioni tra l’Uomo e il mondo, tra azione e pensiero.

Il sogno svanisce, resiste la realtà di una casa vuota, di un giardino da curare, di legami da riallacciare. Ripercorre i luoghi sognati per vivere le stesse emozioni. Si chiede se deve riaddormentarsi ma in realtà percepisce di non essersi mai svegliato.

Attraverso il progetto  “Giorni tutti uguali” si vuole raccontare questo stato di confusione utilizzando il linguaggio del sogno, i suoi fantastici intrecci, l’immagine onirica mai completamente nitida, sempre sfuggente e aperta a diverse interpretazioni.

Il sogno raccontato diventa allora il nostro vissuto, ambivalente, ricco di  contraddizioni e censure, impossibile da raccontare ed immaginare se non ad occhi chiusi,  con uno sguardo che dal profondo ci mostra un mondo da riscoprire, riconquistare…da cambiare.

Il momento di crisi, di sospensione e smarrimento che spesso accompagna il cambiamento, può essere un’occasione di ricerca, di apertura all’altro,  confronto tra diversi modi di essere al mondo. Ma cosa succede se il cambiamento è subìto e non agito? Come lo vivono le nuove generazioni? Com’ è cambiato il rapporto con la cultura e quale nuova identità viene a crearsi?  È possibile stabilizzarsi nel cambiamento? È possibile sentirsi stranieri a casa propria?

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