MUSICA E ARTE SARDA A SAN FERMO: RASSEGNA ORGANIZZATA DAL CIRCOLO "SEBASTIANO SATTA" DI VERONA

Maurizio Solinas, Presidente del "Sebastiano Satta" di Verona
Maurizio Solinas, Presidente del "Sebastiano Satta" di Verona

ricerca redazionale

È ormai un fatto che diamo quasi per scontato, una inevitabile conclusione, che le iniziative, gli incontri, le manifestazioni organizzate dal Circolo “Sebastiano Satta” di Verona siano costantemente accompagnate da un grande successo, da giudizi e commenti sempre favorevoli. Un successo, ci confessa il presidente Maurizio Solinas, non episodico, appunto, non casuale, ma che ha alle spalle anni di lavoro, e, più in particolare, di un certo tipo di lavoro, di impegno, dedicato, meglio ancora segnato, dal desiderio di aprire le “mura” del Circolo verso il territorio circostante, verso tutti gli abitanti della città e del suo circondario, coinvolgendoli, chiedendone l’apporto in ogni possibile occasione, condividendo con essi fatiche, impegno e, appunto, successi.  La scelta di caratterizzare in tal modo la vita del Circolo, al punto dal farne una caratteristica peculiare e irrinunciabile, ha aggiunto Solinas, è stata fatta quando, e molti anni sono ormai passati, si è scelto di fare del “Sebastiano Satta” il Circolo dei sardi a Verona, e, al tempo stesso, dei loro amici veronesi, degli amici dei loro amici, e così via, per cui attorno al nucleo dei soci originario si è andata costituendo una rete di simpatia, di partecipazione, di coinvolgimento allargato, sulla quale in ogni occasione è possibile contare e che, come si diceva, sta all’origine di ogni successo. Ciò comporta, naturalmente, un maggior impegno di coordinamento, di raccordo, di indirizzo, ma è comunque una straordinaria garanzia per la costante crescita dell’attività del Circolo, per il successo delle sue iniziative. Ciò lo si è potuto verificare anche recentemente, quando una manifestazione, l’arrivo a Verona dei cinque cantori del “Cuntzertu sas Cunfrarias” di Ghilarza, per partecipare alla celebrazione della “Missa Manna” nella Chiesa inferiore di San Fermo Maggiore, ha suscitato un tale interesse e tante richieste di intervento, per cui, ad esempio, il coro si è dovuto anche trasferire in un piccolo centro nelle vicinanze della città, “Colognola ai colli” per partecipare alla Messa vespertina, che hanno accompagnato col loro canto e le loro straordinarie musiche sacre, emozionando i cittadini di quel centro, c’era anche il sindaco Alberto Martelletto, che hanno affollato la splendida Chiesa Parrocchiale. Ma la manifestazione originaria era la “Missa Manna” a San Fermo, che è stata concelebrata dal parroco della Chiesa, don Tiziano Brusco, e dal parroco di Ghilarza mons. Salvatore Marongiu, dove i cantori hanno dato il meglio di loro, ancora una volta emozionando e commuovendo le tantissime persone presenti nella Chiesa, con i canti sacri del loro repertorio.  Il “Cuntzertu” di Ghilarza (oghe e mesu oghe Tanino Mele e Luca Schirra, contra Mario Demelas e bassu Salvatore Oppo e Giovanni Antonio Manca), rappresenta una tipologia canora, ci è stato spiegato, tutta particolare nel quadro della “musica sarda”, il “bassu” ad esempio canta con i compagni, non si limita a fornire un “suono” di fondo.
Ma, soprattutto, il coro di Ghilarza, ci è stato ancora detto, ha una storia tutta particolare che viene da un lontano passato, legata alla presenza in quel centro, fin dal 1666, delle Confraternite, che hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale durante i riti della Settimana santa, oltre che nelle Novene rurali e urbane, e altro ancora.  Con la loro rifondazione, avvenuta nel 1966, si stabilizza l’attuale formazione del “Cuntzertu”, così chiamato proprio perché riunisce cantori delle diverse Confraternite, il cui repertorio comprende perciò canti legati alle manifestazioni religiose, ma anche altri del versante laico e profano. Ebbene niente di più suggestivo che ascoltare “Su Cuntzertu” in un luogo così carico di suggestioni come San Fermo, come non comprendere perciò l’emozione, il fascino subito dai tanti sardi e veronesi che hanno seguito la celebrazione della “Missa manna” appunto a San Fermo.  Fascino reso ancor maggiore dalla presenza nella stessa Chiesa di una mostra di dipinti dell’artista gallurese Maria Orecchioni Asara. Una mostra di grande fascino e suggestione, che ci racconta di “un mondo popolato da donne dai volti straniti, occhi fissi che guardano oltre, bocche mute che vorresti interrogare”. Un mondo di difficile accesso, se non si dispone di una guida sapiente che ha “interrogato” Maria e ha avuto risposte. È per questo che ci affidiamo alle parole della curatrice della mostra, Carla Collesei Billi, che ci parla di una Maria Asara che si muove sul crinale della coscienza che separa il mondo conosciuto da un suo altro mondo ancora inesplorato, verso il quale Maria, con le sue tele, apre comunque un varco all’intuizione e alla comprensione. Dicevamo prima di un’attività del Circolo “Sebastiano Satta”, fatta di grandi e non episodici successi, fatta di manifestazioni come questa di cui vi abbiamo sommariamente parlato, ma anche di iniziative continue e costanti nel tempo.
Innanzitutto, per concludere, quelle relative ai gemellaggi con i vari Comuni dell’isola, Sant’Antioco, Sinnai, Arborea, fra gli altri, ma anche incontri, scambi culturali, viaggi, rievocazioni di fatti storici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *