PRIVATIZZAZIONE FARSA! LA RABBIO DI VINCENZO ONORATO, PROPRIETARIO DI "MOBY" CONTRO LA GARA PER "TIRRENIA"

Vincenzo Onorato
Vincenzo Onorato

di Lanfranco Olivieri

Vincenzo Onorato, proprietario della Moby, non digerisce la «falsa privatizzazione» del gruppo Tirrenia. «Qui si cambia tutto per non cambiare niente». Su Tirrenia Vincenzo Onorato, proprietario di Moby, ha le idee chiare. La privatizzazione è «un pasticcio». Al bando si è presentata solo un’azienda pronta all’acquisto. Si tratta di Mediterranea Holding, il cui socio più forte è la Regione Sicilia. «Il risultato è che si può parlare di tutto tranne che di vera privatizzazione. E a pagarne le conseguenze saranno i sardi». Insomma, Tirrenia, secondo l’armatore napoletano, rimarrà un carrozzone pubblico, con il suo baricentro in Sicilia e con collegamenti ridotti per la Sardegna. «Con la privatizzazione si era presa la strada corretta, poi le carte in tavola sono cambiate». Tutta colpa della Regione siciliana. Inizialmente, infatti, la privatizzazione avrebbe dovuto riguardare solo Tirrenia, mentre le controllate locali (in Sardegna c’è Saremar, in Sicilia Siremar, in Toscana Toremar e in Campania Caremar) sarebbero state trasferite alle rispettive Regioni. «Il problema», spiega Onorato, «è che solo la Sicilia si è rifiutata di acquisire Siremar, per poi fare retromarcia quando dentro il bando di privatizzazione di Tirrenia è finita anche la controllata siciliana». Una mossa studiata nei minimi dettagli, incalza Onorato, per estromettere dalla gara tutti gli armatori privati. «Ci siamo tirati fuori dalla competizione perché Siremar e Tirrenia sono due modelli di business molto lontani. Tirrenia è un business nazionale, Siremar è un’attività locale, che non può interessare chi, come me, lavora da quattro generazioni in Sardegna. Non mi ci vedo proprio a Palermo a gestire un dialogo pressoché quotidiano con l’ente siciliano», aggiunge l’armatore. «Non è il mio mestiere, io lavoro sul mercato». Onorato non ha dubbi: «Privatizzare Tirrenia con Siremar è stato il miglior sistema per far sparire tutti gli armatori privati». Secondo il proprietario di Moby, la gara è stata un fallimento: «Tirrenia rimarrà pubblica e sarà foraggiata dai contributi dello Stato». Ma il guaio maggiore sarà per la Sardegna. «Subirà un danno sul fronte del servizio. Ora bisognerà trattare con Palermo per far partire i traghetti da Cagliari verso il continente. E ho il sospetto», ironizza il numero uno di Moby, «che la priorità sarà data ai collegamenti dalla Sicilia». Secondo Onorato, dietro questo disegno c’è una persona. «Tra non molto riemergerà la figura di Franco Pecorini, l’amministratore delegato di Tirrenia dal 1984», polemizza l’imprenditore. «Pecorini guiderà il gruppo, che pubblico era e pubblico resterà». Tirrenia avrà a che fare con finanziamenti pubblici per i prossimi otto anni: un aspetto molto criticato della privatizzazione, che potrebbe avere un’eco anche a Bruxelles. «Non so quale sarà l’orientamento della Ue. Da parte mia, sto già studiando una serie di ricorsi contro questo disastro».

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