L'AMBULATORIO INFERMIERISTICO SARDO: UN SERVIZIO ALLA COMUNITA' BIELLESE, OLTRE I CONFINI DEL CIRCOLO "SU NURAGHE"

l'inaugurazione a Biella
l'inaugurazione a Biella

di Gianni Cilocco

La sera di Venerdì 18 Giugno 2010 hanno avuto inizio le manifestazioni della XVI Edizione di “Sa Die de sa Sardigna” di Biella, forse la ricorrenza più avvertita ed importante per la locale comunità dei Sardi. Il programma della Festa, ha previsto la predisposizione di diversi appuntamenti significativi per l’occasione, tra i quali si rammentano un concerto di musiche per canto accompagnato da arpa ed organo e di canzoni a firma di Fabrizio de Andrè il sabato e la celebrazione di sa Missa Majore la domenica, entrambi presso il tempio urbano della Basilica di San Sebastiano, nonché l’omaggio ai Caduti della Grande Guerra presso l’area monumentale di Nuraghe Chervu e la consumazione del tradizionale pranzo sociale presso i locali dell’ANFFAS di Gaglianico. Tuttavia la Festa Sarda di quest’anno, principio solenne delle celebrazioni che condurranno al 2011 ed ai festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia, è stata articolata dagli organizzatori soprattutto lungo le costanti della memoria storica, della promozione culturale e della sensibilizzazione ai valori della condivisione e della solidarietà. Per tali motivi ulteriore momento altamente rilevante delle relative manifestazioni ha rivestito proprio la serata d’esordio presso la sede del Circolo Culturale “Su Nuraghe”, alla presenza di personalità di spicco e di Autorità del territorio. In particolare ha avuto apertura al pubblico la mostra storica “Garibaldi dopo Garibaldi, Garibaldi e la Sardegna”, rassegna documentaria fregiata del Logo ufficiale concesso da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri predisposto per le celebrazioni del prossimo Anniversario dell’Unità Nazionale. La proposta culturale, realizzata grazie alla disponibilità dell’Assessorato al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna ed alla prestigiosa consulenza scientifica del prof. Tito Orrù, Presidente del Comitato di Cagliari dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, e della prof.ssa Annita Garibaldi Jallet, pronipote del condottiero nativo di Nizza, e arricchita dalla presenza di sezioni dedicate sia al passaggio in città dell’«Eroe dei due mondi» nel 1859, sia alla storia dello Stato Italiano a far data dalla creazione del Regnum Sardiniae et Corsicae nel 1297, sarà visitabile fino a Mercoledì 30 Giugno 2010. Elemento sentito e caratterizzante, tuttavia, ha costituito l’inaugurazione dell’Ambulatorio Infermieristico Sardo intitolato alla dott.ssa Emilia Cavallini, struttura costruita grazie al generoso contributo del dott. Luciano Bertinaria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, nonché all’opera ed all’impegno dei Soci dell’Associazione. Attraverso tale struttura e, soprattutto, la disponibilità qualificata e gratuita di tredici infermiere di “Su Nuraghe”, sotto la direzione sanitaria della dott.ssa Franca Sandigliano, sarà possibile garantire, a partire dal prossimo autunno, un servizio alla cittadinanza ben oltre i “confini” della locale Comunità dei Sardi. Un’opera concreta attraverso la quale queste donne, volontariamente, attraverso una determinazione ed una dedizione esemplari, vogliono esprimere, oltre alla consapevolezza dell’appartenenza culturale, l’amore e la gratitudine verso Biella, una città che le ha viste arrivare giovani e, spesso, sole dalla loro terra di nascita, e che, dopo anni di vita e lavoro, oramai, considerano la propria “casa” di adozione. Un’iniziativa sensibile che non è certamente rimasta estranea all’ascolto ed agli interventi a commento di graditi importanti ospiti della serata, tra i quali si sono segnalati, per il Comune di Biella, oltre a diversi Consiglieri, il Sindaco Dino Gentile e l’Assessore alla Cultura Andrea Del Mastro delle Vedove, per la Provincia di Biella l’Assessore alla Cultura Mariella Biollino e, last but not least, il Vescovo della locale Diocesi mons. Gabriele Mana. L’occasione della festa nel suo complesso ha dato modo di ascoltare e meditare, così, alcune riflessioni circa i valori della solidarietà e della gratuità con un occhio rivolto alle celebrazioni dell’Italia Unita, aspetti in grado di permeare la nostra società ed i quali costituiscono una forma concreta di carità ed un modo per evidenziare come, riprendendo una celeberrima e pedagogica frase di John Donne: «…Nessun uomo è un’isola…». Essi ci ricordano, pur nell’importanza della storia e della memoria di un popolo come quello italiano, protagonista, tra l’altro, in passato e tutt’oggi, sebbene in modalità differenti, di vere e proprie migrazioni di massa, come ognuno appartenga non solo ad una certa realtà culturale ma all’intera “famiglia umana”. In tale quadro il volontariato ed il dono, che di per sé richiamano la relazione, possono essere un’opportunità, un modo per far fruttare le qualità personali e per spendere il tempo a propria disposizione a favore di chi ha bisogno, un contesto nel quale le diversità e le differenze possono essere, a loro volta, se unite e canalizzate nel modo più opportuno e in vista di determinati obiettivi, una forza, un motore capace di arricchire e moltiplicare la condivisione di tutti i “talenti” personali, spingendo le stesse varie culture coinvolte a mutui e reciproci arricchimenti ben al di là del proprio “orticello”, come anche sembrano riferire le parole degli Atti degli Apostoli, laddove, al Cap. XX, 35, si afferma che «Si è più beati nel dare che nel ricevere». Su tale prospettiva viene a delinearsi nella gratuità un contributo determinante verso la pienezza della vita e la felicità individuale e collettiva, in quanto coloro: «…che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito…sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell’aria la sua fragranza…» (Cfr., K.Gibran, Il profeta, I Miti Poesia A.Mondadori, Milano, 1998, pp. 16-17).

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