PARCHI NATURALI, UNA GRANDE RISORSA DA PROTEGGERE. SIA PER LA SARDEGNA, CHE PER L'ITALIA

immagine dall'alto dello stagno del Molentargius
immagine dall'alto dello stagno del Molentargius

di Stefano Deliperi

Mentre in Sardegna s’è fatto e si fa di tutto per affossare la politica delle aree protette (resistono con alterne fortune i parchi nazionali dell’Arcipelago della Maddalena e dell’Asinara, le aree marine protette e i parchi naturali regionali di Molentargius-Saline e di Porto Conte), nel resto d’Italia producono tutela ambientale e crescita economico-sociale.  Qualche dato.

Parchi, quelli italiani generano annualmente un fatturato di 2 miliardi di euro. I parchi nazionali e le aree naturali d’Italia generano un giro d’affari di 2 miliardi di euro all’anno e un fatturato pari a 9 miliardi di euro, con un’occupazione di 86mila posti di lavoro (4mila diretti, 17mila per servizi, 65mila per turismo, agricoltura, artigianato, commercio), con 2.450 centri visita, strutture culturali e circa 34 milioni in media di visitatori ogni anno. Questo lo stato dell’arte sulle aree protette del nostro Paese, considerato lo scrigno della natura e leader in Europa per patrimonio di biodiversità, a 101 anni di distanza dall’istituzione del primo parco in Svezia, si celebra la Giornata europea dei parchi. In otto anni c’è stato un aumento di 95 aree protette, passando da 772 a 867, con una superficie tutelata che supera il 10% del territorio nazionale. Da ultimo, il patrimonio nazionale naturale si è arricchito di altre 4 aree marine che hanno concluso gli iter autorizzativi: le Secche della Melora in Toscana, una sul litorale abruzzese, poi Costa degli Infreschi e della Masseta, e Santa Maria di Castellabate, entrambe nel Cilento. E subito altre 10 sono candidate, tra cui costa del Piceno, isola di Gallinara, arcipelago Toscano, costa del monte Conero, penisola Salentina, Pantani di Vendicari e costa di Maratea. Mentre per 5 parchi nazionali è prevista l’istituzione: Costa Teatina, isola di Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie, Iblei. Il settore del turismo naturalistico, nonostante la crisi, ha continuato a crescere: nel 2008 le presenze negli esercizi delle aree protette sono aumentate dell’1,79%, mentre il fatturato del comparto (oltre 9 miliardi di euro) è pari a circa il 9% del fatturato nazionale complessivo del settore turistico con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 3%. In Italia “le aree protette sono strettamente integrate all’insediamento e all’attività umana”: nelle aree dei parchi nazionali si possono contare circa 1.700 centri storici, per una popolazione stimata in 901.495 abitanti, mentre il numero dei residenti in tutti i parchi italiani è di quasi 4,5 milioni e il 33% dei comuni italiani ha nel proprio territorio un parco, percentuale che sale al 68% con i piccoli comuni sotto i 5mila abitanti. I boschi tutelati dai parchi italiani valgono, soltanto per la riduzione di gas serra, quasi 600 milioni di dollari. Mentre il valore di un metro quadro di prateria di posidonia (oceanica) è di 2.244 euro all’anno in base alla produzione di ossigeno, assorbimento di carbonio e protezione delle coste dall’erosione.

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