DA SARDEGNA ECONOMICA: IL TURISMO INSULARE EUROPEO: E' NECESSARIO CRESCERE

piccoli scogli a Marina di Arbus, vicini alla spiaggia di Pistis
piccoli scogli a Marina di Arbus, vicini alla spiaggia di Pistis

di Giovanni Ruggieri

Lo sviluppo del settore dei trasporti negli ultimi anni ha ridotto le distanze geografico – territoriali tra i mercati che generano domanda turistica e le destinazioni, accrescendo così i livelli di competizione tra le destinazioni. Le realtà insulari mediterranee appartenenti all’Unione Europea sono più di 100 ed appartengono complessivamente, secondo distribuzioni differenti a 6 Stati: Cipro, Grecia, Italia, Malta, Francia e Spagna. Al di là delle differenze che possono emergere tra un contesto insulare e l’altro e che sono afferibili a superficie, popolazione, natura geologica ed istituzionale, ogni isola e/o arcipelago rappresenta per lo Stato di appartenenza un’importante risorsa economica sotto il profilo turistico. Tuttavia, le isole non possono essere collocate tutte nello stesso stadio di sviluppo turistico, per cui all’interno del bacino del Mediterraneo, allargato in questo caso fino alla sponda atlantica delle isole spagnole e portoghesi, coesistono destinazioni più o meno mature a seconda delle performance con cui il turismo si manifesta. Per tale motivo una riflessione sul reale sviluppo del turismo in Sardegna, non può prescindere dal confronto con gli altri contesti insulari mediterranei, con cui condivide un’economia caratterizzata da una scarsa diversificazione (pesca – agricoltura – turismo) ed una condizione di insularità per certi aspetti vincolante allo sviluppo. La Sardegna con la sua superficie superiore ai 24mila kmq è la seconda isola del Mediterraneo, dopo la Sicilia, in termini di estensione. Una posizione che non viene confermata dai flussi che l’isola attrae. Infatti, considerando le isole mediterranee raggruppate in 21 contesti, tra le isole che più delle altre si affermano quali destinazioni turistiche la Sardegna occupa la quinta posizione in termini di arrivi e la settima in termini di presenze. Da questo primo confronto emerge che le dimensioni territoriali non sono strettamente correlate alla capacità di attrarre visitatori. Tra l’altro, nei contesti maggiori si rileva una concentrazione del fenomeno, sia dal punto di vista dell’offerta che della domanda, di tipo puntuale che non coinvolge il sistema territoriale nel suo complesso. Considerata come una realtà avulsa dal contesto delle isole europee, la Sardegna sta incrementando il numero di arrivi e di presenze con una crescita annua del 5% medio. Con una durata media dei soggiorni pari a 5,2 giorni, l’isola è meta di soggiorni di media durata e non ancora di “soggiorni da vacanza” vera e propria. I contesti insulari mediterranei che trattengono, invece, i turisti per un numero di giorni superiore alla settimana sono quattro: Baleari, Malta, Isole Greche e Canarie. Anche Creta e le isole dello Ionio registrano permanenze medie prossime ai 7 giorni. Un confronto immediato è quello tra la Sardegna e la Sicilia che verte a favore della prima, poiché la più grande isola del Mediterraneo non registra soggiorni superiori al weekend. Il turismo sardo nell’offerta letti è critico: in termine di dotazioni, la Sardegna è la terza del Mediterraneo. L’indice “letti” è molto basso se si effettua un confronto con le altre isole europee, in cui il primato assoluto spetta alle Baleari e a Malta, contesti insulari che sono anche mete di lunghi soggiorni. La Sardegna, pertanto, conferma la tendenza diffusa tra le isole del Mediterraneo che presentano un’alta sottoutilizzazione delle strutture, poiché non superano un tasso del 30%. Se il basso tasso di occupazioni dei letti implica da un lato la non utilizzazione degli stessi per buona parte dell’anno, dall’altro evidenzia uno scarso impatto economico, sull’isola. Dal punto di vista turistico, ne deriva una doppia necessità: soddisfare la domanda di attrattori ed attrattive generata dai turisti e tutelare le stesse risorse sulle quali il turismo si basa, limitandone gli impatti negativi. La Sardegna si colloca al 18° posto rispetto ai 21 contesti insulari europei mediterranei, facendo rilevare un valore turistico dell’indicatore pari al 7,4%, ovvero circa 7 turisti per abitante.

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