DALLE PAGINE DELL'UNIONE SARDA, L'INTERVISTA A TONINO MULAS, PRESIDENTE F.A.S.I. IN CAMPAGNA ELETTORALE IN LOMBARDIA

Tonino Mulas in un recente convegno a Gadoni in compagnia del sindaco locale Antonello Secci
Tonino Mulas in un recente convegno a Gadoni in compagnia del sindaco locale Antonello Secci

di Anna Piccioni *

Non c’è tre senza quattro: Tonino Mulas ci riprova, sperando di essere più fortunato, e si ricandida al Consiglio regionale della Lombardia. Militanza a sinistra inossidabile con amicizie trasversali, ha seguito le sorti del Pci nelle varie evoluzioni fino all’Ulivo, nel cui listino si è candidato nel 2005. Non sono bastati i 5096 voti, ma si sa: in Lombardia non passa lo straniero, inteso come partito che non sia di centrodestra, almeno finché c’è Formigoni. Strada sbarrata anche alle precedenti regionali del 2000, e ancora prima nel 1993, col Pds, in corsa per il consiglio comunale di Milano: 485 le preferenze. Stavolta cambia bandiera e si presenta con l’Italia dei valori, «tanto i voti andranno comunque al Pd». Si autodefinisce “sardo vero di nascita e di radici”, nato 62 anni fa a Dorgali, residenza fissa a Milano da oltre quarant’anni. Nel ’68 era tra gli studenti che occupavano la Statale, dove si è laureato in Scienze politiche, e da funzionario di partito è stato attivista in movimenti politici e nel volontariato. Da otto anni alla guida della Federazione che raggruppa le associazioni di emigrati sardi nella penisola (Fasi), per spuntarla in questa competizione elettorale guarda ai suoi conterranei in Lombardia. È vero che lo statuto della Fasi prevede che la Federazione e i circoli siano apartitici, infatti si è autosospeso dalla carica, ma non impone che siano apolitici. Dunque Mulas fa politica anche quando appoggia manifestamente i candidati di centrosinistra al governo della Sardegna, salvo poi essere collaborativo con chiunque vinca le elezioni perché «la cultura non ha colore», e a lui preme che quella promossa dal mondo dell’emigrazione continui ad essere finanziata dalla Regione sarda con 4,5 milioni di euro l’anno.

Perché ha deciso di riprovarci? «In coerenza col mio impegno quarantennale nel sociale, nel volontariato e in politica credo sia giusto tentare di entrare nell’amministrazione regionale».

Sarebbe stato più naturale andare col Pd: li ha scaricati o l’hanno scaricata? «Non me l’hanno chiesto e io non li ho cercati».

L’Idv è un ripiego? «Non ne avevo intenzione. Ho deciso dopo un fax di Di Pietro: su segnalazione di Federico Palomba, mi ha comunicato di avermi incluso nella rosa dei suoi prescelti per il Consiglio della Lombardia».
Si sente in sintonia con lui? «Abbastanza. Mi trovo d’accordo soprattutto sui temi della legalità: visti gli ultimi episodi di corruzione, in Lombardia esiste un’emergenza in questo senso. Sono in linea con lui anche sul rischio di uno stravolgimento della Costituzione e sull’equilibrio dei poteri».

Approva i suoi toni contro Napolitano, in particolare sul decreto salva liste? «Conosco di persona il Capo dello Stato da quando ero funzionario del Pci e non posso certo dir male di lui, ma in questo caso… anche un presidente può sbagliare».

Cioè non doveva firmare. Non le sembra di aver tradito il suo vecchio partito?  «Per niente, reputo il cambiamento un’opportunità di crescita».

Perché non è mai stato eletto? «Perché in Lombardia c’è una forte influenza del centrodestra e poi si vede che ho un consenso non sufficiente».

Lei si rivolge ai lombardi ma soprattutto ai sardi immigrati. Perché dovrebbero votarla?  «I lombardi perché ho fatto quarant’anni di vita politica attiva a Milano, di impegno a favore dell’ambiente, nell’organizzazione di eventi, nel turismo (come dirigente dell’Apt, azienda provinciale del turismo, ndr ), e perché dopo tre mandati di Formigoni ci vuole un ricambio di uomini e di idee. I sardi perché ho speso i miei ultimi 15 anni a favore della valorizzazione della Sardegna».

Sintesi del suo programma. «Lavoro e ambiente. In questo periodo di crisi penso alla salvaguardia sociale, a piani straordinari che diano lavoro attraverso il Pubblico investendo nell’ambiente, creando occupazione per i precari anche con formazione lavoro pagato per garantire loro un salario minimo».

Lei è convinto che i sardi di Milano abbiano bisogni cui lei sia in grado di rispondere? «No, ciò di cui hanno bisogno lo chiedono in quanto cittadini milanesi, ma per le istanze culturali da sardi credo sia utile avere proprio un sardo nelle istituzioni, per loro e per la Sardegna».

Vuol dire che i sardi fuori si occupano della Sardegna?, o è la Sardegna ad occuparsi di loro?  «L’uno e l’altro».

Ci spiega come? «Gli emigrati sono un veicolo importante per la diffusione della nostra cultura e spesso hanno promosso battaglie non solo a vantaggio proprio ma di tutti i residenti. Il tema sulla continuità territoriale è uno di questi».

Che c’entra con la sua candidatura? «Un rappresentante sardo nelle istituzioni è una voce che collega la Sardegna al resto d’Italia».

L’emigrazione è ancora un handicap per chi parte? «Lo è se si è costretti. Altrimenti è una condizione che denota una scelta, di lavoro o per interessi culturali diversi».

Un tempo i circoli erano associazioni di mutuo soccorso e avevano un senso. Adesso? «Hanno ancora una funzione sociale, paradossalmente nei centri piccoli più che nelle grandi città».

Ma chi parte oggi non ha bisogno di un dopolavoro. «Infatti c’è lo sforzo di trasformarli da dopolavoro in centri di promozione culturale».

Si è dichiarato dispiaciuto e deluso della sconfitta di Soru. Di conseguenza infelice dell’elezione di Cappellacci?  «Mi ha deluso veder naufragare l’ondata di speranza che aveva portato Soru. Su Cappellacci: noi lavoriamo senza pregiudizi politici con la Sardegna e per la Sardegna».

* UNIONE SARDA

2 risposte a “DALLE PAGINE DELL'UNIONE SARDA, L'INTERVISTA A TONINO MULAS, PRESIDENTE F.A.S.I. IN CAMPAGNA ELETTORALE IN LOMBARDIA”

  1. Egregio Signor Mulas, è importante non scoraggiarsi e non mollare la presa: Sono certo che questa volta è l’occasione buona per entrare nella massima assise della Regione Lombardia. C’è BISOGNO DI LEGALITA’ ANCHE IN QUELLA REGIONE. Da Orosei un sincero incoraggiamento e tanti Auguri per la imminente campagna elettorale.

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