RILIEVI SISMICI PER LO STUDIO E LA CONOSCENZA DEL SOTTOSUOLO? LA PAURA DEL NUCLEARE A CIRRAS (OR)

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Il passaparola da giorni sta facendo circolare il nome della Geotec. Mezzi e uomini di questa azienda circolano da tempo nelle campagne dell’oristanese, piazzando picchetti e cavi. E subito quel nome è stato accostato al nucleare. La Geotec è un’azienda specializzata «nell’acquisizione dei dati sismici su terraferma per lo studio geofisico e le conoscenze geologiche del sottosuolo a grande profondità, sia per le ricerche di idrocarburi, sia per scopi scientifici». Gli automezzi con la scritta Geotech sono stati notati da molte persone e più d’uno ha fatto il collegamento: rilievi sismici=nucleare. La zona del Cirras è spesso inserita nelle liste di possibili siti per la realizzazione di nuove centrali nucleari, anche se di ufficiale ancora non c’è nulla. C’è chi teme che i rilievi in corso in queste settimane possano essere la prima avanguardia di un vero e proprio esercito chiamato a realizzare la centrale. Su Facebook è anche nato un gruppo dedicato, che si chiama: «Diciamo no al nucleare in Sardegna. A Cirras stanno già lavorando». Il gruppo ha oltre mille iscritti: l’attenzione, dunque, è sempre alta. Premesso che se anche fosse, nessuno si sognerebbe di confermare il legame tra i rilievi in corso e una futura centrale, bisogna dire che le operazioni in corso nel Cirras sembrano essere di tutt’altra natura. Dal Consorzio industriale dicono che l’autorizzazione per i sondaggi è stata data a un ufficio tecnico che lavora per conto della Saras. La Geotec, quindi, è alla ricerca di idrocarburi. Gas naturali o petrolio: la Saras, col progetto Eleonora ha ottenuto dalla Regione un’autorizzazione che riguarda un’area di quasi 5mila ettari a Oristano e nei centri dell’hinterland. La Geotec si definisce «leader nazionale nella esecuzione dei rilievi geofisici con modalità sismica a riflessione, potendo confidare sulle più moderne apparecchiature elettroniche e di un vastissimo parco automezzi, oltre 230 unità, utilizzato da personale altamente qualificato e con esperienza pluriennale». La modalità «sismica a riflessione» consente l’indagine del sottosuolo attraverso lo sfruttamento delle proprietà elastiche del terreno. Attraverso dei cavi vengono irradiati degli impulsi e i riflessi rimandati indietro dal terreno vengono registrati in superficie da appositi sensori ed opportunamente elaborati, permettono la produzione di sezioni sismiche che forniscono utili informazioni sull’assetto dell’area. In sostanza i rilievi consentirebbero di capire se nel sottosuolo ci sono delle sacche che potrebbero contenere gas o idrocarburi. «È la terza volta che la Geotec arriva da queste parti per fare dei rilievi – dice il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus -. Si sospetta che queste attività siano legate a una futura centrale nucleare? Mi sento di escluderlo. Si tratta di attività legate alla ricerche petrolifere. Negli anni passati sono stati effettuati altri rilievi e ogni volta si va avanti con indagini più approfondite e con macchinari più sofisticati».

 

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