Il calcio fra gli emigrati sardi: si parla del Cagliari Club del circolo AMIS di Cinisello Balsamo

di Francesco Aresu

Erano i primi anni del Ventunesimo Secolo e il Cagliari latitava malinconicamente nella serie cadetta, con grande delusione del popolo rossoblu. Il centro sportivo di Assemini era sede di un continuo viavai di tecnici, calciatori, dirigenti, collaboratori e via dicendo, un vero e proprio porto di mare. Erano anni di illusioni (ogni estate) e delusioni (ogni successiva primavera), però la fede – quella sportiva, s’intende – dei veri tifosi resisteva incrollabile: messa a dura prova, certo, dai scialbi risultati della squadra, ma la speranza di un roseo futuro era viva. È in questo quadro storico che nasce il Cagliari Club "Massimo Cellino"di Cinisello Balsamo, intitolato al patron rossoblu. Il Club è figlio di una realtà ben più radicata nel territorio, ovvero il Circolo A.M.I.S. (Alleanza Milanese Immigrati Sardi) "Emilio Lussu"di Cinisello Balsamo, da quasi quarant’anni attivo nel milanese con iniziative di vario genere, tra cui conferenze su musica, cultura e arte culinaria tipiche dell’isola quali occasioni di confronto e incontro tra emigrati sardi residenti in Lombardia. La nascita del Cagliari Club Cellino, come ci racconta il presidente Maurizio Tuveri, è avvenuta in modo "spontaneo", in quanto la stragrande maggioranza dei tesserati del circolo (quasi 500 iscritti) è anche tifosa del Cagliari, altro fattore di unione in una realtà di emigrazione: si è ritenuto quindi un atto dovuto creare una realtà di riferimento per i sardi residenti nella zona appassionati di calcio, specialmente se sostenitori dei rossoblu. Nei primi anni di storia del Club il numero degli iscritti era pari a circa un quinto del numero dei tesserati del circolo, un centinaio circa: attualmente tale cifra si è dimezzata, essendo circa cinquanta gli appartenenti al Club Cellino: quest’inversione di tendenza, spiega Tuveri, è dovuta non certo al rendimento della squadra, specialmente negli ultimi anni brillante ed esaltante, ma alla disaffezione seguita ad una sorta di "allontanamento" della società rossoblu dalla vita del Club di Cinisello. Ciò che manca è un pizzico di considerazione in più, un sentirsi parte integrante di una grande realtà quale è quella del Cagliari e della sua storia, ovvero la squadra di una regione intera, orgoglio anche di chi ha dovuto lasciarla alla ricerca di un domani migliore, ma pur sempre attaccato alle proprie radici. Essendo parte di una struttura operante nel sociale e nella quotidianità come il circolo Lussu, il Cagliari Club si occupa di iniziative che riguardano lo sport e il calcio in particolare quale momento di aggregazione e di crescita. Innanzitutto, tra le attività relative al tifo vero e proprio, vi sono alcuni tesserati che spesso hanno seguito la squadra di Allegri nelle gare esterne, come ricorda Maurizio: Bergamo, Bologna, Firenze, Udine e ovviamente Milano, sono alcuni esempi. Ma la maggior parte dei tesserati, che non sempre può partecipare alle trasferte, segue ogni domenica la partita dei rossoblu nella sede del Club, grazie all’impianto video satellitare che permette di vivere tutte le settimane l’impegno della propria squadra. Forte è l’impegno sociale, obiettivo primario perseguito e discusso nelle riunioni periodiche riservate ai soci: vengono organizzati infatti eventi quali quadrangolari di calcio – con la partecipazione di squadre giovanili – e tornei di calciobalilla, il tutto sponsorizzato dal Cagliari Club. Per quanto riguarda il Consiglio direttivo del Club, oltre al sopraccitato presidente Maurizio Tuveri, sono presenti anche il vicepresidente Mario Autieri e il consigliere Ferdinando Celsi. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito web www.circoloamis.it .

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