Dai "demonios" ai "demanios": viaggio per i territori in-contaminati della Sardegna

di Maria Francesca Fantato

 

In Sardegna ci sono oltre 35mila ettari di territorio che, ormai da molti anni, sono sottoposti al vincolo di servitù militare. In occasione delle esercitazioni viene preclusa alla navigazione, alla pesca e alla sosta, una fetta di mare di oltre 20mila chilometri quadrati, ovvero una superficie pari quasi all’estensione dell’intera isola. La nostra Regione ospita svariate attività militari: abbiamo poligoni missilistici (Perdasdefogu), spazi per esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), poligoni per esercitazioni aeree (Capo Frasca), aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburante (nel cuore di Cagliari) alimentati da una condotta che attraversa la città, oltre a numerose caserme e sedi di comandi militari (di Esercito, Aeronautica e Marina). Si tratta di strutture e infrastrutture al servizio delle Forze Armate o della NATO. Qualche numero: il poligono del Salto di Quirra – Perdasdefogu (nella Sardegna orientale) di 12.700 ettari e il poligono di Teulada di 7.200 ettari sono i primi due poligoni italiani per estensione, mentre il poligono NATO di Capo Frasca (costa occidentale) ne occupa oltre 1.400. Per capire meglio come siano suddivisi questi microcosmi a sé, potremmo tracciare una sorta di mappa esemplificativa: una suddivisione in zone, cui corrispondono altrettante servitù militari, che attraversano la Sardegna da sud a nord, e viceversa.

CAGLIARI. Nel capoluogo isolano, l’esercito è sempre stato fortemente radicato, con una presenza storicamente invasiva che si snodava lungo tutto l’asse cittadino, sia in centro che nelle zone più periferiche. E’ notizia recente che il Comune di Cagliari abbia letteralmente "assaltato" le servitù militari del suo territorio, impegnandosi in una vastissima opera di progressiva dismissione in zone che, un tempo utilizzate per esercitazioni e vincolate alla presenza dell’Esercito, si stavano attualmente svuotando delle loro principali funzioni, divenendo fantasmi di se stesse. L’elenco dei beni restituiti alla città è lungo, e si tratta di aree sensibili dal punto di vista sia urbanistico che ambientale: a iniziare dal 68° deposito carburanti di Monte Urpinu, realizzato negli anni ’30 e progressivamente abbandonato dopo la riforma della leve degli anni ’90. Il sito è in buone condizioni, ma da bonificare. C’è poi l’ex deposito carburanti di Monte Urpinu, composto da alcuni edifici e da 4 ampi depositi sotterranei dei combustibili (dismessi da 35 anni circa), escluso il fabbricato che ospita il centro ricreativo. Sempre in via dei Conversi si trova l’alloggio del Comandante dell’Aeronautica militare. C’è poi la zona di Calamosca, dove il comune ha recuperato l’ex stabulario o "batteria Prunas": una struttura composta da più edifici, di cui alcuni ristrutturati da privati. La Capitaneria, da qualche anno, ha dato l’area in concessione alla ditta Merella, per la realizzazione de "La Paillotte", un ristorante con annesso uno stabilimento balneare molto frequentato. In via Calamosca torna a parlare sardo l’ex poligono di tiro e, tra via Calamosca e viale San Bartolomeo, la Palazzina ufficiali. A Sant’Elia i militari possedevano 3 servitù militari: molte aree erano già in mano alla Regione, come ad esempio lo splendido fortino di Sant’Ignazio, l’ex stazione segnali del Faro e l’ex tettoia ricovero quadrupedi, di via Borgo Sant’Elia. Oltre a questi ci sono l’ex casermetta Dicat e l’ex centro sanitario – grotta vico III Morello. Alla Regione sono tornati anche il parcheggio di Marina Piccola, l’area di Tuvumannu delle casermette e l’ospedale di via Is Mirrionis.

SULCIS. Sicuramente la zona militare più "famosa" è quella di Teulada. Una delle punte estreme dell’isola, una striscia di terra che corre verso un mare limpido e tra i più belli della Sardegna. La zona riservata solo ai militari si estende per ben 7200 ettari, e include, con una presenza più o meno invasiva, tutta la costa che va da Capo Teulada a Capo Frasca, nel Golfo di Oristano. La zona è usata per esercitazioni aeree ed aeronavali della NATO e della Sesta Flotta (tiro contro costa) ed include anche un centro addestramento per unità corazzate. Ai 7200 ettari di terreno andrebbero aggiunti i 75mila km di spazio aereo vietato e i 30 km di costa interdetti alla navigazione, che rendono fortemente ingombrante la presenza militare in una zona, altrimenti, fortemente votata a un turismo balneare e naturale di grande importanza. Nel comune di Villasor si trova, invece, l’aeroporto militare di Decimomannu, ce "invade" anche i limitrofi territori di Decimoputzu e San Sperate. Si tratta dell’aeroporto più grande della NATO, che occupa lo spazio di ben tre aeroporti civili. E’ operativo dal 1955. In fase di dismissione e recupero, invece, è la "Vecchia Opera" di Pula, un’area di 28.300 mq in stato d’abbandono, il cui restauro è quanto mai urgente. Il compendio della Marina Militare, di proprietà del Ministero della Difesa, sorge infatti a ridosso della splendida e celeberrima area archeologica di Pula, e dovrebbe presumibilmente essere trasformata in un centro servizi e punto accoglienza per i visitatori del sito turistico. Anche il deposito carburanti di Siliqua, lungo la statale per Vallermosa, dovrebbe a breve essere riconvertita: si tratta di 16mila mq da trasformare in isola ecologica e anche, dietro un concorso di idee, da utilizzare per lo sviluppo industriale e artigianale. Così come l’ex poligono di tiro, area che potrebbe essere utilizzata per il settore servizi in quanto adiacente alla zone S del Puc.

OGLIASTRA. La servitù militare più tristemente nota alle cronache è, senza dubbio, il poligono Interforze di Salto di Quirra, nei pressi di Perdasdefogu. Si tratta di una zona immensa, 12.700 ettari, che comprende poligoni missilistici sperimentali e di addestramento interforze. Lungo la costa si giunge a Capo San Lorenzo: vi si addestrano unità della NATO e della Sesta Flotta con attività nelle varie combinazioni terra-aria-mare. Il territorio è stato spesso oggetto di accese polemiche per il presunto disastro ambientale perpetrato dalla base militare, e per i conseguenti danni sulla salute di molti abitanti della zona, ammalati di tumore o, nel caso di nascituri, colpiti da gravi malformazioni.

NUORO. A Macomer si trovano quattro strutture: i capannoni autarchici e magazzini centrali "Bonutrau" (21mila mq in pessimo stato di conservazione), la Caserma Bechi-Luserna attualmente in uso alla Brigata Sassari: l’ex deposito munizioni, ormai dimesso, alla periferia della città; e infine il poligono di tiro a segno "Bonatrau", 24.155 mq, anch’esso in stato di abbandono. A Nuoro, nella centrale Viale Sardegna, si trova la Caserma Loy, utilizzata dall’Artiglieria, uno spazio totale di 48mila mq. A questo si aggiungono il circolo ufficiali di Sant’Onofrio (606 mq), e l’ex deposito munizioni di Prato Sardo, una vasta area di 551mila mq ancora appartenenti all’Esercito.

ORISTANO. A parte la polveriera di Serrenti (un’area di 396mila mq, con edifici pregevoli realizzati in pietra locale, che dovrebbe a breve essere recuperata), spicca nell’Oristanese il demanio militare di Capo Frasca, di cui si accennava prima. Con 25 km lineari di sviluppo costiero, copre in totale più di 3mila mq per i poligoni militari di Aeronautica e Marina, che occupano una zona dichiarata di pregevole interesse paesaggistico e di interesse storico-culturale, in quanto vi si trovano i resti di età preistorico-nuragica. A questa superficie vanno aggiunti gli spazi occupati dalle Caserme e dai mezzi militari. Per quanto riguarda Oristano, risulta già dimesso e acquisito dal Comune l’ex carcere militare, una struttura in forte stato di degrado, fino a qualche tempo fa addirittura occupata abusivamente. L’ex Caserma "Eleonora d’Arborea", invece, è a sua volta un ex convento, di grande pregio architettonico, situato in pieno centro storico. Del suo restauro si sta occupando attualmente la sovrintendenza ai beni culturali, che intende poi adibirne una parte a propri uffici. C’è anche il poligono di tiro a segno nazionale, situato nella zona industriale nord di Oristano, in stato di abbandono e presumibilmente (secondo in sito internet della Regione Sardegna) in corso di trasferimento all’agenzia del demanio, e infine l’aeroporto militare di Fenosu in fase di ristrutturazione e ampliamento da parte del Ministero dei Trasporti. Si parla di farne uno scalo anche per il trasporto civile.

GALLURA. Nel nord-est dell’isola la presenza dei militari non è mai stata particolarmente abbondante. Va segnalato, comunque, che ad essi appartengono tuttora meravigliosi fati, come quello di Capo Testa a Santa Teresa di Gallura o di Punta Sardegna a Palau. Per ciò che concerne la città di Olbia, c’è il caso dell’ex Artiglieria Santa Cecilia, in località "Sa Fossa". Si tratta di una grande area dal forte interesse naturalistico (vi si trovano alti eucaliptos, olmi e mandorli), in cui sorgono 14 edifici, su uno spazio di circa 96mila mq, in pessimo stato di conservazione. Alcuni edifici, infatti, risultano occupati abusivamente da immigrati rumeni. Il comune di Olbia intende includere il compendio in un programma di recupero, in modo da destinare la zona a parco urbano.

SASSARI. Siamo arrivati ai demani militari del nord-ovest, in cui la presenza dell’Esercito è abbastanza forte, vista anche la tradizione militare della storica Brigata Sassari". Molte zone demaniali sono dislocate nel territorio di Alghero (località La Speranza, stazione radio di Rudas, l’aeroporto dell’Aeronautica Militare lungo la strada di Fertilia, fabbricati di telecomunicazioni a Punta Negra, alloggi dell’aeronautica militare a Fertilia, alcuni fabbricati a Porto Conte e Capo Caccia). A Ozieri, ormai, si contano solo alcuni beni in pessimo stato di conservazione. A Sassari, la situazione risulta più complessa, poiché la maggior parte dei fabbricati del demanio militare si trovano in pieno centro città: da Palazzo Giardino, un grande alloggio per militari sito in Viale Italia. Poi la Caserma Lamarmora, in piazza Castello, un fabbricato che occupa un intero isolato. Oggi, presso la Caserma, si trovano la sede del comando della Brigata Sassari e l’omonimo museo Storico, mentre una parte dello stabile, è occupato da alcuni uffici della Polizia di Stato. Appartiene all’Esercito anche l’ex infermeria di Piazza Sant’Agostino, oggi sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, e il poligono di tiro di Baddimanna. Un discorso a parte per la sua ampiezza, merita la Caserma Gonzaga in via Carlo Felice: il complesso sorge su un’area interamente recintata, e consta di tre fabbricati principali, comprendenti alloggi e uffici, più undici alloggi secondari con destinazioni varie. Si tratta di un’imponente area di 235mila mq che ospita personale e mezzi della brigata corazzata. Il Comune ha manifestato l’interesse per l’acquisizione degli adiacenti Magazzini Sanità, in quanto legati alla storia della città. Così come si vuole recuperare l’ex poligono di Bunnari, nella  splendida valle dei Ciclamini, zona non raggiungibile a causa dell’impraticabilità della strada.

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