Sabato 28 a Livorno, il "Quattro Mori" in un convegno sugli Aragonesi e gli Spagnoli in Sardegna

di Giorgio Canu

 

"Quattro Mori" Piazza Anita Garibaldi, 2

57123 Livorno tel. 0586-812588

e-mail: 4morilivorno@tiscali.it

 

Gli aragonesi e gli spagnoli  in Sardegna

(testimonianze linguistiche e d’arte)


 

 

Sabato 28 novembre 2009

Auditorium del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo


 

 

 


 

PROGRAMMA

Sezione antimeridiana

Incontro programmato esclusivamente per la partecipazione degli studenti delle scuole elementari e medie

Ore 10,00

SALUTO AI PARTECIPANTI

Sig. Giorgio Canu – Presidente dell’Associazione Culturale Sarda "Quattro Mori" di Livorno

RELATORI

Prof. Dott. Simone Pisano

Prof. Dott. Angelo Castellaccio

Prof. Dott. Bruno Billeci

Questo incontro costituisce una ulteriore tappa nella conoscenza della storia della Sardegna. Una storia  che, a torto, è stata spesso considerata come esclusivamente regionale e distante, separata dagli eventi nazionali ed europei. Lo dimostrano le numerose ricche e significative testimonianze architettoniche che sottolineano l’influenza della dominazione aragonese e spagnola in Sardegna la cui influenza si manifesta nell’arte ma anche nella lingua.  

ore 16.00

APERTURA DEL CONVEGNO

SALUTO DELLE AUTORITA’

Moderatore: Dott. Luciano Cauli

RELAZIONI:

Prof. Dott. Simone Pisano Università di Sassari. Dottore di Ricerca in Linguistica Generale, Storica, Applicata e delle Lingue Moderne

L’influenza delle lingue iberiche, catalano e castigliano sulla lingua sarda 

Prof. Dott. Angelo Castellaccio Professore Ordinario. Università di Sassari. Dipartimento di Storia.

Gli aragonesi in Sardegna

Prof. Dott. Bruno Billeci Università di Sassari.  Dipartimento di Architettura e Pianificazione.  Facoltà di Architettura di Alghero

La presenza degli spagnoli in Sardegna tra chiese, palazzi e fortificazioni

 Ore 18.30

"Degustazione specialità della Sardegna"

 

La dominazione spagnola in Sardegna, durata ben quattro secoli (1323 – 1714), può dividersi in due periodi:

Periodo aragonese. E’ il periodo della conquista (1323 – 1478): per oltre un secolo e mezzo l’Isola fu sconvolta dalle lotte che i Giudici di Arborea, poi marchesi di Oristano, condussero contro la nuova invasione.&n
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Periodo spagnolo. E’ il periodo della dominazione (1479 – 1714): i Sardi stremati dopo tanti anni di dura lotta, si sottomisero ai nuovi invasori, che portarono l’Isola ad una lenta ma progressiva decadenza in ogni campo. Si è parlato di dominazione spagnola in quanto, pur essendo Spagnoli anche gli Aragonesi, il regno di Spagna vero e proprio sorse nel 1479 con il matrimonio tra Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia. Nel 1479 il sovrano Ferdinando II (1479-1516) promulga una serie di riforme istituzionali volte a trasformare la Corona di Spagna in un grande stato europeo. Nel suo disegno di omogeneizzazione culturale rientra anche la promozione di nuove fabbriche che dovevano testimoniare la nuova unità nazionale attraverso la monumentalità e la ricchezza esornativa. Si configura così un gusto artistico, detto dei Re cattolici, nel quale si fondono stilemi gotici, mudéjar e rinascimentali. In Sardegna non si ha tuttavia un riscontro immediato della nuova politica artistico-culturale: il gotico nella sua accezione isolana continua almeno fino al XVII secolo a caratterizzare le architetture sia religiose che civili, coesistendo, dalla fine del Cinquecento, con la nuova ideologia rinascimentale importata dalla Compagnia di Gesù (nell’isola dal 1559) e dagli ingegneri militari e in linea con le direttive artistiche di Filippo II (1556-1598). Con l’erede di Carlo V si compie infatti definitivamente il processo di ispanizzazione dell’isola: sul piano artistico si verifica una sintesi formale – con lo stile detto plateresco – tra i linguaggi gotico e classicistico, che caratterizzerà l’architettura locale fino alla fine del Seicento. Nonostante le difficoltà la Sardegna spagnola del Cinquecento e del Seicento continua a essere una terra ricca di cultura e letteratura. Lo testimonia la presenza di numerosi cultori delle lettere, delle arti, e l’interesse per la storia e la geografia. Il dominio catalano‑aragonese e poi quello spagnolo lascia, dal punto di vista linguistico, un’impronta profondissima nella fisionomia del sardo. La diffusione del catalano, lingua ufficiale dei conquistatori sino al 1479, fu più rapida e intensa nella regione meridionale dell’isola che non in quella settentrionale. In particolare, poi, il catalano si affermò nelle città, e a Cagliari più che altrove, mentre nel contado si continuò a parlare il sardo. Per quanto riguarda lo spagnolo, il suo uso tardò a farsi strada nell’isola, soprattutto in quelle zone in cui più aveva preso piede il catalano, ossia nella Sardegna meridionale, ove bisognerà attendere la fine del Seicento per poter parlare di una vera e propria fruizione del nuovo codice linguistico.

 

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