Scuola e formazione: mobilitazione in Sardegna in mancanza di strategie per il futuro

di Roberto Scema

 

Mentre proseguono le polemiche e le discussioni innescate dai tagli alla scuola pubblica, che ha gettato nella disperazione, anche in Sardegna, tanti lavoratori precari, arrivano alcuni interventi i quali, nelle intenzioni degli Amministratori regionali, si propongono di provare a tamponare le situazioni di emergenza che si sono venute a creare in seguito a quello che viene definito solo un anticipo rispetto a quello che potrà accadere nei prossimi anni. Le previsioni sono infatti davvero drammatiche: in Sardegna sono a rischio di chiusura, nei prossimi anni, centinaia di autonomie scolastiche e centinaia di plessi, attualmente sottodimensionati rispetto ai dettami normativi nazionali. In termini di posto di lavoro ciò significherà una autentica mattanza.  Se si considera infine che, già quest’anno, l’ufficio scolastico regionale ha fatto in organico di diritto più tagli di quelli previsti dal Ministero della Istruzione, eliminando 121 posti di lavoro in più rispetto a quanto gli era stato richiesto, non c’è da aspettarsi davvero nulla di buono. In questa situazione, l’Assessorato Regionale della Pubblica istruzione ha emanato il decreto che assegna le risorse alle scuole pubbliche primarie e secondarie di primo e secondo grado della Sardegna per gli interventi a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica e contro la dispersione scolastica. Le risorse, per l’anno scolastico 2009-2010, ammontano a 19milioni e 800mila euro e dovranno essere utilizzate, nell’ambito dell’autonomia della scuola, per azioni didattiche finalizzate al consolidamento delle competenze di base degli studenti e che dovranno vedere l’impiego, in via prioritaria, dei precari che, pur avendo lavorato lo scorso anno, sono rimasti, in questa tornata, senza incarico. I fondi, ripartiti tenendo conto dei criteri della popolazione scolastica per istituto, della presenza di disabili e del numero di istituti afferenti a ciascuna autonomia scolastica, dovranno finanziare azioni funzionali all’autonomia scolastica; attività preordinate al recupero degli alunni a rischio di insuccesso scolastico, al sostegno degli alunni diversamente abili, al tutoraggio, all’orientamento e all’accompagnamento degli allievi degli Istituti secondari superiori in occasione di stage presso le varie realtà produttive e culturali; attività di ampliamento del tempo scuola nella scuola primaria impostate tendenzialmente al modello del tempo pieno. E’ prevista inoltre la costituzione di un’equipe per attività finalizzate al recupero e al riallineamento delle competenze di base e di quelle tecnico/professionali, attraverso la sperimentazione metodologica di recupero anche individualizzato ed il rafforzamento della motivazione allo studio. Per le scuole superiori si prevede la realizzazione di un percorso didattico integrativo di quello curriculare, previsto durante il normale orario delle lezioni, basato sulle attività pratiche presso le realtà aziendali. Si ipotizzano cicli di esercitazioni nei cantieri edili, per gli studenti degli istituti per geometri e periti edili, nei laboratori chimici e aziende metalmeccaniche, nelle aziende informatiche e delle telecomunicazioni, nelle aziende ricettive e del turismo, nelle aziende agroalimentari per gli studenti dei vari istituti tecnici e professionali di Stato e nelle aziende pubbliche o di servizi per i licei. Notizie importanti anche per gli studenti "più grandi". L’Agenzia regionale per il lavoro ha pubblicato infatti i nuovi avvisi 2009 relativi al programma Master and Back, la cui finalità è il potenziamento del sistema alta formazione/lavoro della Regione nel suo complesso.  Gli avvisi sono riconducibili a tre macro-aree: alta formazione, tirocini e percorsi di rientro. Proprio quest’ultima è l’area con la maggiore dotazione finanziare. Sono stati stanziati infatti 14 milioni e 900 mila euro. Il finanziamento è concesso per la partecipazione a percorsi di rientro finalizzati al ritorno in Sardegna e all’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati sardi che abbiano concluso un percorso formativo di eccellenza al di fuori del territorio regionale.  Per l’area "tirocini" sono stati invece stanziati 3 milioni di euro. Il finanziamento è concesso per la partecipazione a percorsi di tirocinio presso organismi di riconosciuta qualità e reputazione a livello internazionale, che operano al di fuori del territorio regionale e che abbiano avuto inizio a partire dal 1° luglio 2008 o che dovranno avere inizio entro il 31 marzo 2010. La durata minima dei percorsi ammessi è di sei mesi. Infine, per l’area "alta formazione artistica e musicale" sono stati stanziati 500 mila euro. Il finanziamento è concesso per la frequenza di percorsi svolti interamente fuori dal territorio regionale, che abbiano avuto inizio a partire dal 1° luglio 2008 o che dovranno avere inizio entro il 31 marzo 2010. La durata minima dei percorsi ammessi è di sei mesi. Si tratta certamente di interventi importanti, posti in continuità rispetto a quanto operato nel recente passato. Tuttavia quello che per il momento manca è una strategia di medio e lungo termine, teso a salvare l’ossatura fondamentale del sistema regionale della istruzione e della formazione, e di impostare la prospettiva di quella scuola di qualità attorno alla quale provare a costruire un progetto di sviluppo nuovo per l’intera isola.

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