Crescono gli aderenti alla "carta di Zuri" mentre peggiora la situazione in Sardegna

di Sergio Concas

Nel piazzale della Chiesa di San Pietro di Zuri, le Associazioni firmatarie della omonima "Carta" per la lotta alle povertà si sono riunite nuovamente per proseguire l’opera di sensibilizzazione nei confronti dei giovani, soprattutto del mondo della scuola e dell’informazione. Oltre a tutti i rappresentanti delle Associazioni che hanno redatto la Carta di Zuri, ACLI, Caritas Diocesana di Cagliari, CGIL, CISL, UIL, Coldiretti, Dialogo e Rinnovamento e la Pastorale del Lavoro, al raduno hanno partecipato i rappresentanti della stampa sarda, guidati dal Presidente dell’Ordine dei giornalisti Filippo Peretti, della Scuola, con il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Armando Pietrella ed una significativa rappresentanza di studenti, provenienti dalle otto Province sarde. Dalla prima giornata della solidarietà per la povertà del 2004, è stato puntualizzato da don Pietro Borrotzu, delegato regionale della Pastorale del lavoro, durante l’introduzione della manifestazione, è aumentato il numero delle realtà associative coinvolte nella denuncia delle cause della povertà e dell’ingiustizia ed è cresciuta la convinzione che esistono e si devono costruire le risposte per garantire a tutti un lavoro ed una vita dignitosa. Il raduno di Zuri è stata anche un’occasione per fare un bilancio sull’attività svolta ed una verifica sui risultati sin qui registrati. E’ cresciuto, senz’altro, il convincimento, da parte della politica, sull’esistenza della povertà e sulla necessità di mettere a disposizione le risorse per cercare di invertire la tendenza di una progressiva crescita delle povertà. Purtroppo i fatti non sono molto incoraggianti, le povertà sono in aumento dal punto di vista dei numeri e dei problemi. La percentuale delle famiglie che si trova in situazione di povertà è attestata al 19,4%, un quarto della popolazione, quasi quattro volte superiore alla media del settentrione d’Italia, dove la percentuale è poco al di sotto del 5%, molto distante anche dall’11% che rappresenta la media nazionale. Purtroppo, la situazione è ulteriormente peggiorata, è aumentata la disoccupazione e le misure a disposizione per combatterla sono inadeguate. Secondo gli ultimi dati dell’ISTAT la Sardegna ha perso nell’arco di un anno 33 mila posti di lavoro, con una variazione negativa del 5,4%, contro lo 0,9% a livello nazionale ed l’1,8% del Mezzogiorno. "Si tratta di un’emorragia difficile tamponare, ha precisato don Pietro Borrotzu, un’emergenza che sta producendo frustrazioni e scoramento generalizzato." Infatti, i dati sulla disoccupazione incidono palesemente sull’aumento della povertà e le opportunità di cambiamento sono molto scarse. Ormai, si parla sempre più di "emergenza fame". Il 4,4% delle famiglie, circa tre milioni di persone, vive sotto la soglia di povertà alimentare. La Sardegna è ai vertici della classifica, con il 10% delle famiglie in difficoltà. Una situazione questa che richiede un intervento tempestivo e efficace. La presenza del mondo della scuola a Zuri rappresenta un segno importantissimo di volontà e di lotta per correggere l’infelice tendenza, dal momento che il mondo della scuola rappresenta un luogo privilegiato per la formazione e la crescita. Durante gli interventi, che si sono susseguiti a Zuri, è stata molto apprezzata la scelta dell’Unione Europea di dedicare l’anno 2010 alla "lotta alla povertà e all”esclusione sociale" perché sottolinea l’urgenza di intervenire e la necessità di predisporre iniziative concrete a carattere mondiale e locale. La manifestazione si è conclusa con la cerimonia di consegna, ai rappresentanti degli studenti delle scuole delle otto province, ed ai rappresentanti della stampa, de "sa bertula", il simbolo della vita e del lavoro, contenente il pane sardo della solidarietà, il vino, la carta di Zuri ed il documento contro le povertà. Infine, è stato messo a dimora un albero di ulivo, come simbolo della speranza e della solidarietà tra le persone ed i popoli.

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