Pale eoliche nel mare di Sardegna? Perchè no!

di Vitale Scanu

Allora: nucleare no, eolico no, energia solare no, gasdotto attraverso l’isola no, servitù militari no, progetto Soru per salvare le coste no… Volete scommettere che se si proponesse: Nucleare sì, eccetto in Sardegna; Eolico sì, eccetto in Sardegna; Gasdotto sì, eccetto in Sardegna; Energie alternative sì, eccetto in Sardegna…, ci sarebbe una levata di scudi apocalittica, e scioperi e assembramenti oceanici a non finire in piazza, a tema le solite discriminazioni di cui soffre la Sardegna? Fa ridere: tutti in piazza contro le pale eoliche in mezzo al mare, come se dal panorama del mare libero dalle pale eoliche dipendesse l’occupazione, il lavoro e il pane per i sardi. In che senso verrebbe danneggiato l’ambiente e il turismo, dai pali eolici piazzati a cinquanta o cento chilometri dal litorale, abbondantemente off-shore quindi, non si sa. Fossero strutture da impiantare sulla terra ferma, anch’io resterei dubbioso sull’opportunità o meno di rischiare una devastazione ambientale. Le pale eoliche sul monte Arci non sono servite a niente; solo a snaturare l’integrità del paesaggio montano. Stiamo morendo di disoccupazione e andiamo a protestare perché le pale eoliche ci deturpano la vista dell’orizzonte marino… Se le condizioni ambientali, geologiche e… tutto il cavolo che volete lo consentono, è illogico e autolesivo voler dire no a tutto in modo pregiudiziale, per principio preso (Qui nella vicina Svizzera questo tipo di gente la chiamano i "Neinsaeger", ossia quelli che dicono sempre NO). Però, un giorno sì e un giorno no i sardi protestano per l’alto costo dell’energia, che non consente uno sviluppo industriale, il quale non riesce ad assorbire la disoccupazione, la quale paralizza la Sardegna… eccetera, con tutta la filiera delle lamentazioni. Osserviamo bene che nei paesi nordici, in America, in India, in Cina, entità politiche ben più consistenti e rigidi tutori dei beni ambientali più della Sardegna (!), le pale eoliche sono una realtà da tempo, e fruttano abbondanti soldoni per l’economia nazionale. Ad Havsui, in Norvegia, sorgerà il più grande impianto eolico al mondo. Per gli USA il 2008 è stato un anno record, che ha visto un boom della nuova potenza installata, pari a oltre 8.300 MW, abbattendo il loro precedente record mondiale di 5.200 MW del 2007. In questo modo gli Stati Uniti hanno doppiato la Germania e sono diventati i leader mondiali del settore con una potenza eolica cumulata di oltre 25.000 MW. La Repubblica Federale Tedesca si ritrova così in seconda posizione con una potenza totale di 23.900 MW, avendo installato 1.665 MW nel 2008, in linea con l’anno precedente quando ne erano stati installati 1.667. La Spagna detiene la terza posizione mondiale con 16.700 MW di potenza cumulata e nel 2.008 ha installato 1.600 MW in diminuzione rispetto il 2007 dove se ne erano prodotti oltre 3.600. In Sicilia sta per partire il Progetto Archimede, che prevede la costruzione presso la centrale termoelettrica di Priolo Gargallo (SR) di una serie di 360 specchi, su una superficie di otto ettari, in grado di convogliare il calore del sole e consentire la produzione di vapore, il quale azionando delle turbine produrrà energia pulita pari a 40 MW. La Sardegna, l’«isola del vento» e del sole, si intestardisce a dire di no a qualsiasi iniziativa di energia alternativa. Perché qui in Sardegna siamo furbi… L’importante, secondo me, è saper contrattare: do ut des. Ossia portare a casa un controvalore contrattuale per bilanciare il servizio reso o la servitù imposta al territorio. Ci servono politici con i cosiddetti protoni che girano veramente, i quali dicano: Consentiamo quest’impianto se voi ci date… se voi ci contraccambiate con questi servizi, o capitali. Nella nostra isola, l’energia eolica non dovrebbe dare controindicazioni, di nessun genere. Evidentemente, in America, in Germania, in Spagna, in Norvegia, in Sicilia… sono meno furbi di noi sardi. Morale della favola: quando ci si presentano buone occasioni, studiamole in maniera innovativa e sappiamole sfruttare volgendole a nostro massimo vantaggio con buoni contratti economici. Anche perché può succedere che le "occasioni" ce le impongono e allora… i contratti li faranno gli altri sulle nostre teste.

Una risposta a “Pale eoliche nel mare di Sardegna? Perchè no!”

  1. “….. in America, in India, in Cina, entità politiche ben più consistenti e rigidi tutori dei beni ambientali più della Sardegna”…

    Il Signor Scanu puo’ essere d’accordo con le pale eoliche
    ma non ci porti da esempio questi paesi sopra elencati (anche i paesi nordici hanno già fatto la loro parte causando l’estinzione di centinaia di pesci )AMERICA CINA e INDIA sono attualmente i paesi (i più irresponsabili) tra i più grandi inquinatori attuali della terra. Sia per la differenza di spazi e situazione geografia questi non hanno assolutamente niente in comune con la Sardegna che conserva ancora e almeno un mare decente.
    Bell’esempio di tutori…si preparano a catastrofi ben peggiori della disoccupazione!!!
    Ci sarebbe un’altra soluzione e in Europa molti paesi si stanno mettendo su questa linea: ridurre il fabbisogno energetico e gli sprechi…..
    Perché no?

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