La Sardegna in cenere con il suo futuro: Caino, dov'è tuo fratello?

di Vitale Scanu

 

Per giorni e notti, dal 23 luglio, il fuoco ha ferocemente azzerato l’economia di una parte considerevole della Sardegna. Migliaia di ettari di boschi, di verde, di coltivazioni e di attività di ogni tipo ridotti in cenere. Milioni di danni. Hanno bruciato vite umane, la casa dell’operaio, hanno bruciato il suo passato e distrutto il futuro dei suoi figli; hanno distrutto il suo coraggio, il suo cuore, la voglia di fare, la sua speranza, i suoi pozzi, il suo frumento, i suoi orti, la sua bella vigna, la sua officina, il frutto del suo lavoro e il sudore di anni… annientando il passato e il futuro di vaste regioni. Hanno oltraggiato Dio e la nostra madre terra, che danno il cibo ad ogni vivente. Un breve tragitto di progresso e di civiltà compiuto con tanti sacrifici, in poche ore distrutto da pochi assassini. I disastri che non hanno causato i sardi preistorici, i cartaginesi, i romani e tutti i colonialisti in cinquecento anni, li hanno perpetrati questi maledetti in poche ore. Caino, dov’è tuo fratello? Rispondi e rendine conto! Povera terra mia, assassinata dai tuoi stessi figli, ostaggio impotente in mano alla violenza, alle invidie assurde, alle vendette disumane, alle discordie suicide, ai sabotaggi autodistruttivi, alla “cultura” del fuoco. Si ripete in grande quello che è il sistema di certi poveri sardi e di certa cultura che non conoscono il minimo di educazione civica, di civiltà… Per dirimere le questioni certi sardi ragionano col fuoco, contro i beni e contro le persone, nelle strade di Cagliari, dell’Ogliastra, della Barbagia. Uno squallore, una desolazione e una inciviltà che fanno piangere. Ho letto il nome del mio paesello Villaverde, per la prima volta, perfino sul Corriere della Sera, con la foto pietosa di un cavallo irrigidito nella morte per fuoco… Bella notizia! Non bastavano le piaghe d’Egitto, che la nostra isola conosce da sempre… No, i sardi, per non farsi mancar nulla, ne devono aggiungere almeno altre due: i delinquenti e il fuoco. Criminali miserabili. In poche ore, distrutto il lavoro e i sacrifici di una vita di tanti onesti lavoratori e anche la stessa vita di tante persone: operai, pastori, famiglie, figli… Certo che bisogna chiedere a quei maledetti incendiari e ai loro mandanti, portatori di morte e lacrime: Caino, dov’è tuo fratello? E’ satanico fare il male per il male, deliberatamente, volutamente, per causare il massimo danneggiamento. E chi ci perde maggiormente sono sempre i poveri. Quante decine d’anni, quante spese, quanto lavoro e quanti sacrifici ci vorranno per ricomporre tanto danno, per risanare simili ferite?  

Le cause, come tutti i sardi sappiamo, sono tante: – una stupidità suicida al di là di ogni immaginazione umana (un piromane: “Era per vedere lo spettacolo…”) – mandanti anche fuori della Sardegna per gestire da dietro le quinte ignobili calcoli turistici o commerciali – un pompiere che appicca il fuoco per non farsi mancare il lavoro – mafia dei mezzi logistici e di spegnimento che in attività “fruttano” di più che non stando in garage – tutto va male e perciò ”quanto peggio tanto meglio” (una vendetta impersonale contro la mala politica, la disoccupazione, la miseria… una sorta di effetto Sansone: “Muoia Sansone con tutti i Filistei”) – personali vendette disumane e cattiveria vendicativa… Ma che testa vuole risollevare la Sardegna, ostaggio com’è in mano di questi mascalzoni che, dopo qualche piccolo progresso civile ed economico, ci riportano di nuovo a zero, alla barbarie più nera! E’ una regione civile questa?

Continuerà per sempre questa maledizione? Sì che continuerà, finché la gente, come autodifesa, non riferirà alle autorità competenti ogni notizia utile a scoprire e punire queste carogne. Purtroppo c’è da dire che la piromania è un delitto da vigliacchi, nel senso che l’incendiario si può dare facilmente un alibi, se non è colto in fragrante. Un suggerimento potrebbe essere quello di lasciare le esche incendiarie al loro posto originario, perché il piromane può tornare sul posto del delitto per controllare ed eliminare qualche traccia compromettente. Occorre perciò una vigilanza assoluta su questa delinquenza, se no si dovrà dire ai sardi che si tengano la Sardegna che si meritano.

Un pensierino a questi delinquenti. Come si fa a vivere con la coscienza di essere la causa di tanto male, di tante lacrime, di tante famiglie rovinate? Vi sentite addosso la maledizione di tutta la Sardegna? Tutti vi augurano: “Fogu chi si pighidi, maladittus! Chi potzais andai in lammas de fogu!”.

2 risposte a “La Sardegna in cenere con il suo futuro: Caino, dov'è tuo fratello?”

    1. Avrei potuto dare una spiegazione al fatto…
      tipo che i testi della prima versione del blog erano scritti in chiaro su sfondo scuro…
      e nella trasformazione con la versione attuale, qualcosa non si è aggiornato.
      Ma visto la simpatia che ha espresso nel farlo notare…
      mi porto a casa i complimenti per la scelta… e lo lascerò in giallo!

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