Le preoccupazioni del mondo migratorio organizzato: vanno tutelati anche i sardi di fuori

di Tonino Mulas

 

La FASI, che rappresenta una parte importante degli emigrati sardi, è estremamente preoccupata per la situazione dell’intero sistema dei trasporti fra la Sardegna e la Penisola.

Gli emigrati restano oggi esclusi, per decisione dell’Unione Europea, dal sistema della continuità territoriale aerea. Ma crescono anche le proteste per i costi insostenibili dei trasporti marittimi, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, il periodo in cui cadono le ferie della maggior parte dei lavoratori.

Come fa una famiglia, che è legata affettivamente alla sua terra d’origine, a sostenere una spesa di 1.000 / 1.200 euro solo per il trasporto marittimo?

La prospettiva della scadenza della "continuità territoriale aerea" su Milano e Roma sta riaprendo, con alterne vicende, il dibattito sul "che fare?".

Occorre ripensare all’attuale sistema, alla luce della nuova legislazione sul federalismo fiscale, che riconosce il principio dello svantaggio dell’insularità.

Occorre tener conto che lo svantaggio è generalizzato: riguarda i sardi, riguarda gli emigrati, riguarda le merci, riguarda i cittadini europei, riguarda l’economia della Sardegna a partire dalla penalizzazione del sistema turistico sardo, rispetto a una concorrenza sempre più agguerrita e rispetto all’attuale crisi economica.

Occorre un’iniziativa unitaria delle forze politiche sarde, su un tema certamente non ideologico, insieme alla mobilitazione dell’opinione pubblica, del mondo dell’imprenditoria, delle forze sociali.

Ma occorre anche promuovere la sensibilità e il sostegno dell’opinione pubblica nazionale. Dalle città del Nord Italia viene una gran parte del flusso turistico, oltre che la presenza di coloro per i quali è terra d’elezione e di residenza per molti mesi all’anno.

La FASI, che ha promosso in passato numerose manifestazioni nei porti e negli aeroporti e che due anni fa ha manifestato a Bruxelles, si impegna nel lavoro di sensibilizzazione su una nuova proposta di continuità territoriale nelle città in cui vive.

Il presidente FASI

Tonino Mulas

335-6803288

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