Area protetta ad Arbus: le meraviglie di Piscinas e Capo Pecora

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Un’area marina protetta fra Capo Pecora e Piscinas: l’idea-progetto è della Provincia e del Comune di Arbus, che hanno già avviato il meccanismo procedurale per giungere all’istituzione di un parco protetto fra mare e terra in un tratto di litorale ancora incontaminato da ogni forma di saccheggio umano. Tre-quattro chilometri di costa di grande pregio naturalistico, dove le maestose dune di Piscinas sono il valore aggiunto in un’area che annovera un patrimonio biovegetale e faunistico (sia marino che terrestre) di accertata e documentata specificità.  Per far partire il progetto ci sono anche già le risorse finanziarie, una quota del milione e seicentomila euro destinati dalla Regione alla valorizzazione del tratto di costa occidentale che va da Buggerru e Santa Caterina. Gli altri fondi necessari saranno reperiti a livello comunitario, ma anche da Regione e Stato si attende un importante intervento finanziario. Tutto rimane comunque vincolato all’okay di Regione e Unesco per l’istituzione dell’area marina protetta, ma si ha ragione di credere che non dovrebbero esserci ostacoli. Provincia e Comune ci credono e ci sperano per poter arrivare quanto prima alla piena realizzazione del progetto, obiettivo che trova la totale approvazione di associazioni ambientaliste e, in particolare, dello sconfinato esercito di fautori della conservazione più integrale possibile del tratto di costa arburese compreso fra Capo Pecora, Scivu, S’acqua Durci e Piscinas.  L’istituzione di un’area marina protetta è suffragata anche da un’indagine svolta nei mesi estivi dalla società di rilevazioni Ecoturismo Italia: duecentoventidue le persone intervistate tramite la compilazione di un questionario, di cui centosettanta hanno espresso parere assolutamente favorevole, mentre cinquantadue sono stati i contrari. Il "no" espresso da questi ultimi è dettato dalla convinzione personale che l’area marina protetta implichi limitazioni alla frequentazione del tratto di litorale interessato. Una preoccupazione che non avrebbe motivo di esistere perchè la tutela dell’area non prevede vincoli di sorta ma solo dispositivi di salvaguardia e di valorizzazione. Certo, potrebbe farsi più severo il controllo sul sistema dunale di Piscinas, dove mezzi fuoristrada e "quad" spesso scorrazzano incontrastati, campeggiatori abusivi parcheggiano sine die roulottes e caravan, e fra i ginepri piazzano tende mimetiche per sfuggire ai sporadici controlli. E qualche problema potrebbero averlo in mare i pescatori amatoriali che arpionano tutto ciò che capita, i pescatori di frodo che non mancano mai e i diportisti che sfrecciano con gommoni e motoscafi a manetta a pochi metri dal bagnasciuga.  L’area marina protetta non sarà comunque fatta per limitare turisti e bagnanti, caso mai per attirarli ancor più in un tratto di costa che viene apprezzata, in particolare dagli stranieri e dai continentali, per la sua bellezza selvaggia e per il suo stato di conservazione naturalistica. Il Comune di Arbus e la Provincia hanno il dovere di insistere nella salvaguardia

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