Cagliari dice si a Milano per l'Expo 2015: sarà la "porta del sud"

 

di Ennio Neri

 

Emilio Floris, sindaco di Cagliari, risponde sì a Letizia Moratti, collega di Milano. Prende corpo l’ipotesi di Cagliari porta sud all’Expo 2015 del capoluogo meneghino. Il primo cittadino, dopo qualche giorno di riflessione, ha risposto all’invito della sua omologa milanese: ora non resta che definire il programma per il capoluogo e firmare il protocollo di intesa tra le due città. Per quanto riguarda il programma a brevissimo è previsto un incontro tra Floris e il presidente dell’associazione degli industriali della Sardegna meridionale Alberto Scanu. In tema di firma al Comune pensavano a una data importante per la città, il primo maggio: la Moratti è stata invitata in città in occasione della sagra di Sant’Efisio, ma il primo cittadino del capoluogo lombardo ha dovuto declinare l’invito per impegni politici. Dopo la firma del protocollo tra le due istituzioni altre ne seguiranno. In primis quella tra Confindustria cagliaritana e l’Assolombarda, quindi quella della collaborazione tra l’Università di Cagliari e quella milanese. Il programma guarderà ai temi in agenda per la "Fiera delle fiere" del 2015: e cioè l’alimentazione e "l’energia e l’ambiente", tre argomenti sui quali anche la Sardegna può dire la sua. Secondo gli esperti progetto "Cagliari porta sud dell’Expo 2015" costituirebbe per la città un’imperdibile occasione di ricchezza e sviluppo. Il grande evento del 2015 prevede un afflusso di circa trenta milioni di visitatori. Parte di questi appunto potrebbero essere intercettati in città (circa 300.000 dalle prime stime) con un indotto ipotetico di circa 100 milioni di euro per il solo soggiorno dei turisti che decideranno di soggiornare qualche giorno a Cagliari per poi affrontare la visita dell’Expo a Milano. In più l’accordo tra Milano e Cagliari avrà come conseguenze a cascata tutta una serie di accordi che favoriranno gli sviluppi di sinergie e di business fra imprese e professionisti del territorio isolano e lombardo, con eventuali accordi anche tra Scuole e Università. Le imprese, ovviamente attratte dai potenziali guadagni, guardano con interesse all’evento: la città dovrà prepararsi all’Expo nel caso di un accordo, (infrastrutture in primis), e i progetti sui temi dell’expo potranno regalare nuova linfa al tessuto economico locale. Il sogno resta quello di attingere dal pozzo di 17 miliardi di euro governato dalla Società di gestione dell’Expo 2015. Qualche importante progetto cittadino, rimasto nel cassetto per mancanza di fondi, potrebbe decollare proprio grazie ai soldi dell’Expo. Tra quelli più ghiotti per la città, il discusso tunnel sotto via Roma e il water front del porto.

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